Dopo aver visto con quante modalità è possibile fruire di immagini tridimensionali e appare quindi evidente come esistano tante tipologie di occhialini, che variano in base alla tecnologia utilizzata nel TV/cinema sul quale vengono visionati i contenuti 3D. Possiamo comunque raggrupparli principalmente in 4 categorie:

  1. Anaglifi (esistenti già nel 1850)
  2.     
  3. Dicroici (Dolby 3D)
  4.     
  5. Polarizzati (modello Cinema 3D)
  6.     
  7. Shutter (modello TV 3D)

 

1. L'anaglifo è tornato recentemente in voga grazie al suo utilizzo per la presentazione di immagini stereoscopiche in note riviste settimanali e mensili e in Internet. Gli occhialini di cartoncino con lenti di “gelatina” che utilizzano i filtri colorati, hanno prezzi molto contenuti e per questo possono essere facilmente distribuiti e personalizzati.

Gli occhiali anaglifi sono composti da filtri colorati (magenta e ciano), che assegnano una porzione ben specifica dello spettro dei colori a ciascun occhio, porzione che viene stabilita in fase di preparazione dell'immagine in anaglifo, in modo che ciascun occhio veda un’immagine diversa, precisamente come avviene in natura.

Lo standard corrente dei colori per le lenti dell'anaglifo dispone il ciano per l’occhio destro ed il magenta per il sinistro ed è l’unico sistema che permette la visione anche di immagini stampate su carta, riviste, poster, etc. Esistono versioni anche con altre coppie di colori ma non sono intercambiabili , quindi immagini fatte per occhialini ciano-magenta non si possono vedere con occhialini rosso-verde.

 

fig13

 

Fig. 13 – Occhiali anaglifi ciano-magenta utilizzati con il  flyer realizzato dallo studio Gallorini per Euronics

 

2. I dicroici lavorano sempre con i colori e li abbiamo visti nel paragrafo precedente, ricordatevi che permettono una buona visione di contenuti video ma non sono compatibili con stampe su carta.

 

fig14

 

Fig. 14 – Occhiali dicroici

 

3. Il polarizzato funziona così: nelle immagini per l’occhio SX e DX, sfruttando il fenomeno della polarizzazione, vengono filtrati rispettivamente i piani della emissione luminosa orientati in modo opportuno uno rispetto all'altro, così da proiettare due immagini polarizzate in modo differente l'una dall'altra.  Lo spettatore viene dotato di un paio di occhiali montanti anch'essi due lenti polarizzate, in modo tale che ogni occhio visualizzi solamente l'immagine ad esso destinata.

Vediamo in dettaglio le due versioni esistenti.

 

Polarizzazione lineare

 

Per proiettare un film 3-D con la polarizzazione lineare, le due immagini parallele vengono proiettate attraverso filtri polarizzatori ortogonali (a 90° l'uno rispetto all'altro) e sovrapposte su di uno speciale schermo, conosciuto con il nome di silver screen, che mantiene la polarizzazione delle immagini proiettate e compensa la perdita di luce (mentre un occhio vede un frame, l'altro occhio non vede nulla).

In questo caso i proiettori possono ricevere il filmato da un computer dotato di due schede grafiche. Gli spettatori devono indossare degli occhiali economici che montano un paio di filtri polarizzatori ortogonali, così ciascun filtro lascia passare la luce con una polarizzazione simile e blocca la luce polarizzata ortogonalmente rispetto al filtro, cosicché ogni occhio possa vedere una delle due immagini, in tal modo viene raggiunto l'effetto 3D.

Gli occhiali a polarizzazione lineare richiedono che lo spettatore mantenga una posizione della testa fissa e parallela allo schermo, poiché l'inclinazione dei filtri potrebbe causare il filtraggio errato delle immagini del canale destro e sinistro.

Il rispetto dello sfasamento ortogonale dei piani si traduce in pratica nel fatto che lo spettatore non deve inclinare la testa DX/SX e ciò comporta una postura fissa che per film lunghi è sicuramente stancante e fastidiosa, molto meglio con la polarizzazione circolare.

 

Polarizzazione circolare

Utilizzando la polarizzazione circolare, due immagini vengono proiettate sovrapposte sul medesimo schermo circolare attraverso filtri di polarizzazione opposta. Lo spettatore indossa occhiali economici con una coppia di filtri polarizzatori circolari montati in senso inverso. La luce destinata al filtro polarizzatore circolare sinistro viene bloccata dal filtro polarizzatore circolare destro, e viceversa.

Il risultato è simile a quello prodotto dalla polarizzazione lineare, con la differenza che attraverso la polarizzazione circolare, lo spettatore può inclinare la testa senza problemi di sovrapposizione delle immagini.

RealD Cinema è un esempio di proiezione che utilizza filtri polarizzatori circolari con l’immagine sincronizzata elettronicamente da un computer e che, per questo motivo, non necessita di una coppia di proiettori ma di un singolo proiettore che proietta un filmato a doppia velocità, avente i fotogrammi destinati al canale destro e quelli destinati al canale sinistro montati alternativamente gli uni agli altri: in questo modo la discriminante del filtraggio permette a ciascun occhio di vedere lo stesso numero di fotogrammi che si vedrebbero con un normale filmato 2D, evitando così lo "sfarfallio" dell'immagine.

 

fig15

 

Fig. 15 - Occhiali per sistema RealD

 

4. Gli occhiali modello “shutter”, detti anche alternate image (immagine alternata), sono destinati soprattutto all’utilizzo in casa. Come suggerisce il nome, l’otturatore degli occhiali lavora bloccando alternativamente, ad alta velocità, la visione relativa all’occhio DX e SX.

Per ottenere l’effetto 3D, le lenti sono sincronizzate con un trasmettitore che si trova all’interno della televisione 3D che, in tempi predefiniti, e con una frequenza ben precisa, invia un segnale che fa chiudere (diventare nera) la lente relativa ad ogni occhio, permettendo così un’ottima visione stereoscopica grazie anche alla persistenza dell’immagine nella retina.

Esistono principalmente tre tipo di trasmettitori.

IR - semplici economici ma con una campo di azione limitato e sensibili a oggetti posti fra emitter e ricevitore.

Radiofrequenza – hanno risolto i problemi del precedente modello e si usano principalmente in ambienti di grandi dimensioni.

DLP – ricevono il sincronismo da un “lampo” di luce, di brevissima durata, che viene proiettato nello schermo ma non è percepito dall’occhio.

 

fig

Fig. 16 - Occhiali shutter glasses