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Un Master di Architettura e Design digitale all'insegna dell'innovazione: la proposta di ViFX
By: Francesco La Trofa 6.495 •

Un Master di Architettura e Design digitale all'insegna dell'innovazione: la proposta di ViFX

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La figura dell’Archviz Specialist sta diventando una delle più richieste da parte di un mercato in cui il 3D è ormai uno strumento indispensabile per far fronte alle esigenze di produzione.

Al tempo stesso, i cosiddetti renderisti in ambito architettonico costituiscono una delle figure più inflazionate. Chiunque si sia ritrovato nella condizione di cercare uno specialista per il proprio studio sa benissimo che dietro un portfolio di indubbia qualità, non sempre c'è un profilo professionale all'altezza.

Come è dunque possibile, per chi vuole differenziarsi ed entrare nel mercato archviz dalla porta principale? Quali sono le qualità su cui investire per davvero?

Un Archviz Specialist, come del resto avviene da tempo in ambito internazionale, deve appunto essere un vero specialista, in grado di risolvere in autonomia e con successo il proprio ruolo all’interno di una realtà professionale.

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I concorsi di architettura sono uno degli ambiti in cui sono richieste specifiche competenze in ambito della visualizzazione architettonica, come dimostra il rendering realizzato da Level Archiviz per NAT Office di Christian Gasparini in occasione del concorso internazionale per il nuovo Guggenheim di Helsinki (Finlandia). I tempi e i modi di elaborazione di un concorso comportano una capacità di lettura del progetto che avvantaggia notevolmente i renderisti di formazione architettonica.


E’ dunque necessario acquisire competenze realmente spendibili nell’attività di studio, distante nella prassi rispetto al contesto, per lo più teorico, degli anni universitari. La formazione accademica, pur qualificata per sviluppare un solido background culturale, difficilmente si rivela sufficiente, se il proprio obiettivo è diventare un vero esperto in fatto di visualizzazione e comunicazione del progetto architettonico.

Partendo da un'analisi delle reali esigenze di chi intende diventare un vero Archviz Specialist, Il Master in Architettura e Design Digitale di ViFX - School of Visual Effects è stato strutturato con un programma didattico che mira esplicitamente nella direzione di formare gli allievi negli strumenti e nelle metodologie indispensabili per costruire una professionalità nell’ambito della visualizzazione architettonica.

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Rendering del nuovo headquarters torinese di Reale Mutua realizzati da Level Archiviz per Iotti+Pavarani architetti. Simulare in differenti condizioni il progetto architettonico consente un previz utile anche nel supporto alla progettazione, oltre che alla comunicazione del progetto al cliente finale. Acquisire questo genere di competenze è indispensabile per un vero professionista, che non deve essere in grado di produrre semplicemente dei bei rendering, ma soprattutto saper risolvere tutte le esigenze operative che si presentano in produzione.


Il Master consiste in una vera e propria full immersion di sei settimane, interamente sceneggiata nella suggestiva cornice di Villa Fabris a Thiene, dove gli studenti hanno a disposizione tutti i servizi per potersi concentrare al massimo sul loro obiettivo. Nelle sei settimane previste dal piano didattico, si alternano una serie di docenti selezionati sulla base di una comprovata esperienza e qualità sia in ambito formativo che professionale.

Le prime tre settimane sono prevalentemente dedicate agli strumenti di lavoro. Gli allievi modo di apprendere i fondamenti e nozioni approfondite riguardo a 3ds Max, Mudbox, Marvelous Designer, V-Ray, Mental Ray e Photoshop, con i contenuti previsti dalla programma del Master.

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Cristian Sella, co-founder di ViFX e istruttore certificato Autodesk, alle prese con la classe di una delle precedenti edizioni del Master in Architettura e Design Digitale. Nello specifico, grande attenzione è dedicata a tutti gli aspetti della modellazione 3D con 3ds max, con un workflow in grado di interfacciarsi in modo ottimale con Mudbox e Marvelous Designer per la definizione di oggetti di design che prevedono situazioni organiche e la simulazione di tessuti complessi.


Successivamente, si inizia ad applicare le nozioni teoriche e pratiche acquisite sugli strumenti, dalla composizione dell’immagine fino alla post produzione, con l’obiettivo di realizzare un lavoro che possa costituire un elemento cardine nel proprio showreel. Quel biglietto da visita indispensabile per proporsi con successo nel mondo del lavoro.

Quali sono gli aspetti che costituiscono un reale valore aggiunto nell’esperienza del Master in Architettura e Design Digitale di ViFX?

