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Rhino e Felix Render: l'esperienza di Centropolis Design
By: Francesco La Trofa 8.575 •

Il rendering sta diventando una componente imprescindibile nell'esperienza di uno studio di architettura e design di alto livello. Se un tempo distinguere l'aspetto tipicamente progettuale da quello rappresentativo costituiva la prassi, oggi le cose stanno sensibilmente cambiando.

Nella culla dell'arte milanese, il quartiere Brera, incontriamo Centropolis Design, sulla scia di un'occasione per tracciare una riflessione sulle esigenze di chi opera nel settore dell'interior e del product design a livello internazionale.

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Ad accompagnare questo excursus sul ruolo del rendering nel progetto è l'architetto Andrea Castejon, fondatore e direttore creativo di Centropolis Design.

(FLT) - L'attuale scena dell'interior design sta assumendo sfumature sempre più complesse, che rende arduo il riferimento agli scenari che hanno finora caratterizzato l'attività professionale in questo settore. Come potremmo collocare Centropolis Design in questo quadro in costante evoluzione?

(AC) - Ci occupiamo prevalentemente di concept e lighting design, con un solido background nel settore luxury, integrando all'interno dello studio una serie di figure professionali specializzate necessarie a curare ogni dettaglio dei progetti.

(FLT) - Per quanto riguarda gli aspetti digitali della produzione, come è organizzata la vostra pipeline?

(AC) - Inizialmente sviluppavamo i nostri progetti internamente, affidando successivamente la produzione dei rendering a service esterni, che utilizzavano 3ds Max e V-Ray. Qui a Milano l'offerta non manca di certo e ci sono realtà in grado di produrre un livello qualitativamente eccellente. Ma le cose sono cambiate circa sei o sette anni fa.

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(FLT) - Cosa è successo nello specifico?

(AC) - Sentivamo l'esigenza di avere un maggior controllo sui progetti. Per quella che è la natura stessa dei nostri incarichi. Il rendering stava diventando uno strumento fondamentale sia nella fase di supporto alla progettazione, sia per quanto concerne il rapporto con il cliente. L'outsourcing non era più una soluzione strategicamente efficace, così ci saremmo orientati verso delle figure di renderisti interni, se non fosse successo un episodio chiave: la pubblicazione del progetto City Life, ad opera tra gli altri dello studio Zaha Hadid. Rimasi molto colpito dai loro rendering, al punto che mi informai al punto da arrivare a conoscere chi li aveva realizzati, uno studio di Genova, Stack! Studios Che ho immediatamente contattato per conoscere come facessero a realizzare delle immagini di quel genere. Non solo realistiche, ma davvero suggestive ed emozionali.

(FLT) - Stack! Studios oltre ad essere un archviz specialist è lo storico sviluppatore di Matador e di Felix Render.

(AC) - Esatto. In quell'occasione ho avuto modo di conoscere David Rossmann, che mi ha presentato Felix Render, la piattaforma che Stack! Studios utilizzava per i lavori archviz realizzati per conto di diversi tra i più importanti studi di architettura al mondo.

Rimasi colpito da molti aspetti. Ma per assurdo la qualità, ossia la ragione che mi aveva spinto a conoscere il prodotto di David Rossmann, non era l'aspetto che aveva catturato di più la mia attenzione.


(FLT) - Felix Render, oltre ad avere la qualità di resa di Maxwell Render, è concepito per poter configurare rapidamente scene di interni ed esterni anche molto complessi, mediante intuitive operazioni di drag and drop. Questo aspetto, quando si ha modo di vederlo all'opera la prima volta, è l'aspetto che colpisce maggiormente un architetto. Il progettista può utilizzare Felix per tutte le fasi di definizione di una scena 3D per il render, senza dover fare ricorso ad un renderista.

(AC) - Queste qualità infatti consentivano a Stack! Studios di lavorare su concorsi internazionali con ritmi per altri insostenibili, producendo modifiche su modifiche nel giro di pochi minuti, quando genericamente lavorando con altre pipeline sono necessarie addirittura delle ore. Il fatto di poter effettuare molti cicli di revisioni dava loro un vantaggio competitivo enorme e per questo studi come Zaha Hadid si rivolgevano a loro con continuità.

(FLT) - Così anche Centropolis Design ha iniziato ad usare Felix Render.

(AC) - E' successo sei anni fa, ed oggi è arrivato ad essere l'unico renderer che utilizziamo, in diretta connessione con Rhino, lo strumento designato alla modellazione 3D di tutti i nostri progetti. Il fatto che Felix Render disponga di un plugin interattivo per Rhino ci consente di non dover nemmeno reimportare il modello nel caso di modifiche. Questo rende estremamente veloce il nostro lavoro in tutte le fasi di definizione del progetto. Chi opera costantemente in produzione può facilmente intuirne i vantaggi.

