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Treddi.com intervista Sebastiano D'Aprile
By: sdaprile 2.459 •

Treddi.com intervista Sebastiano D'Aprile

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1- Qual è stata l’opportunità che ti ha consentito di pianificare l’avventura americana?
 
Nel 2010 mi sono laureato presso il MultiDAMS, facolta di Scienze della Formazione, Università degli Studi di Torino. Appena laureato, ho partecipato al bando Master dei Talenti Neolaureati, organizzato ogni anno da Fondazione CRT e ho vinto la borsa di tirocinio che copriva l’iscrizione ad un corso alla Gnomon School of Visual Effects, ad Hollywood, e il successivo tirocinio.
E’ successo tutto molto in fretta. A maggio ho saputo che ero il vincitore e a fine giugno ho preso il mio primo aereo per la California, dopo aver lasciato il mio lavoro a Torino (lavoravo per Lab10100, uno studio di interactive design) e aver sbrigato tutta la burocrazia per il visto da studente.
Dopo la Gnomon, ho svolto il mio tirocinio presso Pixel Liberation Front, famosa casa di pre-visualization a Venice.
Nel 2011 Moo Studios, per cui lavoro tuttora, mi ha offerto una posizione full time e ha sponsorizzato il mio visto lavorativo.
 
RULES
 
2- Come è stato l’impatto con la realtà degli studios californiani? Qual è la giornata lavorativa tipo di un professionista alla prima esperienza?
 
La prima cosa che si nota è l’assenza di formalità! Indipendentemente da quale ruolo ricopri, che tu sia un Artist, Compositor, Supervisor, Regista o Produttore, nessuno si scandalizza se vai al lavoro in infradito o col cappellino. Spesso in Italia siamo legati ad una formalità arcaica, che ti permette di capire a vista d’occhio chi sono le persone che “contano”. Qua per fortuna non è così. Le figure di successo sono spesso le più umili.
La giornata lavorativa tipo è lunghissima! Nel campo della Computer Graphic ogni cosa prende in media tre volte il tempo simato! Ciò è dovuto al fatto che si cerca sempre di utilizzare tecniche nuove, quindi si è ogni volta un po’ pionieri di un campo che evolve di giorno in giorno già di suo, oltre al fatto che spesso il cliente richiede cambiamenti “spiazzanti” dal punto di vista produttivo!
Io lavoro principalmente per spot TV, che sono progetti ben più corti delle produzioni cinematografiche; di conseguenza, in fase produttiva,  mi ritrovo ad avere scadenze e revisioni fino a due volte a settimana. Ti dimentichi di cenare e ti accorgi che sono le due di notte come se niente fosse!
 
BM INSPIRATION
 
3- Quali sono gli studi in cui hai lavorato finora? Quali ruoli hai ricoperto nello specifico all’interno delle produzioni in cui sei stato coinvolto?
 
Durante il mio tirocinio alla Pixel Liberation Front ho lavorato su alcune scene di un film d’animazione che Gore Verbinsky ha in programma di dirigere. Mi sono occupato di Dynamic Simulations.
Presso Moo Studios ho invece lavorato su tanti spot pubblicitari. Ho iniziato come CG Rigger, ma essendo l’unico CG Artist a tempo pieno, mi sono presto trovato a lavorare come CG Generalist e Compositor. Ora sono CG e VFX Supervisor in tutte le produzioni contenenti animazione CG e Stop Motion. Il più delle volte uniamo le due tecniche, quindi mi occupo della creazione dell’animatic in CG, poi supervisiono i vari passi da girare in Stop Motion sul set (utiliziamo Dragon e un motion control rig); infine gestisco il team di CG Artist durante la post produzione.
 
YOPLAIT
 
BILTMORE
 
4- Il comparto di produzione vfx per il cinema è stato recentemente al centro di molte discussioni e tuttora costituisce un punto nodale all’interno del dibattito. Sei stato direttamente coinvolto dalla questione? Hai avuto la possibilità di venire a conoscenza di aneddoti significativi in merito parlandone con gli addetti ai lavori?
 
Purtoppo i VFX non hanno ancora ottenuto la stessa considerazione delle altre divisioni coinvolte nella produzione di un film, spot o video musicale. Il budget riservato alla CG e al Compositing, lo vedo coi miei occhi, è sempre sottodimensionato, soprattutto se comparato alle enormi cifre in gioco durante una giornata di ripresa sul set. Uno dei problemi è la mancanza di un sindacato. La gente se ne sta rendendo conto e presto le cose cambieranno. In fase di ripresa, spesso il budget viene sforato, per cui si lavora di corsa, aggiungendo le cosiddette “correzioni in post” agli studi di VFX. Spesso queste richieste vengono fatte senza aumenti di budget. Ecco quindi che gli studi di VFX iniziano a rimetterci soldi. Bisogna iniziare a capire che i VFX sono costosi. Il numero di artisti, estremamente competenti e specializzati, coinvolti nella postproduzione di ogni singolo shot e’ enorme. I VFX ormai sono presenti in tutti i film, non solo quelli di fantascienza. Senza VFX molti film non sarebbero i successi commerciali che sono. Il pubblico non si accontenta più di vedere attori con costumi da scimmia! Le scimmie devono sembrare reali!
Il fatto che Rhythm & Hues, che ha curato gran parte dei VFX per “Vita di PI”, sia andata in bancarotta proprio mente il film riceveva l’Oscar per gli effetti speciali, è un chiaro allarme che mostra che qualcosa deve cambiare.
 
5- Torniamo a casa nostra. O meglio, valutiamo il da farsi. Lasciare l’Italia, una ragione di opportunità o la reale coscienza che nel settore vfx le prospettive nel nostro paese non consentono un’adeguata prospettiva di crescita e di affermazione professionale? Per quella che è stata la tua giovane esperienza, credi che il margine di fiducia nei confronti del mercato italiano sia definitivamente compromesso?
 
Il mercato italiano nel settore dei VFX è fermo, come lo è quello di molti altri settori. Qui a Los Angeles, nonostante forse non ne sia più la capitale, questo campo è sempre in fermento. L’elevato numero di persone che si dedica a questa arte è un’ottimo stimolo per migliorare le proprie capacità. Anche solo il fatto di potersi confrontare con molte persone che sanno di cosa parli, è di supporto. Il campo dei VFX è dominato dai giovani e l’Italia non è abbastanza meritocratica per permettere ai giovani talenti di emergere.

Grazie per averci concesso questa conversazione e buona fortuna per la tua carriera, ovunque questa proceda.
 
Grazie a voi ragazzi.  Alla prossima.

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