I RACCORDI

Il regista per ogni ripresa dovrà già avere in mente la possibilità di raccordo con la sena precedente e con quella successiva, cercando di prevedere il ritmo temporale che le scene assumeranno in fase di montaggio. La previsione di montaggio è un'operazione del tutto mentale, un unico apporto può essere dato dalla sceneggiatura anche se è solo una traccia letterale e non spazio/temporale.

Il cinema della continuità: alcuni teorici hanno enunciato degli assiomi basati sull'idea di continuità. Il cinema fin dagli anni '30 (soprattutto con i montaggi brevi) però ha sempre confutato queste regole che peccano di eccessivo formalismo.
1) Lo spettatore non deve avvertire il passaggio da un'inquadratura all'altra
2) Si cambia inquadratura quando ha perso il valore d'espressione
3) Si cambia inquadratura quando i rapporti tra gli elementi hanno perso il loro equilibrio
4) Si cambia inquadratura per ingrandimento quando l'interesse narrativo da generale diventa particolare
5) Si Cambia inquadratura per riduzione quando l'interesse da particolare diventa generale
Come si è detto la tecnica del "montaggio breve" ha contraddetto i primi 2 punti, il terzo punto porta il regista a seguire solamente un gusto estetico e gli ultimi 2 punti portano il regista a delle scelte puramente descrittive e prevedibili dallo spettatore (al posto dello stacco per ingrandimento o per riduzione si può utilizzare come mezzo narrativo il dialogo e persino l'illuminazione senza dover cambiare per forza l'inquadratura).

LE ANGOLAZIONI
Attacco sull'asse: 2 inquadrature girate spostando la macchina (o cambiando l'obiettivo) se4nza modificare l'angolo di ripresa dell'asse ottico. Quest'attacco produce un "salto", per evitarlo basta spostare l'angolo di ripresa leggermente verso sinistra o verso destra.
AttaccoAsse

Controcampo: inquadratura ripresa dal punto di vista opposto alla precedente, è importante tenere la stessa distanza dal soggetto ( B ) . Se il soggetto è centrato:
controcampo

Se il soggetto è decentrato:
controcampoD

Nel controcampo si passa con la macchina da presa da un campo all'altro (scavalcare il campo). Se il soggetto è uno lo spettatore si accorgerà di essere passato alle spalle del personaggio, quando i soggetti sono due avrà un disorientamento spaziale. Per controllare quando si scavalca il campo si congiunge i centri dei 2 soggetti con una linea immaginaria che delimita i 2 campi.
scavCampo

Angolazione corrispondente: quando "l'angolo beta" formato dall'asse ottico e la linea ideale passante per i centri dei due soggetti è uguale "all'angolo alfa" della ripresa precedente (posizionando le camere nello stesso campo). Questo passaggio è molto usato nel cinema della continuità ed è usato spesso per sottolineare e illustrare un dialogo tra due soggetti.
angCorr

Inquadrature contigue: sono contigue due riprese di un soggetto in movimento quando gli angoli formati dalla direzione del soggetto e dai rispettivi assi ottici sono di uguale ampiezza. Il soggetto uscendo dal campo a destra e rientrando nella seconda inquadratura da sinistra rispetta la continuità spaziale (anche girando le 2 scene a chilometri di distanza).
contigue
C'è da notare che se il soggetto esce da destra e rientra da destra darà la sensazione di essere tornato indietro.
Due soggetti che si muovono l'uno verso l'altro, daranno l'impressione di incontrarsi sullo schermo se vengono ripresi con angolazioni corrispondenti mentre di inseguirsi se ripresi in controcampo.

Nel teatro lo sguardo degli attori contribuisce a creare delle precise direzioni spaziali (linea visiva), nel cinema questo è enfatizzato dall'inquadratura (ad esempio un primo piano). Ad esempio dopo un primo piano sugli occhi dell'attore qualsiasi scena montata sarà percepita come vista dall'attore stesso (inquadratura soggettiva).

I 3 schemi seguenti prendono in esame 2 soggetti ripresi in maniera separata che si guardano negli occhi:
1) inquadrature contigue
sguardo01
2) Inquadrature corrispondenti
sguardo02

3) Controcampo, effetto soggettivo:
sguardo03

4) Controcampo, effetto oggetivo:
sguardo04

I MOVIMENTI: già nel '32 Arnheime pubblicò un saggio sull'importanza dei movimenti cinematrogafici sottolineandone l'importanza espressiva. Il movimento influisce notevolmente sul ritmo e è importante la tecnica di registrazione e di combinazione. La velocità di un oggetto nel cinema è influenzata dagli angoli di ripresa (le inquadrature oblique intensificano la dinamicità di una scena) e dagli spostamenti della macchina da presa (le panoramiche producono degli effetti di movimento illusorio di oggetti immobili).
I movimenti di macchina sono un aspetto peculiare del cinema, servono a descivere e a sottolineare alcuni aspetti narrattivi.
I movimenti possono essere infiniti, Renato May nel suo libro "Il linguaggio del film" riporta uno schema ottico dove individua le direzioni possibili di un oggetto nel campo (indicati con la lettera "d") e i movimenti in panoramica della camera.
schema


La panoramica: si ottiene tramite la rotazione o l'inclinazione della camera su un perno (testa panoramica) montato su un cavalletto.
- panoramica orizzontale: verso destra o verso sinistra (b1, b2)
- panoramica verticale: dall'alto in basso o viceversa (a1, a2)
- diagonale: obliquamente verso l'alto o verso il basso (c1,c2)
- composte: combinazione dei movimenti precedenti
La panoramica viene usata per riprendere (appunto) un panorama, per seguire oggetti in movimento o per passare da un soggetto ad un altro; è un modo per esplorare l'ambiente e la carica espressiva di questa ripresa è proprio nella ricerca di ciò che ancora non si vede.

Il carrello: solo quando la macchina da presa trasla lo spettatore ha l'impressione che l'inquadratura compia un movimento effettivo; il carrello ha la funzione di accostarsi o allontanarsi da un soggetto, di evidenziare qualcosa o di rapportare un soggetto a un fatto (ma anche a un oggetto o a una condizione).
Il carrello avanti serve per avvicinarsi ai particolari della narrazione, indietro per mettere in relazione il soggetto con l'amboente circostante.

Classificazione:
1) Autonomo (spostamento dell'obiettivo nello spazio)
- Panoramiche
- Carrello avanti/indietro
- Carrello su rotaia
- Carrello ascensore
2) Di accompagnamento (a un soggetto che si muove):
- A distanza costante
- A distanza variabile (ma anche a soggetto ripreso variabile)

Il movimento di accompagnamento offre dinamicità, ma la forza espressiva dipenderà soprattutto dal soggetto. Si tratta di una scelta stilistica ben precisa diffusa nel dopoguerra, molti registi adottavano il piano/sequenza per girare, in movimento e con un'unica inquadratura, tutta la scena. Nel cinema contemporaneo è meno frequente, ma si tende sempre a rendere i movimenti dell'obiettivo più fluidi possibile; quando è presente uno stacco è sempre giustificato in maniera forte da uno sguardo, da una soggettiva o da un richiamo sonoro fuori campo.

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