Giorgia Baldissera è senza dubbio una delle CG artist più interessanti a livello nazionale. Da anni attiva specialmente nel settore adv ed entertainment. Su Treddi.com molti la conoscono anche per il fatto di essere la sorella di Mauro Baldissera. Dalla divertente chiaccherata con Giorgia emerge soprattutto una bellissima storia. La storia di chi ha creduto in sè stessa, trovando il coraggio di abbandonare la sicurezza della routine per rimettersi in discussione, inseguire e realizzare il sogno di diventare professionista nella computer grafica.

 

(FLT) - Chi è Giorgia Baldissera? Parlaci del tuo percorso. Qual è stata la scintilla che fatto diventare la passione per la computer grafica una vera professione?

(GB) - Mi occupo di Computer Grafica dal 2008. Lavoravo in banca, volevo fare qualcosa che mi piacesse per davvero, che l'arte non fosse solo parte dei miei hobby serali ma diventasse parte di un progetto più concreto, su cui investire la maggior parte del mio tempo.

È stata veramente dura lanciarsi in questa nuova avventura. Soprattutto all'inizio. Per più di un anno mi sono praticamente isolata, sacrificando quasi del tutto la vita sociale, per sfruttare ogni minuto a disposizione per studiare prima i software 2D, poi quelli 3D. Il mio obiettivo era uno solo: dimostrare a me stessa, prima ancora di coloro che mi hanno sostenuta, che ce l'avrei fatta. Se oggi posso vivere grazie a questo meraviglioso lavoro devo ringraziare chi mi ha dato la possibilità di studiare e in particolar modo mio fratello Mauro, che è stato la mia guida e mi ha sempre incoraggiata, anche nei momenti più duri.

In questi anni ho collaborato con varie agenzie di pubblicità quali Tax Free Film di Parma, Gravity di Tel Aviv, Gertie Production di Milano. Attualmente collaboro con Milestone di Milano nella realizzazione di cinematiche per videogiochi e insegno al Master di Computer Grafica 3D di Veneto Formazione.

 

(FLT) - Ci siamo. Ecco la  solita domanda da un milione di dollari. CG Generalist o Specialist?

(GB) - Mi definisco più generalist, perché nelle mie esperienze lavorative mi sono occupata di vari aspetti della CG, dalla modellazione, al texturing, hair grooming, shading, lighting. Certo, ci sono parti della CG che mi appassionano di più e sono senza dubbio la modellazione, texturing e look dev. Nelle ultime mie collaborazioni, infatti, mi sono occupata di queste fasi all'interno della produzione.

 

(FLT) -  L'universo della modellazione si è decisamente evoluto, anche grazie all'implementazione di pipeline basate sull'utilizzo di più software. Basti a pensare a soluzioni quali Quixel, Substance, in grado di condizionare con il mapping il processo di definizione dei modelli.

(GB) - Oggi abbiamo a disposizione strumenti davvero molto potenti, impensabili anche soltanto pochi anni fa. Hai giustamente citato Quixel e Substance Painter, con i quali si possono ottenere delle fantastiche textures anche agevolate da smart materials che snelliscono incredibilmente il processo di lavorazione, garantendo molto più tempo da dedicare alla cura del dettaglio.

Sono strumenti che garantiscono un feedback in real time, permettendo di assemblare al loro interno shader compatibili con i più moderni motori di rendering. E' importante una precisazione. Per ottenere il massimo da questi prodotti, alla portata di tutti, anche per il loro prezzo competitivo, bisogna avere un background solido del PBR (phisically based rendering, NdR) workflow, o comunque avere in mente come funziona in pratica un materiale fisicamente corretto. Quindi, per quanto siano dei software semplici da usare, richiedono delle nozioni teoriche che non sono così elementari.

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Giorgia alle prese con gli allievi del Master in Computer Grafica 3D di Veneto Formazione, dove insegna insieme a suo fratello Mauro.

 

(FLT) - Esperienza professionale e formazione. Varie correnti di pensiero. C'è chi sostiene che non sia necessario essere dei professionisti con grande esperienza in produzione per essere dei buoni insegnanti. Altri ritengono che una disciplina così legata alle questioni pratiche non possa limitarsi alla semplice conoscenza dei software. Da professionista, hai un'opinione netta a riguardo? O ritieni che si tratti di un semplice gioco delle parti?

(GB) - Vengo subito al dunque. Sono dell'opinione che un po' di esperienza lavorativa possa fare solo bene a chi ritiene di dover trasmettere qualcosa, di insegnare dei contenuti finalizzati ad una professione. Anche se uno ha come core business la formazione, non credo debba essere a digiuno di esperienza lavorativa, per ragioni che ritengo fondamentali.

Un professionista che ha lavorato in produzione e sotto stress è allenato a simulare quelle situazioni in classe, a stimolare i ragazzi al lavoro di squadra e soprattutto a rispettare le scadenze. Il rispetto dei tempi è un fattore imprescindibile.