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La connessione diretta tra Rhino (sopra) e Felix Render (draft render in viewport nell'immagine in basso) consente di aggiornare il modello in Rhino e ritrovare una scena perfettamente aggiornata in Felix. Questa connessione consente di gestire agevolmente modifiche e integrazioni senza dover effettuare scomode operazioni di import / export.


(FLT) - Non avete mai sentito l'esigenza di provare altre soluzioni? Di recente la 3D Industry ha visto la definizione di tanti possibili workflow per la visualizzazione architettonica, concettualmente anche molto differenti, basati su software che hanno raggiunto un livello di maturità ormai davvero elevato.

(AC) - Certamente, oltre ad essere dei progettisti, siamo appassionati di tecnologie 3D, in particolare per quanto riguarda il rendering. Monitoriamo il mercato anche per semplice curiosità, per vedere se esce qualcosa di concreto ed adatto alle nostre esigenze. Per ora posso affermare con ragionevole certezza che Rhino e Felix Render rimangono per noi la soluzione più potente e flessibile. Con questo non voglio assolutamente sminuire i risultati ottenibili con altri software. Anzi. Semplicemente per le nostre esigenze operative, per il nostro approccio al progetto Rhino e Felix Render costituiscono un connubio perfetto.

(FLT) - Quali sono le tecnologie di rendering che ritenete più interessanti tra quelle che si prospettano sul mercato?

(AC) - Credo che una grande opportunità sia offerta dai software real time, come Unity o Unreal Engine. Si iniziano a vedere dei lavori davvero eccellenti, ma la loro logica di utilizzo è ancora troppo complessa. Si tratta di software che nascono per l'industria dei videogames. Il fatto di aver raggiunto un livello di resa elevato logicamente li ha resi appetibili al settore dell'architettura. La loro interfaccia non è user friendly. Per gestire dei progetti a livello professionale occorrono figure specialistiche. Difficilmente un progettista senza nozioni avanzate di computer grafica può utilizzare correntemente un software complesso come Unreal Engine. Il futuro credo andrà in quella direzione, ma oggi credo che pochi studi di architettura e design utilizzino questi software. C'è un grande interesse generale, ma il passaggio in produzione è un fatto tutt'altro che immediato.

(FLT) - Felix Render dunque rimane la vostra soluzione di riferimento per il fatto di essere concepito per i progettisti, piuttosto che per i renderisti.

(AC) - Fa parte di quei software che mirano alla semplicità di utilizzo, mettendo a disposizione una grande quantità di risorse già pronte, con un'interfaccia di tipo drag and drop. Non è l'unico disponibile, ma è l'unico ad avere i requisiti qualitativi che servono a noi in termini di resa. Un altro software interessante è senz'altro Lumion3D, che si distingue per un'interfaccia facilissima da usare. Il limite è però la qualità dei rendering. Soprattutto per quanto concerne gli interni, non saremmo in grado di raggiungere un livello qualitativo che nel nostro caso non può discostarsi dal fotorealismo. Con Felix Render questo non è un problema perché la sua qualità equivale esattamente a quella di Maxwell Render.

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(FLT) - Che rapporto avete sviluppato con le tecnologie cloud utilizzate da Felix Render?

(AC) - Credo che Felix sia una soluzione molto "smart" da questo punto di vista. Del cloud ha preso solo gli aspetti migliori, continuando al tempo stesso a garantire tutti i vantaggi operativi della disponibilità dei dati in locale.

Il fatto di essere hardware independent costituisce un vantaggio enorme. Da quanto utilizziamo Felix costi legati all'hardware sono scesi in maniera drastica. Alcuni ragazzi in studio utilizzano addirittura un notebook.

Un altro aspetto fondamentale è costituito dal poter disporre di tutta la potenza di calcolo necessaria sulla renderfarm. Il pagamento a consumo consente oltretutto di poter pianificare i costi per ogni commessa, una comodità enorme in termini di project management.

(FLT) - Tra le feature software di Felix, qual è quella cui non potreste mai rinunciare?

(AC) - Non è semplice rispondere a questa domanda, perché la forza di Felix consiste proprio nell'integrare su un'unica piattaforma una serie di tool indispensabili per uno studio di architettura e design. Il fatto di disporre di preset per l'illuminazione, i modelli, la vegetazione e tutti gli aspetti utili alla definizione del progetto è un valore aggiunto decisivo in produzione. Si tratta oltretutto di risorse che sono state implementate da architetti, non da informatici. Si trova effettivamente solo ciò che serve, con una categorizzazione che consente di trovare subito ciò che serve in una quantità di risorse sconfinata, che continua a crescere ogni giorno.

Dovendo scegliere "per forza" un solo aspetto, citerei però il light editor, anche per il fatto di essere stato un suo accanito fautore, avendone incoraggiato e sostenuto lo sviluppo e l'integrazione in Felix Render.

(FLT) - La possibilità di configurare ogni aspetto del lighting della scena attraverso l'impiego di semplici slider è il classico esempio di come un progettista possa effettuare delle operazioni altrimenti impossibili senza avanzate conoscenze informatiche e illuminotecniche. Ma in che senso voi di Centropolis Design sareste stati dei fautori? Avete preso parte attiva allo sviluppo di questa feature in Felix?

