In occasione della due giorni inaugurale della mostra “Dark Beauties”, che si è tenuta presso la libreria Steamboat di Torino, dove le opere rimarranno esposte fino al 7 gennaio 2013, abbiamo avuto modo di incontrare Lucio Parrillo, uno dei più celebri fumettisti ed illustratori italiani. Per intenderci, uno di quelli che ce l’ha fatta davvero ad imporsi sia a livello locale che a livello internazionale, arrivando a collaborare con i maggiori editori e case di produzione d'oltreoceano tra cui anche la Marvel Comics.


Per noi di treddi.com il fumetto e, più nello specifico, l’illustrazione prima di essere un possibile sbocco creativo rappresenta una costante fonte di ispirazione. La rappresentazione implica un approccio multidisciplinare in grado di aggiornare costantemente le proprie capacità tecniche e creative.
 

 dark beauties cover

Le cover degli albi "Silver" e "Gold", che riproducono le stampe di Dark Beauties, pubblicate dalla Pavesio Editore


Ciao Lucio. Grazie per la tua disponibilità. Dark Beauties è un lavoro composto da una serie di illustrazioni olio su tela con successiva scansione e finalizzazione in digitale. Qual è stato nello specifico il percorso tecnico, il flusso di lavoro che hai seguito per raggiungere questo straordinario risultato?

Dark Beauties è un progetto partito quasi per caso con un editore che aveva i diritti di alcuni noti personaggi erotici degli anni 70. Poi strada facendo le cose sono un po’ cambiate in quanto ho messo molto del mio in questo progetto, quindi le caratteristiche originali di questi personaggi si sono anche un po’ perse.

Rispetto agli originali ho preferito non eccedere in quei dettagli che avrebbero potuto rivelarsi quasi pornografici, se mi fossi limitato ad ereditare i tratti originali di icone come Zora la Vampira. La Pavesio Editore, per cui ho svolto questo lavoro, ha un pubblico molto eterogeneo che comprende anche i ragazzi più giovani, non potevo andare incontro ad un rischio di censura, nè era mia intenzione fare un lavoro che non potesse essere visto da tutti. Io credo che l’erotico se interpretato e visto in un certo modo, sia assolutamente apprezzabile da un pubblico di tutte le età.


Per questo motivo, rispetto all’idea originale ho operato io stesso una sorta di censura, poi ho perfezionato il tutto cercando di valorizzare l’espressività di certi personaggi in modo che il mio lavoro risultasse davvero un tributo. Mi piace che i miei personaggi femminili esprimano una sensualità, che abbiano anche una carica erotica, ma fino ad un certo punto. Non deve essere l’erotismo l’aspetto che prevale nelle composizioni. Qualche particolare spintarello c’è, ma con giudizio, mettiamola cosi.






full DB 1


Una delle tavole che compongono Dark Beauties, saggio delle abilità pittoriche di Lucio Parrillo


Per quanto riguarda invece la tecnica ho utilizzato, come naturalmente faccio di solito, un po' tutte le varie tecniche che conosco.
Si parte da un disegno a matita su carta. Faccio alcuni bozzetti, tra cui scelgo quello che mi convince maggiormente e lo sottopongo all’attenzione dell’editore. Una volta approvato, riporto il bozzetto alla dimensione vera e propria dell’opera finale. Andiamo su formati che variano dal 35x50cm al 50x70cm.