Essere professionista credo ti aiuti anche a snellire il programma di insegnamento con una selezione di contenuti teorici, mettendo in pratica in modo sensato quel che è stato spiegato, concentrandosi su un workflow simile a quello che i ragazzi incontreranno una volta che si troveranno catapultati nel mondo del lavoro.

Durante un master, va bene incitare e far appassionare gli studenti, ma a mio parere è doveroso prepararli con serietà al fatto che una volta finito il corso, trovare lavoro non sarà per nulla facile. Per riuscirci, occorre essere ben focalizzati sugli aspetti più importanti, quelli davvero importanti in ambito professionale. E credo che siano fattori che chi ha esperienza in professione sia in grado di trasmettere in maniera naturale ai propri allievi.

 

(FLT) - Quali sono i contenuti su cui la formazione deve soffermarsi per consentire ai ragazzi che si avvicinano a questo affascinante mondo di poter avere delle chance di realizzarsi?

(GB) - Il mercato italiano richiede per lo più figure generaliste mentre all'estero vengono richiesti profili ad alta specializzazione, perchè le figure impiegate nelle produzioni sono maggiori e inquadrate in un project management decisamente differente.

Io credo che un'infarinatura della CG sia una buona base da cui sviluppare una passione da portare avanti e farla diventare un lavoro. Sta poi allo studente approfondire autonomamente gli studi nel campo della CG che preferisce. La specializzazione, almeno per come la vedo io e per quella che è stata la mia esperienza sul campo, succede ad una solida conoscenza basilare di tutte le principali tecniche della CG.

Durante il corso in cui ho il sincero piacere di contribuire, tutti i ragazzi sono in grado di capire cosa li appassiona di più, in base alle loro predisposizioni artistiche e mentali. Sulla base di ciò per cui si sentono maggiormente portati, sviluppano naturalmente una certa inclinazione.

Non credo ci siano dei contenuti sui quali soffermarsi in modo specifico, piuttosto che su altri. L'importante è che ogni lezione sia mirata ad un esercizio concreto. Che vi sia un nesso costante tra teoria e pratica.

È basilare anche il lavoro di squadra in modo da poter preparare i ragazzi ai metodi e ai ritmi della produzione.

Oltretutto, ma anche prima di tutto ciò, deve esserci la cosiddetta "passione che anima l'essere". Se non nasce questo genere di coinvolgimento è difficile poter fare questo lavoro.

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Immagine realizzata da Alessandro Brunero e Andrea Gerolimetti, due allievi del Master in Computer Grafica 3D di Veneto Formazione.

 

(FLT) - Un fatto di genere. Poco trattato, ma tutt'altro che marginale. La CG industry è sempre stato un universo in prevalenza maschile, almeno per quanto concerne il 3D. Un aspetto in controtendenza rispetto alla grafica e all'illustrazione "tradizionale", in cui è facile riscontrare una ben più nutrita rappresentanza femminile. Come valuti la tua esperienza in questo senso?

(GB) Si, molte ragazze prediligono la grafica tradizionale, ma è anche vero che la percentuale femminile nei corsi di grafica 3D sta progressivamente aumentando. Quando ho iniziato io, in tutta la scuola eravamo in quattro. Di numero. Ora ci siamo perse di vista. Non saprei dire di cosa si occupano loro in questo momento. Io ho continuato nel 3D ed effettivamente mi son ritrovata quasi sempre in ambienti lavorativi prettamente maschili.

In un paio di posti dove ho lavorato, ho di fatto inaugurato le assunzioni femminili, dimostrando che noi donne non siamo da meno degli uomini. Saremo poche, ma siamo certamente molto agguerrite.

 

(FLT) - A tuo avviso, in quali termini la sensibilità femminile può incidere sull'identità di un progetto in 3D? Ovviamente in ambito professionale.

(GB) - Non saprei dirlo con certezza. Nel senso che non sono così sicura che vi siano delle differenze in questo senso. Forse la sensibilità femminile può incidere in termini di gusto, tecnicamente nella cura dei particolari. Ma in realtà sono due aspetti che ho riscontrato anche in molti colleghi maschi. Penso che certe qualità siano il risultato delle qualità di un professionista, a prescindere dal genere.

 

(FLT) - Considerando la tua esperienza di docente presso Veneto Formazione, che consiglio ti sentiresti di dare alle tue future colleghe?

(GB) - Il consiglio che vorrei dare alle mie alunne è "Fatevi valere sempre! non mollate mai di fronte alle difficoltà, non mollate mai di fronte ad ogni sfida, affrontatela dando il massimo. Non mollate mai quando vi sembra di non vedere il risultato". In quanto all'essere donne in un mondo di uomini, si scherza, ma nemmeno poi troppo: "Se vi capiterà di esser magari l'unica donna in produzione non preoccupatevi, alle volte è meglio così".

Ringraziamo Giorgia per la disponibilità e la contagiosa simpatia con cui accompagna la comprovata competenza per il proprio lavoro.

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