Dato che gli altri "tutorial di teoria" sono stati apprezzati ho pensato di condividere anche i miei appunti per l'esame di "Disegno 1 (disegno grafico/infografico/multimediale). I testi su cui ho studiato sono "Arte e percezione visiva" di Rudolf Arnheim e "Disegno & confessioni" di Valerio Adami.

In queste letture si fa riferimento soprattutto alla pittura, al disegno e alla scultura perchè sono le arti visive tradizionali e hanno alle spalle una casistica di quantità maggiore da analizzare. Ma questi fenomeni sono analoghi (anche se in forme + o – evidenti) in tutti i generi di rappresentazione come ad esempio nella fotografia, nel cinema, nello spettacolo e anche nella CG.

Per gli esempi ho usato sia opere pittoriche e grafiche note, ma anche render pubblicati dagli utenti del forum (nella didascalia c'è il nick dell'autore e il link alla gallery o alla discussione dov'è stata pubblicata l'immagine)

L'equilibrio, la struttura nascosta
Iniziamo subito con un esempio:

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Osservando questa immagine anche senza utilizzare strumenti di misurazione notiamo che il cerchio è decentrato rispetto al quadrato. Questo succede perchè guardando l'immagine come un intero notiamo un'assimetria all'interno dell'intero. Quindi si può affermare che vedere qualcosa significa assegnargli una collocazione nello spazio, una valutazione delle sue dimensioni, la chiarezza e la disanza.

Le varie caratteristiche delle immagini prodotte dal senso della vista non sono statiche, il cerchio in figura ad esempio non è soltanto spostato rispetto al centro del quadrato, ma dimostra di avere una certa irrequietezza come se la sua posizione iniziale fosse al centro e ci voglia tornare (o che si stia muovendo verso i bordi).

L'oggetto in questione viene percepito come un'interazione tra tensioni e dato che riusciamo a cogliere una direzione e una grandezza si può definire come una "forza psicologica".

Posizionando il cerchio in diversi punti del quadrato percepiremo + o - stabilità... al centro avremo maggiore stabilità, lungo le diagonali o lungo gli assi noteremo che il punto d'equilibrio tenderà a spostarsi o verso gli angoli o verso i bordi. si possono quindi individuare in ogni immagine o forma dei punti e delle direzioni che formano lo scheletro strutturale.

Un effetto spiacevole viene prodotto da posizioni in cui l'occhio non riesce ad individuare delle direzioni ben definite, questa incertezza si riflette negativamente sul giudizio percettivo dell'osservatore.

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Per quanto riguarda gli "imput retinici" la prima figura è composta da linee nere e dal disco, nell'esperienza percettiva (complesso stimolante) invece creiamo lo scheletro strutturale che determina il ruolo di ogni elemento all'interno del sistema di equilibrio globale.

Lungo le linee dello scheletro l'energia degrada lungo le due direzioni, mentre nei punti di stabilità le spinte provenienti da tutte le direzioni si equilibrano.


2 dischi in un quadrato

L'esempio di prima è estremamente semplice, già aggiungendo un altro elemento seppur identico per forma e colore all'interno del quadrato gli equilibri e le tensioni vanno a complicarsi in maniera tremenda :ph34r: perchè le tensioni tra i vari oggenti in scena si moltiplicano.

05a

In questo caso i due dischi presi singolarmente sono sbilanciati rispetto a quadrato, ma essendo vicini e uguali risultano all'osservatore come un oggetto singolo e tendono a equilibrarsi tra di loro, la posizione inoltre è simmetrica e quindi la composizione risulta equilibrata

05b

Lo stesso non si può dire in questa composizione... il pattern formale non è cambiato, ma è diverso il pattern di posizione che in questo caso determina uno stato di ambiguità.

L'equilibrio in un'immagine non dipende solo dalla forma e dalla posizione degli oggenti presenti in scena, ma anche dai colori.

Quindi è facile immaginare che per trovare l'equilibrio in una scena (equilibrio pittorico) non si può fare riferimento alle leggi che determinano gli equilibri in fisica ne solamente attraverso la geometria.

Quando si osserva una composizione sbilanciata si ha l'impressione di accidentalità e transitorietà, quindi risulta non valida. Come se il processo creativo si fosse interrotto bruscamente.

07a 07b

Per spiegare meglio il concetto di equilibrio proviamo ad analizzare queste due composizioni simili tra loro.

La prima è una composizione di rettangoli e quadrati di diversa grandezza/proporzione/direzione, ma ogni elemento è distinguibile e ben rapportato agli altri.

