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Cursor - Making of
By: MCVA 3.370 • 12

Vi rivelo tutto il processo creativo di Cursor

Cursor è il titolo del mio ultimo cortometraggio Sci-Fi. Il corto, autoprodotto, è stato interamente realizzato da me (escluse musiche ed effetti sonori) e vuole essere un mio personale esercizio di stile in campo cinematografico e nel campo degli effetti visivi (vfx). Mi chiamo Marco Castiglione e di seguito vi racconterò le fasi di realizzazione di questo mio ultimo lavoro.71f58683acd8519d065266f2051362eb.jpg

Cursor, ambientato in un futuro prossimo, è la storia di quattro soldati che tentano di posizionare dei disturbatori elettro-magnetici al fine di individuare, disattivare e raccogliere dati su dei robot presenti all'interno di una data area; ma durante questa loro disperata missione qualcosa va storto. La loro fuga li porta verso un caseggiato abbandonato, dove tre dei quattro soldati vi troveranno la morte. Solo un soldato, il capitano, si salverà e completerà la sua missione. E la sua salvezza avrà un "volto" inaspettato.

Nei due video qui sotto, potete trovare i video presenti on-line: rispettivamente il making of di Cursor e il cortometraggio in versione integrale.




In questo making of spiegherò, in modo sommario, tutto il lavoro di creazione visivo attraverso le tre fasi principali: la pre-produzione, la produzione e la post-produzione.

Per pre-produzione si intende tutto quel lavoro (molto lungo) di raccolta, di concept e di ideazione di massima che sta dietro alla fase vera e propria di realizzazione. Saltando il passaggio della stesura del soggetto e della sceneggiatura, ho dovuto  immaginare, visitare (recandomi di persona fisicamente e fotografando le location) e quindi creare, gli scenari necessari che poi sono stati inseriti lungo tutto il cortometraggio. Di seguito una raccolta di foto degli scenari (o frammenti di essi) presenti nel cortometraggio.

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Nel successivo lavoro di compositing ho miscelato immagini scaricare da internet e immagini fotografate fisicamente da me. Ovviamente tenendo sempre conto della corrispondenza prospettica e della luce, ma anche di altri fattori tecnici ed estetici. Sotto, un esempio di composizione delle immagini atte a creare uno degli scenari del cortometraggio (potete osservare alcuni livelli, uno davanti all'altro, che danno l'illusione di uno scenario filmato realmente con la telecamera).

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Completata la sceneggiatura ho iniziato ad elaborare il fantomatico storyboard statico, interamente realizzato con i bipedi di 3DS Max in modo da avere un riferimento fondamentale per poi passare al cosiddetto animatic.

Sotto vedete una raccolta sommaria delle scene statiche realizzate in 3D Studio Max. I bipedi, come vedete, sono stati messi nelle pose desiderate. Questo storyboard è stato la "base di appoggio" da utilizzare per intavolare le fasi successive di sviluppo del processo creativo a monte del cortometraggio: sotto potete osservare l'animatic (sviluppo animato dello storyboard).

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A questo c'è da aggiungere, al già tanto lavoro necessario, uno studio preliminare delle scene e delle inquadrature e delle relative posizioni degli attori e di tutta la cosiddetta crew (staff tecnico ed artistico). A tal proposito inserisco una immagine (sotto) dello studio in pianta delle inquadrature e di tutti gli incroci di campo di una di alcune scene principali del cortometraggio.9d719022de6415b2f3f8a38e1b47f77e.jpg

Come potete vedere, qui sotto, le immagini dello storyboard coincidono, almeno nelle loro essenze principali, alle scene poi girate realmente. Lo storyboard è stato lo spartito da seguire sul set durante la cattura delle scene. Ovviamente ci sono differenza di scenari proprio perchè è stato realizzato quasi un anno prima del cortometraggio.f1b42b46f49b435d320bbae296b79ec9.jpg

Durante la fase di pre-produzione sono stati realizzati dei designi preparatori e delle bozze che hanno avuto il compito di pre-illustrare gli oggetti di scena (e le relazioni spaziali tra di essi) che venivano inseriti nel cortometraggio. I miei amici che hanno collaborato nel corto come Vito O., Daniele D. e Gaetano V. hanno realizzato i disegni preparatori con riferimenti tecnici che hanno fatto successivamente da rimandi per la realizzazione degli oggetti di scena realizzati in 3D. Di seguito vi sono alcune illustrazioni realizzate per il cortometraggio.45db61f5453ae2f8e09c19060d495b16.jpg


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Durante la fase di pre-produzione mi sono occupato di pre-visualizzare i robot che avrebbero fatto parte di questo corto: Cursor (protagonista filantropo del cortometraggio) e Venator (robot malefico e assassino). Senza dilungarmi, evitando di esporre un lavoro step-by-step, inserisco sotto, solo le immagini chiave e i rendering di prova per vedere l'incidenza delle forme e delle proporzioni (o spoporzioni) dei vari oggetti 3D. Iniziamo con Cursor (robot protagonista del cortometraggio) nella sua versione clay e poi texturizzato.

