a cura del VFX Supervisor Sebastiano D’Aprile

 

 
 
          Lavorando per Moo Studios ho avuto il privilegio di occuparmi della campagna “Artfully Crafted” di Blue Moon in collaborazione con l’agenzia pubblicitaria The Integer Group.
Brewmaster's Inpiration non era la prima pubblicità per Blue Moon su cui ho lavorato. All’inizio del 2010 ho preso parte alle riprese e alla post produzione di Brewmaster's Touch. Entrambi gli spot giocano sulla metafora del mastro birraio come artista. Brewmaster's Touch mette in luce come il mastro birrario, con il suo tocco magico, trasformi tutto ciò con cui viene a contatto diretto, in dipinto. La produzione ha implicato l’editing di tutto lo spot girato in stop motion, a cui abbiamo sovrapposto pennellate di colore in post, per dare l’impressione che il mondo dipinto si espandesse partendo dalle mani del mastro birraio.
         Quando The Integer Group ci ha mostrato la bozza dello storyboard del nuovo spot, Brewmaster's Inspiration, io e il regista Shaun Sewter abbiamo immediatamente pensato che sarebbe stato un progetto interessante. Subito dopo ci siamo chiesti: “e ora come lo facciamo?”.
Lo storyboard mostrava il mastro birraio mentre sfogliava un libro. Da ogni pagina uscivano bottiglie e bicchieri di birra, ingredienti ed atri elementi di sfondo, come se crescessero dai disegni preliminari presenti nel libro. Ciò che spuntava tridimensionalmente dalle pagine non era fotorealistico: viveva nello stesso mondo dipinto che avevamo visto nello spot precedente. Come nei libri pop-up nasceva dalle pagine, ma al contrario dei libri pop-up, non era fatto di carta, ma di pennellate di colore sospese in aria.
 

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          Ho suggerito di usare Maya. Sapevamo che l’aggiunta di pennellate in 2D non avrebbe funzionato questa volta. La tridimensionalità di questi oggetti dipinti era un punto chiave nello storyboard. Inoltre, lavorando in 2D saremmo stati molto limitati nei movimenti di camera. L’intero spot contiene due tagli, quindi tre inquadrature. La seconda, la più lunga e importante, non avrebbe funzionato senza un movimento di macchina dinamico.
          Abbiamo fatto un breve test, una prova da mostrare all’agenzia pubblicitaria e al cliente, per illustrare il nostro appoccio al loro storyboard. Il test era un mix di stop motion e animazione 3D.
Uno dei fattori fondamentali nel feeling dello spot risiede nella tecnica dello stop motion. Il risultato un po’ grezzo e meccanico dona un tocco artigianale all’animazione degli attori e delle pagine del libro, li rende tangibili e aiuta a dare l’idea dell’opera d’arte, “fatta a mano”, alla birra oggetto della pubblicità. Abbiamo deciso di animare il più possibile “in camera” e lasciare a Maya tutto ciò che nasceva dalle pagine (oltre ai contenitori per la fermentazione nella prima e ultima inquadratura).
         Il primo passo è stato creare un animatic. Questo è sempre uno step molto creativo e importantissimo, in quanto definisce la composizione e la durata di ogni inquadratura, i movimenti di camera e contiene un’animazione grezza di tutto ciò che si animerà in fase di produzione. Una volta approvato dal cliente, l’animatic è la Bibbia da seguire.
Abbiamo fatto l’animatic interamente in Maya e After Effects, senza girare niente ad hoc. Abbiamo utilizzato modelli e rig basilari in Maya. Credo che questo sia l’approccio perfetto per questa fase di pre-visualizzazione dello spot in quanto rende l’animatic aperto ai cambiamenti sulla base dei feedback del cliente. Spesso si utilizzano dei playblast, per evitare inutili tempi di rendering.
Sono servite due settimane per la produzione, la revisione e l’approvazione dell’animatic.
 

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          Abbiamo iniziato le riprese con il primo e l’ultimo shot, poi ci siamo dedicati al secondo, il più lungo e l’unico senza attori. Per comodità il regista ha “prestato” le mani al mastro birraio. Tutto è stato girato in stop motion, con Dragonframe.
La macchina fotografica era comandata in remoto. In questo modo abbiamo potuto ripetere più volte lo stesso movimento di camera, per ottenere diversi passi da compositare in After Effects.
 

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Abbiamo girato anche un passo con dei tracking marker che ho poi utilizzato in SynthEyes per creare la camera da importare in Maya e After Effects.
 