Per quanto riguarda il supporto lo costruisco direttamente io perché con il passare degli anni ho utilizzato diversi tipi di materiali, sia cartoncini che tele, ma non ce n’è mai una in particolare che mi piace. Ho quindi sentito l’esigenza di affinare una tecnica personale nel costruire in maniera “fai da te” i supporti. Alla base prendo dei semplici cartoncini, sui quali applico varie sostanze viniliche attraverso una serie di procedimenti che mi permettono di ottenere di volta in volta quei risultati che mi soddisfano.





coppia 1 sxcoppia 1 dx


Confronto tra uno dei bozzetti in cui Lucio ha studiato la composizione e l'opera conclusa, pronta per essere consegnata all'editore


Una volta preparato il supporto, riparto dal bozzetto e lo disegno sempre a matita nel formato definitivo.
Procedo poi con un'inchiostrazione, chiamiamola così, nella quale praticamente blocco il disegno a matita in modo che non mi si cancelli con l'acqua e con i diluenti, dopodiché faccio i primi passaggi con le ombre (mi traccio tutte le ombre lasciando le luci in bianco) dopodiché inizio a lavorarci su con l'acrilico, abbastanza diluito e man mano dagli scuri arrivo ai chiari.
Questa è la tecnica che uso normalmente perché si tratta di una tecnica veloce, asciuga presto e dà la possibilità di ottenere risultati in fretta in modo da poterli scansionare in tempi brevi.
Nel caso di Dark Beauties, avendo molto più tempo a disposizione ho lavorato ad olio, quindi stessa procedura però con la tecnica dei colori ad olio.




coppia 2 sxcoppia 2 dx


Bozzetto e immagine finale di un'altra delle tavole di Dark Beauties


Tecnica molto tradizionale, quella che si è sempre usata diciamo dal Quattrocento fino ad oggi, niente di assolutamente innovativo. Conclusa la fase di pittura siamo al 90% del lavoro. A questo punto, per procedere, faccio una fotografia, in quanto la scansione purtroppo non è possibile perchè i colori ad olio impiegano molto ad asciugare perfettamente. Cerco, attraverso la fotografia, di ottenere un’immagine abbastanza professionale. Il risultato ottenuto va comunque elaborato al computer nella fase di post produzione, che da sola si prende circa il 10-20% del tempo dedicato al progetto. Gran parte del lavoro consiste nell’eliminare sul digitale le imperfezioni intervenute durante la fotografia, fatto questo porcedo ad una seconda elaborazione
della tavola in digitale, rifinendo dettagli molto piccoli e sfumature, che su tavole ad Olio 35x50 ad esempio, sarebbe molto difficile fare a pennello con i tempi stretti di consegna.





coppia 3 dxcoppia 3 sx


Situazione sinottica di un'illustrazione che vede come protagonisti Batman e Hulk, due dei supereroi che Lucio ha disegnato su commissione nel corso di questi anni



Per anni abbiamo assistito all’eterna lotta tra il bene e il male. Tra l’analogico e il digitale. Una metafora paradossale che ha trovato di fronte conservatori e progressisti ma soprattutto la miopia di chi ha abboccato ad una polemica sterile. Oggi per fortuna questa dicotomia pare superata. Ci si è resi conto, in maniera più o meno inconsapevole, che una tecnica non esclude l’altra, anzi, dalle ibridazioni possono nascere nuove possibilità creative. Sulla base della tua esperienza in produzione, quale credi sia il quadro evolutivo di questa situazione?

Vi parlerò dunque della mia esperienza personale. Ho fatto un percorso formativo molto lungo. Ho iniziato con le tecniche della china e della matita e non ho mai utilizzato i colori fino a 21 anni, a parte i graffiti. Quand’ero ragazzo ero un patito di graffiti, quindi ho utilizzato gli spray, ma non ho mai preso in mano un pennello.
Da lì in poi ho cominciato a dipingere ad acrilico e qualcosina ad acquerello. Solo da pochi anni utilizzo anche i colori ad olio e il painting digitale.
Da qualche anno mi sono interessato alla pittura digitale in quanto i software sono estremamente evoluti e ti permettono di ottenere risultati molto simili alla pittura ad olio. Ti danno la possibilità di accelerare i tempi di produzione quindi si rivelano utili nel campo dell'editoria, dove bisogna essere molto veloci, consegnare in fretta e spesso sì a che fare con editori che vogliono correzioni e cambiamenti che normalmente con la pittura tradizionale sarebbero lunghi da effettuare.




full JESUS


La scelta dei temi rappresentati è sempre molto decisa ed esplicita in senso figurativo. E' facile riscontrare allo stesso modo citazioni ed evidenti metafore, enfatizzate dalla compresenza degli opposti



Con il digitale oggi si può fare una correzione o uno stravolgimento completo di una tavola in 10 minuti, o persino meno.

