Vi domanderete come mai dopo oltre 150 anni, a fine del XX secolo, dopo alterne vicende,  il 3D Stereoscopico fosse conosciuto solo agli addetti ai lavori e rappresentasse una esigua nicchia di mercato.

 

Se ricordate, in quel periodo le immagini stereoscopiche, per eventi collettivi, erano principalmente ottenute con la tecnica degli occhialini anaglifi, sia che si trattasse di carta stampata che di televisione e cinema. Nella sua semplicità ed economicità questo sistema è ancora simile alle lenti in gelatina di oltre un secolo fa.

 

 

waterfall gallorini

 

 

Fig.10 Immagine 3D anaglifa realizzata da Studio Gallorini Engineering partendo da 2 immagini SBS, elaborate in grafica digitale.

 

Come vedremo nel prossimo paragrafo non è certo il sistema migliore per vedere in 3D ed è affetto da varie problematiche; le poche sale con video polarizzati comunque non avevano film di qualità. Mentre erano già disponibili sistemi di ripresa con tecnologia digitale e una buona qualità, non erano altrettanto pronti i sistemi di riproduzione con un buon rapporto qualità/prezzo e quindi il 3DS era per così dire in incubatrice.

 

Determinante è stato l’ingresso nel mondo 3DS delle Major cinematografiche che hanno creato un mercato prima quasi inesistente, presentando al grande pubblico questa tecnologia con Avatar, film di James Cameron che passerà sicuramente alla storia.

 

Anche il mercato delle TV qualche anno fa segnava il passo con il Full HD, ormai patrimonio di tutti gli spettatori (ma non di tutte le emittenti). Ecco che il 3DS ha rappresentato una reale novità per dare nuovo impulso al settore con la possibilità di produrre, entro pochi mesi dall’uscita nelle sale cinematografiche, DVD Blu-Ray Full HD 3D, che superavano il problema delle emittenti non aggiornate e che fornivano un chiaro elemento di superiorità tecnologica rispetto alle datate immagini dei DVD  o della TV in risoluzione PAL.

Un mix di interessi, tecnologia matura e un pizzico di fortuna ha quindi portato il cinema 3DS in tutte le città e in un numero sempre crescente di case.

 

Vediamo come funziona il 3DS attuale nel cinema e nella televisione.

 

Il cinema tridimensionale (noto anche come cinema 3D o cinema stereoscopico) è un tipo di proiezione cinematografica che, grazie ad alcune specifiche tecniche di ripresa, fornisce una visione stereoscopica delle immagini. Per la corretta fruizione sono indispensabili accorgimenti tecnici sia per la proiezione (sono necessari appositi dispositivi quali proiettori e talvolta schermi appositi), che per la visione (occhiali specifici).

 

sala cinema 3d

 

Fig.11 – Sala Cinema 3D

 

 

I primi film 3D, a partire dagli anni venti, sfruttavano come detto la tecnica dell'anaglifo (che utilizzava i normali sistemi di proiezione, usati in coppia e con filtri complementari ad esempio ciano e magenta); durante gli anni cinquanta, il cinema tridimensionale ha la sua prima ampia diffusione sempre con l’anaglifo e delle sperimentazioni con il polarizzato; il primo, per i già citati problemi, non ottenne il plauso degli spettatori che addirittura preferivano di gran lunga la versione 2D. Il secondo sistema, attualmente  più diffuso, che sfruttava la tecnica della luce polarizzata, richiedeva in ogni caso particolari accorgimenti che, per riprese su pellicola (analogiche negli anni ‘50), richiedevano costi di produzione molto maggiori rispetto al 2D.

 

Attualmente le due tecniche utilizzate sono quelle della luce polarizzata, alla quale appartiene ad esempio il sistema RealD, e quella degli otturatori alternati o shutter glasses, alla quale appartengono gli occhiali elettronici a cristalli liquidi, e la tecnica Dolby 3D, che, simile nel concetto a quella anaglifa, rappresenta un’ottima alternativa al polarizzato.

 

Nel prossimo articolo vedremo in dettaglio il funzionamento dei vari tipi di occhialini, intanto diamo qualche cenno ai vari sistemi di proiezione.

 

Nel caso di proiezione polarizzata si possono usare due tecniche: la più datata usa una coppia di videoproiettori con filtri polarizzatori complementari in modo che le due immagini (una per l’occhio SX e una per il DX), risultino sovrapposte su uno schermo metallizzato in grado di rifletterle, mantenendo la polarizzazione. Queste due immagini, giunte alle lenti degli occhialini, polarizzate anch’esse, vengono trasmesse ai rispettivi occhi, in modo tale che il SX veda solo l’immagine generata dal proiettore SX e analogamente il DX.