STRUTTURA ALL'AVANGUARDIA E FORMAZIONE CERTIFICATA

Il Master in Architettura e Design Digitale si svolge interamente nella cornice di Villa Fabris, splendida architettura settecentesca a Thiene (VI), dove ha sede ViFX - School of Visual Effects. Al di là delle qualità architettoniche, si tratta di una struttura dotata di spazi pensati in modo esclusivo per svolgere attività di computer grafica, con workstation e dotazioni strumentali di ultima generazione. Per intenderci, sono gli stessi luoghi in cui ha sede anche lo studio di produzione ViFX, da anni specializzato in contenuti di computer grafica che vanno dal rendering per l'architettura e il design, all'animazione ed effetti visivi, fino ai video e alla motion graphics per le produzioni pubblicitarie.

Presso ViFX non si svolgono soltanto attività formative legate alla visualizzazione architettonica, ma molti corsi relativi all'ambito degli effetti visivi. Chi segue la scena della formazione della CG italiana avrà certamente notato i corsi di Nuke, tenuto da Victor Perez, e su Houdini, che vede come docente un nome del calibro di Jean Claude Nouchy.

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La suggestiva prospettiva che introduce a Villa Fabris. La struttura è collocata nel centro abitato di Thiene e dispone di una serie di servizi all'avanguardia. E' possibile trascorrere i momenti liberi dalle lezioni in un contesto di pregio, oltre a poter godere di notevoli agevolazioni per l'alloggio, un particolare molto importante per gli allievi che necessitano di soggiornare nei pressi della scuola per tutto il periodo del Master.


I corsi di ViFX sono tutti tenuti da docenti certificati. Un aspetto che non va sottovalutato, anzi, che costituisce un valore aggiunto che va ben oltre il foglio di carta che si riceve alla fine del percorso formativo.

Un docente certificato ufficialmente dal produttore del software oltre a disporre di una comprovata esperienza nel suo utilizzo è anche formato per insegnare. Essere un eccellente CG artist non comporta automaticamente essere un ottimo docente. E' necessario un approccio alla didattica che necessita un percorso di studi ed aggiornamenti. Gli stessi che le software house garantiscono presso i canali riservati ai loro partner.

I percorsi di formazione certificata comportano oltretutto un altro vantaggio non trascurabile. Quello di avere il supporto dei materiali didattici ufficiali delle software house, che consente ai docenti di strutturare dei programmi didattici basati su metodologie che derivano dall'esperienza e dai feedback di migliaia di trainer ufficiali in tutto il mondo. Un corso certificato su un determinato software, come nel caso di 3ds Max, segue dunque un'impostazione di fatto consigliata e garantita dalla stessa Autodesk.

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Ogni studente ha a disposizione una workstation professionale HP per tutto il periodo del Master e può utilizzarla per svolgere le proprie esercitazioni anche oltre il normale orario previsto dalle lezioni. Su ogni macchina sono installati tutti i software necessari nella versione più recente disponibile. ViFX è un centro di formazione certificato per Autodesk e The Foundry.


CREARE UN’IMMAGINE: IL RUOLO DELLA FOTOGRAFIA NELLA COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA

Un rendering tecnicamente eccellente perde gran parte della sua efficacia se l’immagine non è, come si suol dire, una bella fotografia. Chi intende proporsi come un vero professionista nella visualizzazione architettonica non può prescindere dalla capacità di leggere lo spazio e di comporre le immagini sulla base di una serie di regole, teoriche ed empiriche, dettate dalla composizione. Nozioni e tecniche che contribuiscono a formare l’occhio del fotografo.

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Si, per una volta potete tranquillamente dire che queste sono foto. Per una volta non vi proponiamo rendering, ma scatti dal vero, per riflettere su un aspetto fondativo, dato dal fatto che l'approccio nei confronti dell'immagine è esattamente lo stesso. Il cosiddetto rendering "da catalogo" altri non fa che cercare, se possibile aggiungendo qualcosa in termini di creatività, di emulare quanto i fotografi tradizionali hanno fatto per decenni, prima con strumenti analogici e poi con le più avanzate camere digitali. In logica conseguenza a questa oggettiva valutazione, per fotografare virtualmente un prodotto contestualizzato in una scena sono necessarie conoscenze di lighting e composizione che derivano dai fondamenti della fotografia tradizionale.


A guidare gli studenti attraverso questo processo di apprendimento sarà Colin Dutton, fotografo professionista inglese, con un considerevole bagaglio di esperienze sia nell'arch & design che in ambito pubblicitario (soprattutto nel settore hotels & luxury).