Con la pittura tradizionale cambiare ad esempio una tonalità dal blu al viola può richiedere anche giorni di lavoro ma questo ovviamente non è possibile quando i tempi sono molto ristretti.
La pittura digitale è molto più semplice da apprendere rispetto alle tecniche tradizionali, ma è chiaro che se uno ha delle basi di pittura tradizionale è poi anche in grado non solo di applicarle, ma anche di mantenere più consapevolmente una certa indipendenza creativa rispetto allo strumento digitale.

Per contro al grande vantaggio della velocità, lo “svantaggio” della pittura digitale, che secondo me rovina anche il gusto per questo tipo di arte, è che ci sono troppe scorciatoie per ottenere certi risultati come l'utilizzo di fotografie, ritocchi, effetti predefiniti, ecc.
Molti artisti giovani che si vedono oggi in giro sul web, sembrano bravissimi, ma in realtà utilizzano la fotografia e il ritocco fotografico con i vari trucchi di Photoshop e Painter e ottengono risultati che sembrano eccezionali, ma con una consapevolezza spesso limitata.
Credo che solo pochissimi di loro utilizzando un pennello e i colori acrilici o acquerelli riuscirebbero ad ottenere lo stesso quei risultati.

Ci vogliono  anni di pratica per poter apprendere le tecniche di pittura ad olio, acrilico o quello che sia, mentre ci vogliono settimane per apprendere le tecniche di colorazione digitale. Se uno si limita al digitale, rinuncia ad un percorso formativo che non lascia indifferenti nel corso della propria carriera.




coppia 4 dxcoppia 4 sx


Illustrazioni di Lord of the Jungle, in cui il soggetto protagonista è Tarzan


Personalmente apprezzo di più gli artisti che continuano ad utilizzare le tecniche tradizionali o comunque hanno una grande conoscenza di queste.

Nel mio caso, come dicevo prima, un buon 90% è pittura tradizionale, poi intervengo con il digitale per correggere le imperfezioni per finalizzare l'immagine.
Anche a me è capitato di lavorare completamente in digitale in caso di commissioni con tempistiche molto ristrette. La professione costringe a questi compromessi, ma in condizioni “normali” cerco sempre di lavorare il più possibile con mezzi tradizionali, limitandomi all’uso del digitale solo per quelle parti indispensabili per finalizzare un progetto.

Purtroppo molti editori non la pensano come me e quindi pubblicano molto materiale che arriva da tutte le
parti del mondo acquistandolo a basso prezzo.

Il problema è quindi che ci sono persone come me, che hanno studiato per anni per ottenere certi risultati e persone che invece escono dalle scuole e dopo un mese con un ritocco fotografico, un trucco o un filtro di Photoshop ottengono un'immagine che poi rivendono per quattro soldi rovinando il mercato dell'editoria e degli illustratori. E’ normale che tra i due risultati ci sia una differenza a livello artistico, ma è anche chiaro che una casa editrice se può ottenere un'illustrazione pagandola magari un quarto di quello che dovrebbe spendere, preferisce risparmiare.
Quindi ci si ritrova spesso ad essere messi da parte perché, se pur riconosciuti come più bravi, si è più lenti e più costosi.