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Premi QUI per vedere altre immagini animate di Cursor

689ac5aa37cfdaeae8c5b8f311110679.jpg9bdb1293b206de8179890cb183dbbb36.jpgAdesso vi mostro Venator (nelle immagini sotto) nella versione wire e clay render per avere una visione d'insieme delle geometrie che lo compongono. E anche nella versione texturizzato e con una parte dello schema dei materiali e a lui assegnati. 

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Nella fase di pre-produzione ho sviluppato il cosiddetto, quanto mai complesso, rigging dei robot (QUI un esempio filmato). Un lavoro meticoloso di pesatura e di calibrazione dei movimenti generati in modo diretto e indiretto. Mi sono affidato ai bipedi presenti e, con l'aiuto dei cosiddetti dummy ho articolato le giunture dei robot al fine di ottenere i movimenti desiderati. Giunti cardanici, snodi, look at constraint link e unlink sono stati gli incubi principali durante le mie notti insonni, alla recherche di una equilibrio e un senso logico dal punto di vista della cinematica diretta e inversa. Sotto alcuni esempi fotografici.881fe436159c0c98765c14db764e25fa.jpg

Sotto lo schema di rigging di Cursor.cd555b9933203dab897c211f781f9049.jpg


Finita la fase di pre-produzione sono passato alla fase della produzione vera e propria. Con essa è iniziata la fase più intrigata e macchinosa dell'intero cortometraggio. Dico ciò perchè questa è la cosiddetta fase in cui immaginato e reale devono coincidere. Ovviamente le difficoltà si moltiplicano al dimezzarsi del budget disponibile. Ricordo che questo cortometraggio è a budget quasi zero; quindi provate voi ad immaginare.

Dopo un lungo percorso di riprese (durato circa 20 giorni), che ometterò in questo making of, ho catturato tutte le immagini (video e immagini statiche) necessarie alla composizione del/di un cortometraggio. Un lungo e attento lavoro di visualizzazione, analisi e selezione/scarto delle immagini e/o scene mi ha permesso di fare ordine per la successiva fase della posa delle scene sulla timeline di montaggio. Necessario inoltre un lavoro di selezione e sincronizzazione dell'audio (Roland WAVE MP3 R-05 + Tascam DR40 +Sony ECM CG 50M) catturato esternamente alla dslr (SLT77 + obiettivo 16-50 apertura costante f 2.8). I dialoghi sono rigorosamente dal vivo, senza nessun doppiaggio in post produzione.


Adesso si entra nel vivo della cosiddetta ultima fase del cortometraggio: la post-produzione. Durante la fase di montaggio è seguita la fase di integrazione tra le immagini reali girate dal vivo (live action) con quelle da realizzare in post-produzione. Le strade da me intraprese sono state due: il tracking 2,5D/3D e la cosiddetta camera projection. Sotto alcuni screenshot di tracking 2,5D/3D e di camera projection.

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Il camera projection consiste nella tecnica di ricostruire in 3D una immagine bidimensionale al fine di avere un approccio tridimensionale e una resa realistica della scena che andrà integrata. Questa mi è sembrata una scelta obbligata per avere delle scene realistiche, simulando il movimento di macchina a mano come una cinepresa vera e propria. Sotto altri esempi di camera projection.

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Ancora altri esempi qui sotto. Scenari 3D ricavati da innumerevoli fotografie catturate durante le riprese. Lo scopo era quello di possedere una collezione di immagini necessaria all'integrazione dei robot e di tutti gli altri oggetti generati in 3D con l'ambiente circostante.7b5198b3f039876e2d14e3cf1772c3d9.jpg

La foto sopra (screen capture della viewport di 3DS Max) illustra un camera projection tridimensionale di una foto bidimensionale, che, successivamente, nell'immagine sotto ne rappresenta il background, immediatamente dietro il robot.
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Nell'esempio sotto, potete vedere il lavoro di tracking sulle scene girate con gli attori in carne e ossa. Ossia, il cosiddetto tracking 3D. Un vero è proprio lavoro di calcolo, di ricostruzione e di corrispondenza, tra la camera reale che segue gli attori in carne e ossa e la tracciatura spaziale (fotogramma per fotogramma) della fotocamera nello spazio virtuale tridimensionale.99ba054b717f9e7c7f8a3dc21479df6f.png306c7e5b9133b1baec45adf89c161503.jpg