 

Attualmente a causa dell’ingombro, costo, allineamento dei due proiettori, si usa un proiettore singolo con un filtro polarizzato elettronicamente, in due modalità complementari, posto anteriormente all’ottica del proiettore, in modo da sincronizzarsi con l’immagine trasmessa che contiene in alternanza e in sequenza il fotogramma per l’occhio SX e per il DX.

Tale polarizzatore è attualmente molto costoso e per sale con un numero ridotto di spettatori, si preferisce l’uso di occhialini attivi, come per monitor di PC o TV (vedi TV 3DS).

 

Un sistema a parte è il Dolby 3D, che usa un proiettore digitale standard su cui viene montata una particolare lente colorata a forma di ruota che filtra la luce. Questa ruota di colori contiene un set di filtri rossi, verdi e blu in più rispetto a una ruota tipica. Il set supplementare di tre filtri produce la stessa gamma di colore della ruota tipica, ma è in grado di trasmettere la luce a lunghezze d'onda diverse. Gli occhialini con filtri dicroici complementari nelle lenti, filtrano alternativamente l'uno o l'altro set di filtri.

 

La proiezione stereoscopica viene applicata in prevalenza nei film di animazione, film d'azione o dove è più grande la necessità dell'effetto speciale per il coinvolgimento sensoriale del pubblico.

La televisione tridimensionale è un fenomeno tutto del 21° secolo (anche se monitor per PC e schermi di medie dimensioni erano presenti già a fine ‘900), la tecnologia al plasma e LCD ha reso possibile la costruzione di schermi di grandi dimensioni, ridotto spessore, Full HD, ed elevata frequenza di refresh delle immagini, tutte caratteristiche utilissime per una buona immagine 3D.

 

In genere i TV 3DS funzionano alternando le immagini per l’occhio SX e quello DX alla frequenza di 120 Hz. in modo tale che la frequenza per occhio sia di 60 Hz. come nelle TV tradizionali, e quindi con immagini fluide e senza sfarfallio.

 

tv 3d

 

Fig. 12 – TV 3D

 

Anche in questo caso sono necessari occhialini attivi che, per sincronizzarsi con il monitor, avranno il funzionamento di tipo shutter, rendendo trasparente alternativamente la lente per l’occhio DX e SX.

Una novità è stata l’immissione nel mercato, nel 2011  da parte di LG , di una nuova tipologia di TV 3D da guardare non più con gli occhiali shutter ma con quelli polarizzati, più leggeri ed economici come quelli in dotazione al cinema. Si offrono così al consumatore due sistemi, permettendogli di prediligere il supporto e la tecnica di visione 3D che preferisce, ricordandosi che ogni metodica ha i suoi pregi ed i suoi difetti.

 

La tecnologia cinema 3D di LG è priva dei problemi legati a periferiche non compatibili tra loro, poiché utilizza una pellicola polarizzata unita allo schermo, anziché occhiali attivi dal prezzo e dal peso più consistente e che necessitano di essere ricaricati. Le immagini dei TV sono altrettanto realistiche e convincenti. Schermi 3DS passivi erano stati prodotti anche negli anni ’90, ma i costi unitamente alla mancanza di emittenti e titoli validi, ne avevano impedito la diffusione.

Accenno al fatto che i TV 3D di ultima generazione possono trasformare un filmato 2D in 3D, e per utilizzare questa funzione hanno bisogno che il video gli arrivi in formato digitale (cioè dal satellite o da un decoder digitale). Una trasmissione in analogico, quindi, non potrà mai essere vista in 3D.

 

I TV 3D, grazie alla funzione di conversione del segnale in ingresso da 2D a 3D, possono donare tridimensionalità anche a film, eventi sportivi, videogiochi e trasmissioni televisive non girate in 3D. Questo è possibile grazie al processore integrato, che è in grado di estrapolare i particolari in primo piano rispetto a quelli sullo sfondo, ed analizzare tutti gli elementi dell’immagine, dalla nitidezza alla velocità di movimento, per ricostruire le immagini mancanti. Così è possibile vedere in 3D anche tutti i vecchi DVD e i Blu Ray.

 

E’ importante specificare che tali software lavorano in automatico e quindi non possono interpretare perfettamente i diversi piani spaziali che compongono un'immagine. Agiscono su tutti i pixel che la compongono. Questa interpretazione, dà origine ad immagini che mostrano un effetto di profondità solo in alcune aree mentre il resto rimane 2D. Il problema non risiede nella conversione in sé, ma piuttosto nella difficoltà di capire cosa dovrebbe stare davanti e cosa dietro (da cui segue poi la relativa conversione dell'immagine). Talvolta, per particolari immagini, i software riescono a ricostruire i vari livelli molto bene ed allora l'immagine è abbastanza realistica.