E' principalmente per questo motivo quindi che non sono pienamente favorevole alle tecniche digitali e sopratutto ai tutorial gratuiti che vengono ogni giorno postati sul web, scavalcando le scuole e gli atelier dei maestri e dei professionisti che insegnano le tecniche e i segreti a chi veramente merita e in modo professionale...
purtroppo ci sono troppi giovani artisti che per farsi pubblicita' "regalano"
le proprie conoscenze tecniche al mondo intero sui canali come "youtube" e di conseguenza da tutte le parti del mondo ovunque ci sia un artista con un computer,internet e una tavoletta grafica puo' velocemente imparare le tecniche in poche settimane, i trucchi di fotoritocco etc.
e, senza alcun rispetto per chi e' un professionista da anni, si propongono sul mercato mondiale alle grosse case editrici per pochi soldi, magari da un paese dove 100 dollari sono uno stipendio
mensile...

rovinando il mercato a chi vive in europa e con 100 dollari non ci fa nemmeno la spesa al supermercato..

Non sono però un integralista, se la tecnica è subordinata all’aspetto artistico, per me va benissimo unire il digitale al tradizionale. Anzi, proprio la fusione delle tecniche può dare spazio a nuove possibilità creative, quindi ritengo che vada valutata come una qualsiasi altra tecnica mista.




full VAMPIRELLA


Tra le creature diaboliche su cui Parrillo lavora spesso ritroviamo la celebre Vampirella, autentica icona sexy, protagonista di una delle più note saghe horror-erotiche del mondo dei comics. Di natura malvagia, essendo una vampira, Vampirella ha una componente di pietà che la porta a schierarsi contro demoni e personaggi oscuri, provando continui sensi di colpa quando deve nutrirsi del sangue degli innocenti. Questo rapporto tra il bene ed il male, costante nella psicologia del soggetto, è espresso visivamente alla perfezione da parte di Parrillo nelle sue illustrazioni



Oltre il fatto tecnico, una questione di opportunità. Qualche anno fa, durante la tua gavetta, senz’altro non hai avuto a disposizione la potenza divulgativa della rete. Suppongo che tu abbia dovuto iniziare bussando fisicamente alla varie porte magiche degli editori. Dall’esito della tua professione, le cose sono andate certamente nel verso giusto. Cosa ha comportato per te una gavetta... “analogica” e quali credi che siano le differenze per chi inizia oggi volendo fare della grande passione per il disegno la propria professione?

Quando ho iniziato io non c’era ancora internet. Per farmi conoscere ho dovuto fare un percorso lungo, molto lungo e molto costoso, fatto di viaggi, treni, aerei, alberghi, girando il mondo per riuscire ad incontrare qualcuno che mi desse l’opportunità di pubblicare i miei lavori. Un percorso molto molto difficile che dopo tanti sacrifici ha dato i suoi risultati. Ne sono contento e ne sono orgoglioso.

Oggi grazie alla rete è tutto molto più facile, ma credo che molti ragazzi che iniziano ora ad avvicinarsi a questo mondo sbaglino totalmente l’approccio alla questione.
Ho avuto diversi contatti con i giovani, avendo insegnato alla Scuola Internazionale di Comics di Firenze. Una cosa che mi dà parecchio fastidio è sentire i ragazzi che mi chiedono durante i workshop: "Ma come faccio io a contattare l'editor?".
A volte mi ritrovo i ragazzi che mi contattano via Facebook e mi chiedono: "Come faccio a contattare la casa editrice per fargli vedere i miei lavori. Mi passi un contatto?".
Questo è un approccio totalmente sbagliato, perchè denota una superficialità incredibile. Avete facebook, internet, blog, tutto quello che volete. Per trovare il nome di un editor ci vogliono minuti, se non secondi d’orologio.


Ai miei tempi, se dovevo scrivere ad un autore o ad un art director, cercavo di farlo sempre con molto garbo, cercando di non disturbare la loro privacy e di presentarmi sempre in modo composto, professionale.
Oggi invece, molti ti contattano via Facebook, senza nemmeno salutarti, e cominciano a farti domande in maniera arrogante, incazzandosi anche se non gli rispondi subito.
Il mio consiglio per i giovani è quindi quello di proporsi sempre con un certo rispetto verso un editore, perchè la prima impressione è molto importante. Proporsi con educazione e professionalità aiuta ad essere presi in considerazione, piuttosto che essere scartati a priori per via di modi assolutamente inaccettabili.