(AC) - Non è questo il punto. A tal proposito vorrei soffermarmi su un aspetto, anche per evitare possibili equivoci. Centropolis Design non è uno studio di produzione generalista, di quelli che fanno di tutto, dal progetto, al render, alle pratiche o altro. Noi ci occupiamo esclusivamente di concept e lighting design.

(FLT) - Sostanzialmente Felix Render viene utilizzato soltanto per visualizzare i vostri progetti. Intendi sottolineare il fatto che questo comporta un maggior livello di integrazione?

(AC) - Esattamente. I primi clienti di Felix Render sono i nostri progetti.

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Alcuni rendering draft (zero post produzione) realizzati semplicemente variando i parametri del light editor di Felix Render, grazie agli interventi selettivi su intensità e colori delle sorgenti luminose presenti in scena. Simulare correttamente la resa illuminotecnica un ambiente è un aspetto determinante del lighting design. Un risultato fisicamente corretto e una post produzione che incida il meno possibile sull'immagine finale del progetto sono due aspetti che fanno la differenza e consentono di ottenere delle immagini che risultano molto simili ai lavori effettivamente realizzati.


(FLT) - Questo lascia presupporre che il light editor risponda nello specifico a esigenze di progetto molto ben circostanziate.

(AC) - E' questo il punto in cui volevo arrivare. E' la filosofia con cui ci si approccia al progetto a fare la differenza. Per noi il lighting non è soltanto una componente ambientale del progetto, un aspetto che comunemente si traduce nel mood dell'immagine. Un'affermazione che vuol dire tutto e vuol dire niente al tempo stesso. Ritengo anzi che definire sin dalla fase di concept il setup illuminotecnico sia assolutamente fondamentale. Perché la luce non è un aspetto accessorio. Esercita un ruolo determinante nella qualità dell'architettura. Non può essere definita in fase esecutiva. Deve essere chiara sin da subito.

Da questo punto di vista non accettiamo compromessi e siamo assolutamente esigenti in termini di risultato. Investiamo moltissimo sul progetto illuminotecnico.

Poter previsualizzare l'incidenza della luce in tutte le possibili situazioni è fondamentale. Per il progettista e per il cliente, che non si ritrova la sorpresa alla fine, ma sin dal primo momento è in grado di immergersi negli spazi che l'architetto sta realizzando per lui.

Io penso che ogni software di progettazione dovrebbe avere uno strumento come il light editor di Felix Render. Le librerie contengono già tutte le sorgenti necessarie, complete di file .IES. E' sufficiente trascinarle nella scena. Non c'è possibilità di errore, è fisicamente corretta. A quel punto rimangono da definire intensità e colore. Ed è ciò che il light editor svolge mediante un'interfaccia composta da slider molto intuitivi per ogni luce presente nella scena.

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(FLT) - La possibilità di configurare in modo rapido ogni dettaglio della luce presente in una scena di interni consente di offrire al cliente una serie di alternative prodotte in tempi molto rapidi. Un notevole time saver, anche considerando il fatto che molto spesso il cliente, per propria natura, è teso a richiedere qualche modifica, anche soltanto per il fatto di poter dire la sua in merito alla questione.

(AC) - C'è inoltre un aspetto che ritengo essere il più importante in assoluto. Quel che ci preme è essere certi che la resa dell'immagine coincida con il progetto che viene effettivamente realizzato. Con la costruzione dell'opera.

In tanti anni di professione mi è capitato in più circostanze di vedere progetti partiti da rendering molto belli, davvero suggestivi. Emozionali, per usare un termine caro ai critici.

Tantissimo Photoshop, poco realismo nella simulazione.

Peccato che una volta realizzato, il progetto risultasse differente da quanto era stato prospettato dalle immagini. A volte al punto da non rendere quasi riconoscibile il rendering stesso, se valutato a posteriori. A chi giova tutto questo?

Questo per noi non è accettabile. L'architetto è un progettista, non un illusionista. Ha una precisa responsabilità nel controllare l'esito del proprio concept, e ha la possibilità di farlo attraverso il realismo della simulazione. Per questo riteniamo sia essenziale utilizzare un motore di rendering fisicamente corretto e ricorrere il meno possibile alla post produzione delle immagini se non per quelli che sono aspetti puramente fotografici e compositivi. Photoshop non deve stravolgere il lighting della scena, altrimenti il lavoro del progettista viene vanificato o affidato alla balia del caso.

Su questo aspetto ritengo che in generale ci sia ancora molto da lavorare, sia in termini tecnici che dal punto di vista culturale.

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Per approfondimenti sulla produzione di Centropolis Design vi rimandiamo al sito ufficiale dello studio milanese.

Le immagini nel presente articolo sono tutte realizzate con Rhino e Felix Render e pubblicate su concessione di Centropolis Design.


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