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Le immagini di Colin Dutton, concedeteci la provocazione, assomigliano molto ai rendering di prodotto che siamo abituati a vedere. Il modo di guardare l'oggetto, di contestualizzarlo nello spazio, di cercare il dettaglio, di dare enfasi ai materiali, comporta l'utilizzo di un lighting che corrisponde esattamente ai più diffusi light rig del rendering da cui deriva la maggior parte dei cataloghi di prodotto.


Colin Dutton coprirà tutti gli aspetti fondamentali della fotografia per l'architettura e il design: dalla composizione dell'immagine, alla scelta dell'inquadratura. Particolare attenzione è dedicata alla scelta degli obbiettivi, gli stessi i cui parametri si ritrovano nelle camere dei principali motori di rendering. Si passa poi a descrivere ogni aspetto tecnico della definizione dell'immagine, dall'esposizione al bilanciamento del colore, al controllo della profondità di campo, non prima di aver capito come gestire e direzionare la luce nella scena.

Colin Dutton completa il proprio contributo con una sessione pratica all'interno di uno showroom, in cui gli studenti possono ritrovare delle condizioni di luce e di contesto differenti, essendo così costretti a fare le scelte decisive per la creazione di un'immagine efficace.

OLTRE IL LIGHTING. LA CAPACITA’ DI PROGETTARE LA LUCE

Dobbiamo ammetterlo. Raccontare storie di 3D comporta il fatto di non poter mai dare nulla per scontato. Di corsi e master per l'architettura ne abbiamo visti tanti in molti anni di attività e condivisione di esperienze su Treddi.com. Ma nel caso del master di ViFX è la prima volta in cui notiamo nel corpo docenti la figura del lighting designer.

Solitamente questo tipo di contributo è appannaggio di corsi molto più specialistici, che non vedono quasi mai il rendering come principale oggetto del contendere.

Non parliamo infatti, come quasi sempre accade, di un lighter, uno specialista con notevoli competenze nell'utilizzo delle funzioni di lighting presenti in 3ds Max e nei principali motori di rendering.

Nello specifico ci riferiamo ad un vero e proprio progettista dell'illuminazione prestato al rendering. E' il caso di Luca Rostellato, membro di APIL e partner dello studio Lighting Design Team: un tecnico della luce per cui il rendering è funzionale alle simulazioni su cui si basa la sua attività di consulente per aziende e studi di architettura e design.

Le competenze di Luca Rostellato mirano a formare gli studenti del Master in Architettura e Design digitale su quegli aspetti assolutamente fondamentali per avere il controllo di tutte le situazioni che si verificano soprattutto nelle scene di interni, in cui la luce è una componente fondamentale, sia dal punto funzionale che dal punto di vista del mood ricercato da una determinata immagine.

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Il setup del lighting di uno showroom di ottica definito da Luca Rostellato consente di simulare in modo fisicamente corretto il comportamento della luce in tutte le situazioni necessarie. Si tratta di un aspetto assolutamente determinante quando si deve progettare la luce all'interno di uno spazio.


L'obiettivo di Luca è quello di trasmettere in modo semplice e diretto i concetti dell'illuminotecnica indispensabili a chi si occupa di rendering, in modo che possa gestire consapevolmente ogni condizione possa presentarsi nei suoi lavori. Conoscere le grandezze fotometriche, i metodi di propagazione della luce, le caratteristiche del flusso luminoso, l'intensità, l'illuminamento e la temperatura di colore, tutti aspetti che costituiscono a formare una vera percezione visiva.

Per guidare gli studenti attraverso il controllo della luce, Luca illustra come scegliere e gestire le varie tipologie di corpi illuminanti presenti sul mercato e come posizionarle nella scena, come gestire i loro parametri fotometrici attraverso esempi pratici in situazioni reali, siano essi di architettura residenziale, museale, retail o uffici.

La capacità di controllo della luce, soprattutto per chi si occupa degli aspetti digitali dell'interior design, è spesso l'aspetto che fa la differenza tra il renderista improvvisato e il vero professionista. In questi casi non c'è preset che tenga. Se un designer vuole ottenere un effetto ben preciso, è necessario sapere davvero gestire la luce. Su questo aspetto non è data la possibilità di improvvisare.

La capacità di associare competenze di lighting design all'abilità nel rendering è proprio uno di quegli aspetti che consente di specializzarsi, distinguendosi così dalla massa, un'opportunità molto concreta di puntare verso nicchie di mercato molto più qualificate rispetto allo scenario medio.

IL LABORATORIO FINALE. LA PROVA DELLA VERITA'

Se cinque settimane di master sviscerano tutte le conoscenze necessarie per diventare dei professionisti nell'Arch & Design rendering, la parte conclusiva è puramente applicativa. L'obiettivo è un progetto da realizzarsi con una qualità tale da diventare parte integrante di uno showreel, ma soprattutto da affrontare nelle stesse condizioni che si ritroverebbero in un contesto professionale.

