Autore: Andrea "farins" Lazzarotti
Titolo: Cafe Racer
 
Risultato finale: Cafe Racer
 
Un salutone a tutti i "seguaci" di Treddi. Tramite questo Making Of voglio condividere qualche dettaglio in più in merito alla mia ultima creazione.
 
Benelli sei 900cc Sei cilindri 3 carburatori 4 tempi. Trattasi di una delle moto simbolo del made in italy industriale di una volta, nonché prima moto a sei cilindri della storia, una sfida non indifferente per gli ingegneri di un tempo. Anche se il mercato alla fine non l'ha mai premiata è e rimane un pezzo di storia del motociclismo.
 
blueprint
 
Partendo da questa moto ho voluto creare un modello personalizzato in stile Cafe Racer, uno stile tornato di moda in questi anni a tal punto che quasi ogni casa motociclistica ha rimesso in produzione modelli vintage di diverse decadi fa con le dovute migliorie odierne, nel limiti del possibile senza stravolgerne troppo lo spirito.
 
Personalmente trovo che il modello "base" sia piuttosto osceno dal punto di vista estetico, ma è un ottimo punto di partenza per creare una special assolutamente di impatto.
 
Inizialmente ho dovuto cimentarmi in una ricerca minuziosa in rete per trovare materiale fotografico decente per avere la sicurezza di poter riuscire a modellare ogni elemento senza dovermelo inventare. Sebbene in rete non ci siano molte foto del modello ho avuto fortuna che alcuni customizzatori e restauratori hanno scattato foto dettagliate dei loro lavori, e questo mi ha dato modo di cogliere e percepire i vari volumi, ingombri, rientranze sopratutto di parti complesse come il motore e i carburatori.
 
ref
 
il modello originale era dotato di 3 carburatori, 2 per cilindro, ma io optato per montare 6 carburatori ( dei 22 dell'orto ) in quanto le avrebbero donato sicuramente un aspetto più imponente e "muscoloso"
 
Ma veniamo al lato....."digitale"
 
Dopo aver steso il blueprint che ho recuperato in rete ho cominciato a tracciare i tubi del telaio.
Non avendo una vista dall'alto, mi sono aiutato guardando molte foto prese da diverse angolazioni.
 
telaio
 
Una volta creato il telaio nella scala reale giusta, ho creato le saldature di giunzione fra di esse
con un comodo e utile script gratuito chiamato "welder" lo potete trovare qui: http://jokermartini....1/08/10/welder/
 
Poi sono passato alle ruote a raggi, su di esse in questo caso ho preferito escludere gli originali e modellare i freni a tamburo di marca "Fontana", molto diffusi nelle moto da corsa di quell'epoca, in rete tra l'altro è facile trovare molto materiale fotografico per questa marca.
 
freni
 
Una volta finite le ruote, sono passato alla parte alla quale ovviamente ho dedicato più tempo, ovvero il motore, Forse sarebbe stato meglio averlo modellato a NURBS in Rhinoceros, ma non avendo una gran velocità di utilizzo di questo pacchetto ho preferito i cari vecchi poligoni anche perché poi avrei avuto un controllo più che totale sulla topologia finale. Ogni angolo è filettato e non vi sono geometrie immerse in altre., Inoltre ogni pezzo modellato è separato come nella realtà, ovvero i pezzi sono monoblocchi, quindi troviamo la testata, i cilindri, collettori, carburatori, bobine, carter laterali, copri punterie ecc...Per la bulloneria varia ho modellato diversi set di viti a croce, e a spacco, idem per i bulloni, bulloni per chiavi a brugola ecc.
 
Inizialmente avevo pensato di creare set di viti e convertirle in proxy in modo da rendere la scena piu snella...ma alla fine ho abbandonato questa idea anche alla luce del fatto che diversi bulloni e viti sono "unici" e quindi diversi dagli altri.
Ad ogni modo modellare rispettando le giuste curvature del motore e rimanere in scala non è stato un passo molto veloce, sopratutto per le parti inferiori dove non avevo molti riferimenti fotografici.
 
Benelli Sei passo del vestito motore
 
Essendo un possessore di un Kawasaki di quegli anni ( 70 / 80 ) non mi è stato difficile cablare la moto così come doveva essere nella realtà, sia per quanto riguarda l'elettronica che per quanto riguarda i cavi frizione, freni, acceleratore. Ovviamente ad un certo  punto ho deciso di non modellare completamente l'impianto elettrico in quando gran parte di esso non sarebbe stato visibile sotto le carene, ma un buon 60% ormai lo avevo fatto.
 