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          Lo step successivo è stato il tracking di ogni pagina, visto che i modelli 3D dovevano integrarsi con il libro in maniera convincente e interagire con il movimento delle pagine.
Ho eseguito il tracking in Maya, manualmente, utilizzando l’animazione in stop motion del libro come backplate della camera importata da SynthEyes.
Grazie ai marker sul tavolo e sul libro aperto, è stato facile ricavare le coordinate del libro. Ho creato quattro curve per ogni pagina, una per ciascun bordo, e le ho animate con dei cluster associati a ogni loro vertice. Ho animato la posizione dei cluster, fotogramma per fotogramma, in modo che le curve combaciassero sempre coi bordi di ciascuna pagina. Con lo strumento planar ho poi ricavato la geometria di ciascuna pagina, definita dalle sue quattro curve. Et voilà!
 

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          Poichè lo shot principale era troppo lungo per essere trattato come una singola scena in Maya, abbiamo deciso di dividerlo in cinque segmenti, uno per ogni pagina. Ogni pagina aveva una diversa selezione di birra: Belgian White e le collezioni Seasonal, Expressionist, Vintage Ale e Graffiti.
         Il team di CG artist (Jonathan Bliss, Daniel Edery, Ruta Lauzikaite, Lily Heng, Josh Suyemoto, Shaun Sewter ed il sottoscritto) era pronto per dare vita alla magia proveniente dal libro del mastro birraio.
Abbiamo modellato e texturizzato ogni elemento nascente da ciascuna pagina. Per evitare di avere contorni troppo netti e rendere più organici e naturali questi dipinti tridimensionali, abbiamo aggiunto dei piani texturizzati con delle pennelate di vernice vicino ai modelli 3D che sarebbero altrimenti risultati troppo “puliti”.
Abbiamo importato tutti i modelli nelle relative scene di Maya e li abbiamo collegati alle pagine animate.
 

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La rivelazione di ogni modello avviene tramite mappe di opacità che abbiamo dipinto in Photoshop, utiizzando le UV come guide. Abbiamo usato Photoshop anzichè After Effects per la creazione di queste sequenze di immagini, poichè Photoshop ha una più ampia selezione di pennelli e maggior possibilià di personalizzazione.
Abbiamo dipinto le mappe di opacità in modo da rivelare i modelli dal basso verso l’alto, come se crescessero direttamente dalle pagine del libro.
Per omogeneizzare l’animazione in Maya con quella in stop motion, abbiamo cercato di svelare pennellate intere ogni frame, come se avessimo girato in stop motion la realizzazione di un quadro per mano di un pittore che dipinge in uno spazio tridimensionale, utilizzando l’aria sopra il libro come tela per la propria opera.
Per gli elementi chiave, come le bottiglie e i bicchieri di birra, abbiamo animato anche le mappe colore dei materiali utilizzati. In questo modo abbiamo potuto simulare il vero processo di pittura che un artista segue, dando più mani di colore (e.g. prima di rivelare le etichette delle birre, vengono dipinte le bottiglie solamente).
Nel texturizzare alcuni elementi, come il terreno nella prima pagina, abbiamo usato dipinti veri. Abbiamo girato in stop motion e green screen la formazione delle opere per mano di una pittrice (Joan Doyle). Una volta bucato il green screen, abbiamo usato queste sequenze d’immagini come mappe di colore e opacità perfettamente combacianti. Questo processo ha aiutato ad ottenere un maggior realismo nei render.
          Abbiamo renderizzato quasi tutto in Mental Ray, utilizzando dei materiali abbastanza “piatti” (valori alti nell’ambient color) poichè abbiamo cercato di incorporare luci e ombre nelle texture; non del tutto “piatti”, siccome volevamo che le nostre sculture di colore reagissero ad un setup di luci in Maya, simile a quello utilizzato sul set in fase di ripresa.
Abbiamo usato VRay per la creazione di render fotorealistici delle bottiglie e dei bicchieri di birra, da compositare con i render stilizzati fatti in Mental Ray, per differenziare il look del prodotto da pubblicizzare e attrarre su di esso l’attenzione visiva dello spettatore.
         Il tocco finale è stata l’aggiunta di un sottile strato di nebbia, per dare piu’ atmosfera alla composizione.
 

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          Complessivamente, posso dire che è stato un progetto molto stimolante e divertente. Il team addetto al compositing (Shaun Sewter, Bjorn Walters and Alessandro Schiassi) ha fatto un ottimo lavoro nel compositare tutti i passi renderizzati in Maya con i passi girati in stop motion. Sono stati aggiunti dettagli come bollicine e schiuma sulle birre, per renderle più vivaci. L’obbiettivo, la convivenza organica di stop motion e computer grafica a supporto dell’idea della birra come opera d’arte “fatta a mano”, è stato raggiunto.
 
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