A guidare gli studenti in questo vero e proprio workshop ritroviamo lo studio Level Archiviz, capitanato da Stefano Mombelli, un Archviz Artist che vanta ormai moltissimi riconoscimenti sui principali portali di CG, da molti anni impegnato al fianco di architetti di livello internazionale.

Stefano e lo staff di Level Archiviz metteranno a disposizione dei masterizzandi la loro esperienza professionale, per un tutoraggio che oltre a garantire il pieno supporto sugli aspetti tecnici, consentirà di comprendere quali sono i criteri che, nella realtà lavorativa, guidano verso l'effettuare certe scelte piuttosto che altre, in funzione di tempi e risorse che sono sempre, per forza di cosa, limitate.

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La modellazione 3D avanzata di tessuti e arredi prevede un workflow composto da più software. Impararli tutti con un approccio generalista richiederebbe moltissimo tempo, ed oltretutto andrebbero prese in considerazione molte feature "inutili" se si considera nello specifico il proprio obiettivo. E' dunque importante focalizzarsi soltanto sulle funzioni realmente utili per svolgere le operazioni necessarie. In modo da raggiungere il miglior risultato possibile ottimizzando sempre le risorse a disposizione.

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Per fare un esempio concreto di cosa un tutoraggio consapevole è in grado di garantire in un laboratorio di master, prendiamo in esame tre situazioni, in cui è necessario avere conoscenze ed approcci molto differenti tra loro. Saper pianificare un workflow efficace in funzione del risultato rappresenta un momento decisivo. Indispensabile per chiunque abbia reali ambizioni in contesti professionali.

Le tre immagini realizzate da Stefano Mombelli rivelano essenzialmente quelle che sono le principali tipologie di lavori con cui un Archviz Specialist ha a che fare in una produzione di studio.

L'interior design (immagine in alto) comporta immagini altamente realistiche, con un notevole dettaglio sia nella luce, che nei materiali che compongono scene spesso molto definite dal punto di vista delle geometrie 3D presenti nella scena. Si lavora molto sull'ottimizzazione, ma si tratta solitamente di workflow in cui gran parte del lavoro è realizzato in 3D. Dopo il rendering, la post produzione, pur fondamentale nel definire il risultato, in termini percentuali incide meno sull'economia generale del lavoro.

Diametralmente opposto è il tema delle scene di esterni (immagine in centro), soprattutto nelle fasi del progetto preliminare o del concorso, in cui è l'idea a dover necessariamente emergere, mancando oltretutto nell'architettura quei dettagli che fanno riferimento alle fasi più prossime all'esecuzione dell'opera. Il mood ricorrente in queste situazione è quello surreale, più o meno marcato in termini di suggestione. L'approccio utilizzato, soprattutto nei grandi studi di architettura, è quello dello speed concept, in cui si definisce la base volumetrica in 3D, per avere un riferimento prospettico e procedere compositando interamente l'immagine in Photoshop. Poco 3D, tanta post produzione. Per un workflow veloce, ma logicamente meno flessibile in termini di modifica o variazione del punto di vista.

Ci sono poi situazioni ibride, in cui viene privilegiato un buon bilanciamento tra 3d e compositing (immagine in basso). L'interno realizzato da Stefano Mombelli per il concorso del Guggenheim Museum di Helsinki è un esempio concreto di un interno in cui la suggestione degli spazi emerge rispetto al realismo dei dettagli presenti nella scena. L'obiettivo della comunicazione si traduce in un lighting morbido ma deciso, nell'enfasi di trasparenze che incidono marginalmente nella composizione, pur risultando fondamentali nel caratterizzarla. Allo stesso modo, la scelta di due materiali dominanti, il legno e il bianco, conformano lo spazio con una plasticità dichiarata.

La scena non è perfetta dal punto di vista tecnico. Perché gli obiettivi sono altri. La priorità è data dal mood complessivo, avendo a disposizione un tempo decisamente ridotto per produrre l'immagine.

Questi concetti si acquisiscono solo con l'esperienza, ed il fatto di avere a disposizione dei tutor che hanno collaborato con archistar per consegnare lavori di alto livello entro tempistiche proibitive, costituisce un notevole valore aggiunto nell'esperienza formativa. Un vantaggio che si traduce in un notevole acceleratore nell'imparare come ci si comporta in un contesto di produzione, nell'orientare quelle scelte che fanno davvero la differenza.

Per ulteriori informazioni sul Master in Architettura e Design Digital è possibile consultare la pagina dedicata sul sito di ViFX.


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