cavi
 
Una volta modellato il motore ho dovuto pensare a come proseguire il design di questa special. Anche in questo caso mi son preso del tempo per osservare vari modelli di serbatoi di quegli anni, ma anche varie soluzioni adottate da altri preparatori mi son state utili per crearmi un abbozzo di partenza sul quale cominciare a "sgrossare" il lavoro.
Ho voluto dare un tocco di originalità sistemando un doppio fanale spostato sul fianco destro del cupolino, anche perché avevo deciso di evitare che la mia carenatura potesse suscitare la sensazione di "già visto".
Il tappo è forse l'unica cosa effettivamente esistente ed in commercio. La strumentazione (contagiri e contachilometri) è stata fatta prendendo ispirazione a quella del Kawasaki w800 mentre la piastra a led è una lamina di acciaio piegata, forata e spazzolata come spesso si vede in varie preparazioni.
 
fianchetti
 
Per i paraginocchi in gomma, ho fatto mio uno dei tantissimi loghi Cafe Racer e l'ho personalizzato incidendolo a rilievo su di esso con un displacement, mentre le frecce sono in stile "bullet" ma molto più allungate di quelle che si trovano in commercio.
 
Fanali
 
Per dare un effetto realistico l'interno della fanaleria ( stop, frecce, fanali ) è modellato come nella realtà per simulare lo stesso effetto catarifrangente, dato che utilizzando solo una mappa di bump non viene sempre inoltre vi ho modellato anche la lampadina a filamento presente all'interno.
 
Sulla livrea ho speso diverso tempo nel decidermi quale fare, molti erano gli stili e gli accostamenti di colore che si sposavano bene, ma alla fine ho dovuto impormi una decisione definitiva ed ho optato per un classico giallo a bande nere molto "camaro" che gli conferisce un aspetto molto "RACE".
 
Un ringraziamento anche per il mio collega nonchè appassionato di moto Federico Tosi che mi ha creato la livrea del casco, potete osservare le sue altre creazioni su facebook cercando "tworighthands"
https://www.facebook...t.hands?fref=ts
 
Casco
 
Anche in questo caso, come spesso accade nei miei lavori personali ho avuto cambiare e creare un altro style. Infatti ho voluto creare anche un modello con motore verniciato nero, telaio rosso, niente cupolino numero di gara al posto dei fianchetti laterali, e classico serbatoio non verniciato, a metallo vivo (sostituito poi con una variante verniciata).
Ogni pezzo della carena ha subito diverse modifiche prima di diventare quello che è, perché difficilmente ho una visione totale del lavoro che sto facendo, spesso amo molto cambiare direzione lasciandomi trasportare delle trovate dell'ultimo minuto.
 
Ecco i wire della moto una volta terminata:
 
Benelli Screen 1
Benelli Screen 2
Benelli Screen 3
Benelli Screen 4
 
Una volta completata la moto, mi son dedicato alla ricerca e alla creazione della location dove avrei collocato e renderizzato il modello.
 
Per le location ho scelto il Passo del Vestito ( Latitudine 44° 3'55.97" N Longitudine 10°13'28.86"E ) dove ho fatto diversi shots e backplate poi ho generato un HDRI a 360 gradi fotografando diverse esposizioni in RAW con la mia vecchia bacucca Canon 400d montando un obiettivo Sigma fisheye 8mm, il tutto montato su Nodal Ninja per una precisa e semplice rotazione in 360 gradi. 
 
passo del vestito
 
Condivido col popolo treddiano l'HDRI creata in quel momento, per chi ne volesse fare qualsiasi uso:
http://www.treddi.co...l-vestito-hdri/
 
Ho pertanto usato una dome con l'immagine HDRI precedentemente creata per illuminare la scena con IBL utilizzando Vray come motore di render.
in modo da restituire un buon grado di fotorealismo ed un inserimento preciso. Ovviamente per ogni inquadratura è stata fatta una rotazione della mappa per farla collimare alla foto del backplate. Per la versione al parco invece ho provato ad usare una "Light Probe" ovvero la famosa palla gigante riflettente su un treppiede. 
 
palle
 
Questa tecnica è molto veloce ma ormai obsoleta in quanto restituisce un immagine di ridotte dimensioni in quanto poi verrà croppata, e poi non dimentichiamoci che si fotografa un oggetto che riflette l'ambiente e non direttamente l'ambiente stesso come avviene con un fisheye, ho voluto usare la palla in quanto è modo molto veloce e sbrigativo di prendere un environment.
 
Per il pilota, ho preso un modello pre-esistente di uomo a basso dettaglio e l'ho scolpito in Zbrush, cambiandone i connotati e proiettandoci varie foto sul volto con il comodissimo tool dello spot light.
Dal corpo poi ho generato in 3ds Max un modello molto approssimativo degli indumenti, che poi sono stati raffinati, modellati e texturizzati sempre in ZB, anche  le coordinate di mappatura sono state generate anch'esse in ZB con tool projection master.
 
wire driver
 
Per il materiale della pelle ho usato SSS2 sempre di di V-Ray, non ho usato particolari settaggi, mi son limitato a miscelare la mappa di diffuse che ho generato in ZB con una per lo specular della pelle. Qui sotto uno dei tanti test per la pelle.
 
Driver face 001
 
Grazie a tutti per aver seguito il mio making of, un salutone e buon 2014 a tutti.