Mentre nella seconda non si riescono a distinguere le uguaglianze e le diseguaglianze, non si individuano i rapporti tra le figure e la composizione risulta ambigua.

Il peso

Una delle proprietà che influisce sull'equilibrio è il peso degli oggetti (anche definito come trazione), è un effetto dinamico di una tensione non sempre orientata in una direzione appartenente al piano pittorico (a volte produce una tensione lungo l'asse che connette l'oggetto all'occhio dell'osservatore), dipende dalla posizione dell'oggetto (ad esempio un oggetto centrale può essere controbilanciato da oggetti + piccoli e decentrati) e cresce in proporzione alla distanza dal centro d'equilibrio.

centrale
Render di Panda


Anche la profondità influisce su questa proprietà (le vedute che guidano lo sguardo in lontananza hanno un grande potere controbilanciante).

Immagine inserita
render di Gabriele


A parità degli altri fattori il peso dipende dalla dimensione (direttamente proporzionale), anche il colore ha la sua influenza.

grande
render di Piko


Un espediente spesso usato in fotografia e in teatro per dare rilevanza ad un oggetto (o attore) è l'isolamento e la lontananza dagli altri oggetti... Ad esempio nella CG spesso si usa renderizzare l'oggetto su sfondo completamente bianco per dargli un peso maggiore.

bicicletta

Render di Gabriele

In questo render l'isolamento della bicicletta le conferisce un peso maggiore bilanciando perfettamente il gruppo di persone sedute in fondo.

Le forme regolari, semplici, compatti o con direzione verticale hanno solitamente più peso. (i quadri di kandisky sono un esempio eccellente).

Secondo recenti studi si è ipotizzato che possano influire anche i desideri e le paure dell'osservatore.

Il fenomeno del peso pur essendo riconosciuto come esistente è cmq tutt'ora argomento di studi, queste "regole" infatti devono essere ancora del tutto provate.

manet

In questo noto quadro di Manet la figura in lontananza ha un maggiore peso delle 3 figure in primo piano grazie all'aspetto prospettico.

Gli oggetti colorati a sinistra sono bilanciati da un'ombra scura dell'albero sulla destra.

Un altro espediente molto usato in CG per dare peso ad un oggetto è quello di posizionare una fonte di luce dietro all'oggetto.

light

La direzione

Come si è già detto l'equilibrio si ottiene compensando le varie forze (collocazione, valore, direzione).

Il peso di un colore può essere equilibrato da un movimento verso il centro, oppure il peso ottenuto con una collocazione centrale può essere contrapposto con la direzione di una forma... la complessità di questi rapporti rende maggiormente vivace una scena.

La direzione della forza visiva può essere esercitata con diversi espedienti:

- L'attrazione esercitata dai pesi degli oggetti circostanti

- La forma, un esempio classico è la forma triangolare diretta verso l'alto della "Pietà" del Greco

Immagine inserita

forme

triangolo

Render di Piko

- La natura del soggetto, una personaggio che sta camminando ad esempio o un oggetto che sta cadendo (in CG questo potrebbe essere accentuato da un effetto di motion blur)

MB
Render di Vergefio (Simone Marulli)

In questo render ad esempio una direzione importante per l'equilibrio della scena è data dal movimento dell'anziano sulla destra, ricordo che Vergefio scrisse che aveva intenzione di mettere un leggero effetto di motion blur. Probabilmente avrebbe in parte influito negativamente alla "nitidezza" della scena, ma avrebbe accentuato le direzioni rendendo + vivace la scena in "accordo" con la luce e i colori. La soluzione senza motion blur è comunque molto valida perchè lo schelestro strutturale dei singoli elementi in movimento ci suggerisce la velocità e la scena non ci appare come congelata, ma parte di un "racconto".


- Le linee visive, molto usate nel cinema e nel teatro, con il proprio sguardo gli attori danno delle direzioni spaziali... un esempio pittorico può essere questo in cui viene data una spinta laterale attraverso lo sguardo del soggetto

v rembrandt

- Nel cinema e nel teatro la direzione viene data con i movimenti effettivi naturalmente, ma anche attraverso il montaggio... ad esempio spesso ad una scena di movimento verso destra segue una scena di movimento verso sinistra (o viceversa).

In una scena con due personaggi solitamente se uno sta parlando si bilancia con un maggior movimento del personaggio silenzioso.