FULL warlord


Illustrazione di Warlord of Mars, serie di comics che prende spunto dalle sceneggiature di Edgar Rice Borroughs. Il protagonista della serie è John Carter, personaggio che ha ispirato anche un recente film prodotto dalla Disney



Il problema credo risieda nel fatto che molti ragazzi non apprezzino le risorse che hanno. Con la rete, sapendo un minimo come muoversi, nel giro di un’ora, non sto scherzando, potete contattare anche una cinquantina di case editrici. Per fare altrettanto, quando ho iniziato io, ci si mettevano mesi, spesso non si otteneva una risposta. Quando riuscivi a contattare qualcuno, per parlargli e mostrargli i lavori non c’erano i blog e i siti personali. Dovevi fare la valigia, spendere migliaia di euro per voli e alberghi e sperare di non aver viaggiato a vuoto.

Se mi chiedi quindi un consiglio da dare ai giovani che si avvicinano a questo lavoro dico una cosa: avete questa opportunità, la rete, e sfruttatela diamine. E fatelo nel modo giusto.

Naturalmente, come lo fate voi lo faranno tantissime altre persone nel mondo e quindi il mio consiglio è quello di non limitarsi ad applicare qualche filtro in photoshop e sparare immagini di qua e di là, finendo direttamente nel cestino, ma di imparare bene il mestiere. Per fare questo ci vogliono anni, impegno, sacrifici, ma se si ha talento e determinazione, state certi che i risultati arrivano.

Quando sarete diventati bravi potrete mettervi in concorrenza con gli artisti del resto del mondo. Senza temere confronti. Perchè il mercato è fatto di concorrenza. Se un editore deve pubblicare qualcosa, sceglie tra i lavori di tanti artisti, tra cui voi.

E la rete ha aumentato esponenzialmente il numero di artisti che si affacciano sul mercato. Se 10 anni fa si era in competizione con una decina di artisti italiani, per rendere l’idea, oggi si è in competizione con 1500 artisti di tutto il mondo, che puntano tutti allo stesso obiettivo: essere pubblicati.




FULL vampirella tavola


Lucio all'opera su una tavola di Vampirella


Molti artisti operano, con eccellenti risultati, esclusivamente con strumenti digitali. Ritieni che vi sia il rischio di una iperofferta artistica? Guardando le gallery delle principali community si nota un certo appiattimento. Tanti lavori, pur validissimi, sembrano assomigliarsi molto. Quali sono i caratteri necessari per emergere ed imporsi oggi nel mercato dell’illustrazione e del fumetto?

Mi ricollego al discorso proposto in precedenza, per cui la tecnica digitale, se utilizzata in modo superficiale, produce un bell’effetto, ma appiattisce l’artista.
Ciò è dovuto al fatto che i programmi di grafica come Photoshop e Painter ti offrono talmente tanti trucchi e stratagemmi che alla fine si rischia di fare tutti le stesse cose, se non si è guidati da una vera consapevolezza tecnica e creativa.

C’è un altro problema. Le mode del momento. Oltre agli strumenti dei software. Tanti artisti si ispirano a determinati artisti, in genere quelli più famosi, si tende tutti a fare un po' come si faceva una volta in Italia con il fumetto.
Mi ricordo c'è stata l'epoca, circa una decina di anni fa in cui c'era Claudio Castellini, mio grande amico. Castellini ha avuto un grande successo con la sua tecnica, molto particolare ed innovativa. Era famosissimo in Italia ed è stato uno dei primi italiani se non il primo a lavorare anche per i grandi editori stranieri, tra cui la Marvel Comics.
Questo boom eccezionale con il suo stile particolare cosa ha causato? Una moda del momento. Di conseguenza tutti gli italiani puntavano a diventare bravi come Castellini. Ma non parlo solo di ragazzini alle prime armi. Anzi. C'è stato un periodo di quattro o cinque anni in cui molti disegnatori in bianco e nero a china che lavoravano per Bonelli o Marvel erano dei cloni di Castellini.

