APPUNTI DI REGIA
Seconda parte

L'INQUADRATURA
Nel Rinascimento si diffonde largamente l'uso della cornice per delimitare le pitture, era stata concepita come una finestra attraverso la quale guardare un mondo esterno limitato.
L'immagine del film non ha una vera cornice (se non il buio contrapposto alla sua natura luminosa), anche lo schermo comunque può essere inteso come una finestra in cui guardare.
La prima fotografia aveva la stessa forma dell'attuale schermo, la forma rettangolare probabilmente è dovuta alle due componenti fondamentali delle immagini bidimensionali, altezza e larghezza visto che la profondità è data in maniera apparente.
Inoltre il senso della verticalità degli oggetti e quello orizzontale dell'orizzonte segna la nostra capacità rappresentativa, l'inquadratura da un ordine alla visione per sintetizzare ciò che vediamo.
C'è da notare l'orizzontalità dello schermo (che è rettangolare e non quadrato) che si ritrova anche nel palcoscenico teatrale, la maggioranza degli eventi che viviamo si svolgono in maniera orizzontale (compresa la scrittura in gran parte del mondo) e evidentemente l'occhio umano si è abituato a questo.
La maggior parte delle inquadrature cinematografiche sono girate tenendo il lato superiore e inforeriore paralleli alla linea d'orizzonte (si dice "inquadratura in bolla"). Sono rari i casi di film con inquadrature inclinate (non in bolla) e spesso risultano poco efficaci. Le inquadrature inclinate unite con un oggetto in movimento riescono a dare un'estrema drammaticità alla scena, ma devono essere brevi. Spesso vengono usate per descrivere un'atmosfera allucinata e fuori fase (un esempio è "Natural born killers" di Oliver Stone).
Inquadrare significa allo stesso tempo includere e escludere; si include tutto ciò che concorre allo svolgimento della scena e si esclude ciò che non è necessario al racconto. Ma nell'inquadratura (che è un frammento del racconto) gli oggetti nel campo rimangono in rapporto con quelli presupposti fuori campo, lo spettatore è consapevole che lo spazio continua ai 4 lati dello schermo e anche alle spalle dell'obiettivo (il punto di vista dello spettatore).

L'inquadratura è definita da:
1) Grandezza: è stabilita per convenzione dal fotogramma della pellicola, in quella da 35mm solitamente è 22,04x16,06 mm.
2) Distanza reale tra punto d'inquadramento e oggetto: la distanza tra l'obiettivo e la zona di maggior definizione (punto centrale di interesse)
3) Lunghezza focale: (o distanza di presa) la distanza reale può essere modifica anche attraverso gli obiettivi (otticamente). Solitamente durante le riprese varia sia la distanza reale che gli obiettivi. Nel senso della profondità modificare l'uno o l'altro ha il medesimo effetto , mentre per quanto riguarda la prospettiva variando gli obiettivi avremo diverse fughe prospettiche.
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4) Posizione dell'asse ottico dell'obiettivo: l'asse ottico è una retta immaginaria passante per il centro dell'obiettivo e per il punto d'interesse. La sua inclinazione rispetto al terreno determina il tipo di inquadratura:
- orizzontale
- obliqua (verso l'alto o verso il basso)
- verticali (supine/verso l'alto o a piombo/verso il basso)
5) Movimenti (propri o degli oggetti in scena): quando si muove solo la telecamera avremo un movimento apparente degli oggetti in scena che varia in base alla distanza: più veloce da vicino, si arresta sulla linea d'orizzonte. Nel caso in cui si muove sia la telecamera che gli oggetti avremo una combinazione di movimenti oggettivi e soggettivi. Nel terzo caso la telecamera è fissa e si muovono gli oggetti.
In tutti e tre i casi l'esclusione/inclusione di spazio avverrà in maniera continuativa.
6) Durata: le riprese hanno una durata limitata e questo condiziona la distribuzione degli oggetti in scena che devono essere percepiti in maniera immediata.

classificazione
Piani: riprese degli attori, l'ambiente è in secondo piano
Campi:riprese dell'ambiente, i personaggi sono in secondo piano

- Primissimo piano (P.P.P. - Big close up)
PPP

- Primo piano (P.P. - Close up)
pp

- Piano medio (P.M. - Medium shot)
pm

-Piano americano (P.A. - Semi close up)

PA

- Figura intera (F.I. - Near shot)
fi

- Campo totale (C.T. - Long shot): appaiono tutti i personaggi che agiscono in scena
ct

- Campo medio (C.M. - Medium long shot): i personaggi sono a media distanza dalla macchina
cm

- Campo lungo (C.L. - Long shot): i personaggi occupano una piccola parte dell'inquadratura
CL

- Campo lunghissimo (C.L.L. - Long shot): i personaggi sono molto piccoli e lontani
CLL

- Fuori campo (F.C.): indica tutto ciò che non appere nell'inquadratura

- Dettaglio (Dett. - Spli picture): "Particolare" (part.) se in movimento. inquadratura ravvicinata (a tutto schermo) di un oggetto o parte del corpo umano

- Oggettiva: come se fosse vista da un personaggio estraneo alla vicenda. "reale" se la posizione della telecamera è accessibile, "irreale" nel caso opposto.

- Soggettiva: ripresa dal punto di vista di un personaggio, l'asse ottico dell'obiettivo coincide con lo sguardo dell'attore.

Per comporre l'inquadrature alcuni registi ricorrono a delle "regole" geometriche per la disposizione e movimento degli oggetti (simmetrie, vuoti/pieni e linee direttrici con una predominanza della linea diagonale), su questo argomento un testo di riferimento è "La presenza della diagonale nell'arte/architettura/comunicazione visiva" di A. Hohenegger.

Terza parte >> "Raccordi e movimenti"

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