- In una composizione grafica il testo spesso determina delle direzione e dei movimenti

CompTipografica

Pattern d'equilibrio

L'equilibrio visivo può variare anche dal numero degli elementi. Una scena con un singolo elemento o con una coppia ha un "gradiente gerarchico" molto ripido, la distribuzione del peso sarà dominata da un'unico accento che subordina il resto.

beer

render di Umblas

Il gradiente gerarchico si avvicina allo zero quando un pattern è costituito da varie unità di pari peso e l'equilibrio è ottenuto attraverso l'omogeinetà

Immagine inserita

Render di Faserem


L'omogeinetà può essere portata a casi limiti e la composizione viene detta atonale poiché non vengono + presi in considerazione i rapporti tra gli elementi ma vengono collegati tra di loro, come in alcuni dipinti di J. Pollock.

Alto e basso

La forza di gravità ci fa vivere in uno spazio anisotropico, la dinamica varia con il variare della direzione. Salire verso l'alto significa opprsi ad una forza, scendere o cadere è una adesione passiva alla forza di atrazione.

Visivamente un determinato oggetto acquisterà maggior peso se collocato in alto, in una composizione verticale per raggiungere un equilibrio gli oggetti in alto dovranno essere + leggeri. La linea di visione umana è praticamente sempre parallela al suolo, questo non accade in fotografia e nemmeno nei software 3d quindi la regola precedente non necessariamente è valida.

orizz

Ruotare l'orrizzonte (come spesso ripete Philix ^_^ ) non basta per ottenere un'immagine "d'effetto", bisogna anche raggiungere un buon equilibrio tra gli elementi in basso e quelli in alto. Nell'immagine della piscina di Gerets ad esempio il peso delle lampade in alto a destra rendono equilibrata la scena e aiutano la "lettura verticale" della scena.

Per la vista la posizione eretta ha + significati:

-Orientamento ambientale: in qualsiasi posizione della testa siamo quasi sempre consapevoli della verticale fisica (o oggettiva)

-Orientamento retinico: distinguiamo l'orientamento verticale anche per figure perpendicolari alla verticale fisica (l'alto e il basso in una pagina di un libro su un tavolo ad esempio).

Nella realizzazione dei paesaggi realistici spesso la parte bassa dell'immagine è nettamente la + pesante, lo stesso vale per la maggior parte dei font tipografici. Questo contribuisce a dare un'idea di equilibrio sicuro, la controprova si può fare facilmente ribaltando alcune lettere come la "S", la "B" o il numero "3" di alcuni font "tradizionali"... noteremo subito un disequilibrio.

Questa regola è valida anche per le cornici e le impaginazioni verticali, così in presenza di un margine si tende a mettere + spazio in basso che lateralmente.

L'anisotropia ci permette di distinguere bene "l'alto e il basso", lo stesso non è per la destra e la sinistra", la cosiddetta "asimmetria laterale" si manifesta nella distribuzione degli oggetti con un'irregolarità di pesi e in un vettore dinamico orientato da destra a sinistra del campo visivo. Questo fenomeno genera diversi effetti:

- La diagonale che va dal basso a sinistra all'alto a destra è visto come ascendente, al contrario come discendente.

Asc

Render di Giovomal

disc

Render di R11

- L'osservatore vive l'immagine come se stesse di fronte spostato a sinistra, questa zona scenica assume importanza.

spazioscenico

Render di Cecio

Addirittura nel teatro e nel cinema se ci sono 2 gruppi di personaggi contrapposti si tende a posizionare (o a fare entrare in scena) dal lato sinistro il gruppo di personaggi con cui si vuole far identificare il pubblico.

Solitamente la lettura di un quadro, di un'immagine o di una composizione grafica viene letta + agevolmente da sinistra verso destra, se fosse presente un oggetto nella scena che si muove in direzione opposta si avrà l'impressione che vada + lento, come se incontrasse una forza resistente.

Ci sono varie teorie che tentano di spiegare le cause e i motivi questo fenomeno, ma nessuna sembra essere quella giusta.

Conclusioni

In definitiva quando si crea una composizione c'è sempre una ricerca di equilibrio visivo tra le varie forze presenti. Uno dei motivi come detto è la volontà di eliminare ogni ambiguità dal messaggio e agevolare al massimo la lettura, ma questo non è l'unico motivo individuato dagli studiosi... la psicologia nell'ultimo secolo ha investigato molto questo argomento.

Ciò che ho riassunto in questi appunti non sono regole, ma principi di massima che vanno applicati sia per una migliore comprensione di ciò che si osserva sia per creare immagini o filmati con una coscienza maggiore.

Spero che la lettura sia stata di vostro gradimento :)



Seconda parte: Configurazione e forma

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