Autore: Lady Purple
Titolo: Hands
Painting: Photoshop CS


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Ciao a tutti, questo making of tratta di una delle illustrazioni che ho realizzato in occasione del workshop Hands tenutosi qualche tempo fa su CgSociety, realizzate digitalmente tramite Photoshop. La tavoletta grafica non è strettamente indispensabile, ma ovviamente accelera e facilita notevolmente il lavoro. Io ho utilizzato una Wacom Volito.
Per quanto riguarda la colorazione digitale, a mio parere non esiste la tecnica 'assoluta', penso che ognuno faccia delle prove e sviluppi da sè il proprio modo di disegnare e dipingere; personalmente mi sono trovata bene con questo, che è anche la tecnica che ho usato per le illustrazioni di Hands (e che risponde anche a una delle domande che più frequentemente mi arrivano, ovvero 'come si fanno le sfumature?')
Io mi muovo in questo modo:

1. Partendo dal presupposto che abbiamo due colori A e B, e vogliamo ottenere la sfumatura intermedia fra essi (magari senza che si noti lo stacco fra i due colori)

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2. Abbassiamo l'opacità del brush, regolandoci più o meno sul numero: nella figura, io ho messo l'opacità intorno al 60% e ho colorato sia con un colore che con l'altro, 'spingendoli' vicini fra loro

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3. Quando si arriva al punto in cui i due colori si incontrano, usiamo l'eyedropper tool ('strumento contagocce' in italiano) e selezioniamo non più i colori iniziali negli angoli, ma quelli che si trovano vicini fra loro al centro. In questo caso ho abbassato ulteriormente l'opacità del brush arrivando dal 40% al 20%; poi ci si regola da soli: se passando la penna ottica si nota parecchio la pennellata, vuol dire che l'opacità è troppo alta e va ridotta

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4. L'eyedropper tool va usato costantemente, e mantenendo l'opacità bassa, i colori si amalgamano con estrema facilità. Nel caso in cui abbiamo una campitura piuttosto estesa da riempire, possiamo anche aumentare la dimensione del brush: più grande è la sezione del pennello, più facilmente si connettono i colori fra loro. Ci vuole veramente più a dirlo che a farlo; basta fare una piccola prova per comprendere ciò che intendo

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5. Infatti, sperimentando per proprio conto, ci si accorge che il brush può anche essere portato tranquillamente a 300px con l'opacità che arriva al 2%.. ovviamente si ottengono effetti diversi di volta in volta e ognuno sa cosa possa servire al proprio caso, a seconda di ciò che si colora

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Voilà la sfumatura :)
Una ulteriore considerazione che si può fare, ma a titolo prettamente logistico, è che utilizzando la tavoletta grafica e le shortkey si finisce col non guardare nemmeno i comandi nella barra laterale di Photoshop e la tastiera. Questo perchè con la mano sinistra si schiaccia costantemente ALT (shortkey dell'eyedropper) e con la destra si colora con la penna ottica.. in questo modo si ha il controllo costante di ciò che si realizza sullo schermo senza dover costantemente abbassare lo sguardo sulla tastiera o distoglierlo per controllare che comandi schiacciare, e non si perde di vista ciò che si colora :) Facendo così si hanno anche meno distrazioni, e quando si disegna e si colora è importante rimanere concentrati su ciò che si fa.

Quando ho realizzato le immagini del workshop Hands, sono partita dando una base di colore che potesse risultare idoneo allo sfondo (in questo caso un verde molto scuro) e ho inquadrato all'interno le masse dei personaggi con un colore che creasse contrasto. Il paintover era espressamente vietato dalle rules del thread (e personalmente considero il paintover un po' fine a se stesso), l'uso della griglia era invece consentito, ma a me interessava principalmente misurarmi nell'osservazione e nella riproduzione del dipinto, perciò ho fatto tutto ad occhio.
Una delle nozioni basilari che insegnano al liceo artistico è quella di inquadrare bene le masse nel foglio, ma la pittura digitale facilita anche in questo caso il compito perchè se si sbaglia si può sempre correggere il canvas :) E' importante in queste fasi iniziali osservare da lontano il disegno, perchè è più facile notare errori vistosi e a confronto con l'originale è più semplice riprodurre in modo simile le masse.

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Una volta costruite le linee guida del disegno, su cui non è necessario soffermarcisi troppo visto che verranno cmq coperte dai colori, si da una base generale delle macchie più grandi di colore in modo tale da regolarsi sull'aspetto generale che avrà il dipinto alla fine. Per velocizzarmi ho usato l'eyedropper tool direttamente sul dipinto originale per inquadrare le tonalità principali; tanto, una volta che si cominceranno a dare le sfumature, i colori precisi verranno diversi in ogni caso.

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Man mano che si va avanti, si osserva nel dipinto originale (o dalla foto, o dal soggetto che posa dal vero, ecc) da che parte arriva la luce, in che modo cade addosso a ciò che si sta riproducendo, le zone che vengono illuminate maggiormente e che hanno quindi colori più chiari e luminosi, le zone d'ombra, e il modo in cui la luce sfuma nell'ombra. In realtà la luce stessa serve per rendere una massa, per come è composta e per come sono le sue forme reali, creando così l'illusione della profondità anche quando si hanno soltanto due dimensioni. In questo caso la luce arriva dalla destra in alto, perciò di conseguenza tutte le ombre si troveranno accentrate verso il basso a sinistra, e nel mezzo ci saranno i mezzitoni che sfumano verso la luce.

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A questo punto si dettaglia il disegno fino a raggiungere quanto più possibile la somiglianza con ciò che si vede nella realtà (o in questo caso, nel dipinto), e così come all'inizio è importante osservare a distanza ciò che si sta facendo per inquadrare al meglio le masse nel canvas, a questo punto è invece importante avvicinarsi per poter osservare meglio ciò che si deve riprodurre. Tutti abbiamo due occhi, un naso e una bocca; sono i dettagli ciò che differenziano tanto un volto da un altro. Quindi è importante costruire una buona base su cui gli occhi siano allineati, le orecchie rientrino parallelamente nelle linee che formano il naso, la bocca sia allineata perpendicolarmente col naso, le orecchie si attacchino alla fine della mandibola ecc; dopodichè si passa a dettagliare osservando le piccole pieghe, il modo in cui scende una palpebra, la forma delle narici e così via.

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Alla fine si procede con l'aggiunta dei dettagli e con la rifinitura del lavoro, sfumando i colori e delineando le forme. La condizione ottimale di quando si riproduce qualcosa consiste nel doversi muovere il meno possibile e nel non dover ruotare la propria testa, in questo modo si può avere più facilmente un confronto diretto su ciò che si sta disegnando senza distrazioni: il non plus ultra consisterebbe nel dover spostare solo lo sguardo dal soggetto originale a ciò che si sta riproducendo.
Si tratta di procedere per gradi e per piccole parti, arrivando piano piano alla fine. Il più delle volte è più semplice per chi sa già disegnare, ma con la pratica e l'esercizio si ottengono grandi risultati. :)

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Spero che questo making of sia stato esplicativo e possa magari aiutare qualcuno a comprendere meglio come certe cose vengano realizzate. Ciao a tutti :)

Valentina

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Questo articolo è stato importato automaticamente dal forum il 31/lug/2014
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