Oggi sta succedendo la stessa cosa con il digitale.

Tutto per una questione di rapidità, nel senso che è troppo semplice e rapido ottenere un certo risultato e quindi non c'è neanche il tempo di metterci la propria personalità che già uno ritiene concluso un certo lavoro.




FULL Lord of Jungle COVER


Una cover di Lord of the Jungle


Se tu per imparare una tecnica ci metti cinque anni, in quei cinque anni hai un'evoluzione lenta, graduale, che ti permette di perfezionare la tecnica e metterci soprattutto le tue emozioni, il tuo carattere, i tuoi momenti di vita vissuti anche nelle tue opere.

Se tu una tecnica digitale la impari in un mese, arrivato ad un certo punto ti blocchi e diventi il clone di tizio perché hai basato la tua tecnica copiando da un altro illustratore.
Le tue immagini quindi messe su un blog o su Internet rischiano di essere sfogliate velocemente ma di non colpire nessuno perché mancano di personalità. Sanno di visto e rivisto. Belle, si, ma ne abbiamo già una tonnellata.

Nelle opere di chi opera principalmente con la tecnica tradizionale invece ritroviamo dei caratteri di personalità in cui è molto più facile riconoscere le qualità dell’artista, oltre che del lavoro. Questo è dovuto al fatto che chi sa lavorare con le tecniche tradizionali, a prescindere dal fatto che poi operi o meno in digitale, ha affrontato quella gestazione artistica che chi è partito con una full immersion in photoshop o painter non ha.




FULL log lion


Tarzan alle prese con un leone in una scena illustrata per Lord of the Jungle



Dal punto di vista commerciale, il fatto di utilizzare strumenti pittorici tradizionali consente di poter mettere in vendita gli originali, che rimangono pezzi unici. Per un artista del tuo livello quanto si può ritenere significativa questa opportunità?

Il fatto di dipingere con tecnica tradizionale mi permette di avere dei quadri dei quali io vado orgoglioso, per quanto io mi senta ancora assolutamente in fase di crescita e ben lungi dall’essere arrivato.
Non sono mai soddisfatto dei miei lavori, anzi, sono assolutamente critico in maniera spietata verso me stesso. Sento di dover scalare ancora una montagna per quanto riguarda il mio livello artistico.




FULL red sonja 1


Queen Sonja è un'altra serie di fumetti cui Parrillo presta spesso i propri servizi. Ancora una volta un soggetto femminile molto affascinante, caratterizzato dai capelli rossi, particolare che la rende nota anche con il nome di Red Sonja


Certo è una fortuna poter avere gli originali, una cosa è avere un file sull'hard disk, ben altra cosa è avere un quadro dipinto ad olio su tela dove tu puoi vedere le pennellate sulla grana della tela, c’è una sensazione materica che il digitale purtroppo non è in grado di offrire, pur potendo riproporre un risultato visivo assolutamente identico. Per questo credo che la produzione artistica con tecnica tradizionale non si esaurirà mai.
Abbiamo quadri che risalgono a tempi antichissimi, quindi mi auguro di poter anch'io lasciare una traccia alle prossime generazioni magari in un museo o in qualche collezione privata. Vivo e lavoro con questo obiettivo.


Anche per questo motivo faccio volentieri il lavoro tradizionale piuttosto che sfruttare solamente il digitale.




FULL sonja cover


Cover di Queen Sonja


sonja sxsonja dx


Altre due illustrazioni di Lucio Parrillo per la serie a fumetti Queen Sonja