Successivamente alla fase di tracking sono passato alla fase vera e propria del compositing delle scene. Questa possiamo considerarla la fase finale del lavoro. Ovvero la fase in cui tutto il materiale raccolto dai vari processi viene miscelato in modo omogeneo e uniforme. Di seguito alcune immagini esemplificative del lavoro di compositing, con un screenshot della viewport di un noto programma di compositing.fcdf1820259c3d06e8d08cb1c70c5737.jpg

Ecco alcuni esempi di layer merge (sovrapposizione e miscelazione di livelli), ovvero una raccolta di compositing delle scene più emblematiche del cortometraggio.791975cd61f4282d2b4721c3a77ab606.jpg

La scene ritratta nella foto sopra restituisce bene il lavoro di ricostruzione FullCG necessario al completamento del cortometraggio. Alcune scene sono state ricreate dal nulla. Le mani umane che vedete sopra, che interagiscono con il tablet, sono state ricreate appositamente FullCG. Sotto continua con altre immagini ricreate completamente in grafica 3D.

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Sotto un'altra scena ricreata interamente in 3D, o quasi. Come background è stata usata una foto estrapolata da un fotogramma del cortometraggio. Dopo una ricostruzione tridimensionale con la tecnica del camera projection, ho creato la sua profondità di campo (zdepth) e infine inserito il robot animato in primo piano (foreground). L'effetto è di totale integrazione tra ciò che è reale e ciò che è stato creato in 3DS Max. Sotto un altro esempio di compositing (breakdown)bc4dafe7018e0fb047780a987aa64266.jpg


Il lavoro fino ad adesso mostrato, ci tengo a precisare, è solo una parte del lavoro complessivo. Un piccolo estratto esemplificativo e sommario di tutto il lavoro di realizzazione del cortometraggio. Il cortometraggio, a titolo informativo, è stato realizzato tra il 2013 e il 2015: sono stati necessari circa due anni alla realizzazione di questo lavoro, proprio dovuto al fatto che a realizzarlo sono stato io da solo. Un viaggio in cosiddetta solitaria; ovviamente questo non esclude che varie persone abbiano collaborato al progetto: tutt'altro. Ad esempio, Lorenza, oggi mia moglie, è stata il mio braccio esecutivo in una marea di compiti difficili e complessi. Grazie alla sua forza e alla sua dedizione (credeva nel progetto del suo futuro marito tanto quanto me) lei ha permesso che io portassi a termine un lavoro che, decisamente, non è facile realizzare. E ancora, il ruolo di Daniele Dinaro (autore delle musiche originali e degli effetti sonori) è stato fondamentale, sia come stimolo creativo che motivazionale. Grazie a lui abbiamo portato a casa un premio come migliore colonna sonora al Farm Film Festival 2016. E tutti gli altri amici, che ricordo, si sono prestati gratuitamente, sono stati fondamentali alla realizzazione del lavoro. La mia famiglia tutta è stata di sostegno morale ed economico. Il loro entusiasmo mi ha dato forza e abnegazione.

Un breve elenco dei software usati per la realizzazione del cortometraggio:

3D Studio Max: Boujou; Vray; Corona Render; Mental Ray; MudBox, ZBrush; Audition; After Effects; Premiere; Photoshop; Eyeon Fusion; Nuke; Mari; Lightroom; Hugin; 

Nell'augurio di essere stato soddisfacente ai vostri occhi e di aver soddisfatto le vostre curiosità, vi ringrazio tutti. Vi rimando al mio prossimo progetto. Rimanete in contatto con me. A presto.

Marco Castiglione.


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Comments

Portare a termine un progetto di questa entità è un risultato che gratifica e dà un senso al proprio lavoro, prima ancora dell'approvazione di terzi.

Unica cosa, ti suggerirei di riportare i credits in chiusura del making of, ed eventualmente i riconoscimenti o almeno i festival e le manifestazioni cui questo prodotto ha partecipato.

 

Grazie e complimenti ancora.

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On 19/2/2017 at 4:08 AM, Francesco La Trofa said:

Portare a termine un progetto di questa entità è un risultato che gratifica e dà un senso al proprio lavoro, prima ancora dell'approvazione di terzi.

Unica cosa, ti suggerirei di riportare i credits in chiusura del making of, ed eventualmente i riconoscimenti o almeno i festival e le manifestazioni cui questo prodotto ha partecipato.

 

Grazie e complimenti ancora.

Grazie mille Francesco per le belle parole. Per quanto riguarda i crediti alla fine del CORTOMETRAGGIO troverai tutte le persone che hanno collaborato con il corto e le loro mansioni.

 

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On 20/2/2017 at 7:08 PM, MCVA said:

Grazie ragazzi a tutti voi! Sempre bello leggere i vostri commenti. Una spinta in più per proseguire in questo cammino. 

 

 

 

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