Essere sul mercato workstation da oltre 10 anni ha consentito a 3DWS di archiviare una quantità a dir poco immensa di dati, risultati e nozioni, che abbiamo pensato di organizzare per dare un quadro generale di quello che è stato l’incremento prestazionale dal 2003 ad oggi.
Un confronto di questo genere non si propone tanto di dimostrare che le workstation attuali sono genericamente più potenti di quelle di dieci anni fa. Sarebbe scontato e, diciamocelo pure, abbastanza inutile.
La particolarità che ci interessava approfondire e che abbiamo deciso di condividire con voi è relativa all’incremento all’interno di classi di prezzo molto specifiche.
Pur facendo sempre riferimento alla fascia alta del mercato, abbiamo segmentato le linee High End in tre gruppi, il cui nome è sufficientemente esplicito.
 
High End LE (Livello iniziale), prezzo intorno a 4000 euro
High End (Livello intermedio),prezzo intorno a 5000 euro
Ultra High End (Livello Extreme), prezzo intorno a 6500 euro o oltre
 

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Un pizzico di amarcord nel rivedere all’opera, almeno in termini di cifre, delle workstation che ci hanno accompagnato per tanti anni e che sicuramente molti di voi ancora utilizzano nell’ambito della professione. Le immagini ritrovate nell’archivio hanno richiamato dei ricordi che, per chi ha speso anni a cercare di sviluppare un discorso tecnico e prestazionale di un certo tipo, non hanno prezzo, per fare il verso allo spot di un noto brand di carte di credito.
La presente rassegna non si limita ad un intento di musealizzazione, ma si concentra in maniera specifica anche sul presente e sul futuro delle linee High End di 3DWS, con l’anteprima dei modelli 3DWS CX R2 e 3DWS DX R2.

Indicativamente in dieci anni abbiamo riscontrato un incremento prestazionale nell’ordine delle 10 volte, un dato che dice tutto come niente, se non viene interpretato nel modo corretto. La chiave di lettura che abbiamo scelto di privilegiare nell’interpretazione dei risultati è di fatto la seguente: capire, in termini di rapporto prezzo/prestazioni le differenze tra le ws High End LE e le ws High End Extreme, in modo tale da tracciare quello che è stato il reale andamento del mercato.
 

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Per rendere il concetto di facile ed immediata comprensione, basti analizzare questo dato.

Nel 2003 con 4000 euro potevi acquistare una workstation con 5,3 GHz di potenza di calcolo. Con 6500 euro si aveva il top dell’epoca, ossia una workstation in grado di far frullare 8 GHz.
Investendo il 36% in più si ottiene un incremento prestazionale del 50%.

Nel 2005 la situazione porta ad essere più restii ad investire. Per 4000 euro di spesa si avevano 11 GHz, per 6500 euro il top di gamma offriva soltanto un 36% di performance in più a fronte del solito 36% di spesa in più. Un dato sensibilmente inferiore  rispetto al 50% che abbiamo visto far riferimento alla situazione due anni prima.

Tra alti e bassi si arriva quindi al 2009, quando la classe High End Extreme si è trovata nella condizione di maggior svantaggio in termini di rapporto prezzo/prestazioni rispetto al High End LE. La differenza tra i due segmenti in termini di potenza rileva 33 GHz contro 28 GHz. Un incremento del 20% a fronte del solito 36% di spesa in più. Un fatto che mise per certi versi a disagio 3DWS, che si ritrovò a sconsigliare decisamente l’acquisto delle linee più care, consigliando piuttosto delle soluzioni ibride, con cui capitalizzare la medesima spesa con una workstation High End LE ed un eventuale render node aggiuntivo. Obiettivi diversi in termini di configurazione, ma se uno aveva quale obiettivo quello di investire in pura potenza di calcolo, senza dubbio una scelta più conveniente, in quanto con i 2500 euro di differenza si poteva ottenere un quantitativo decisamente maggiore di GHz rispetto ai soli 5 GHz offerti in più dalla High End Extreme di quel periodo. Tutto ciò ovviamente con il contro di dover fare i conti con un maggior consumo di esercizio.
 

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Arriviamo dunque al 2011, quando Intel ha deciso di tornare verso una situazione di maggior equilibrio, quando sono stati introdotti i nuovi Xeon Hexacore + HTT. Si è tornati quasi ai livelli del 2003, in quanto per 4000 euro si ottenevano 37 GHz, mentre per 6500 euro ben 54 GHz. Un incremento di performance del 46% contro i famigerati 36% di spesa aggiuntivi.

Le cose sono ulteriormente migliorate nel biennio 2012-2013, in quanto ritroviamo 42 GHz per la versione LE e 71 GHz per la Extreme. Dunque un ottimo 70% di performance in più, livelli mai raggiunti prima.
Con i modelli in prossima uscita, la situazione si fa ancora più interessante. In quanto l’incremento tra i due estremi salirà addirittura al 113%, 47 GHz contro ben 100 GHz per il modello di punta della 3DWS DX R2 che arriverà presto negli shop di Treddi.com.
 

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Sono dati che fanno riferimento all’archivio di 3DWS ma valgono in generale per tutta la storia del Dual CPU computing, in quanto fanno sostanzialmente riferimento alla differenza di prezzo dei processori, essendo sostanzialmente identico il resto della configurazione.

Ognuno può trarre dunque le proprie conclusioni, anche pensando alle proprie esigenze, alle proprie necessità. In linea di massima, la riflessione che vorremmo fare è quella di una situazione che non esclude la convenienza ad affrontare nessun segmento di mercato, come purtroppo talvolta è avvenuto negli anni passati, quando a fronte di un incremento di spesa non si riceveva un incremento di prestazioni in alcun modo giustificabile.

Ricordiamoci che stiamo parlando di valori che partono già dall’elite dell’offerta per una singola workstation. La classe entry level rimane sempre la base dell’eccellenza e consente tuttora di ottenere una macchina di livello assoluto. La classe intermedia è un ottimo compromesso per avere più potenza a fronte di una maggior spesa, ottimizzando parecchio i consumi rispetto all’alternativa costituita dall’aggiunta di un render node. La classe extremelevel consente un ragionamento sostanzialmente analogo per risparmiare rispetto all’impiego di più render node, che accentuerebbero oltre modo il divario in termini di consumi rispetto agli stessi GHz ottenibili con una sola workstation. Logicamente un rapporto prezzo/consumi/prestazioni senza eguali, a patto di avere a disposizione un budget comunque importante.
 

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Il grafico mette a confronto i tempi di rendering ottenuti mediante l'esecuzione del noto ceco test. Le quattro barre verdi corrispondono alle versioni che si sono susseguite negli anni, da quella corrispondente alla versione 1.5 RC1 di V-ray, fino alla più recente versione 2.40 del software di Chaosgroup. Naturalmente, si tratta di dati di archivio, acquisiti da un repertorio. Le workstation più datate non sono attualmente disponibili per essere sottoposte nuovamente ai test con la versione attuale del ceco test. Il metodo comparativo consente dunque di avere un'idea dettagliata sia dell'incremento delle performance, che dei reali valori ottenuti con le varie versioni del software

 
In tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo, la possibilità di poter avere una flessibilità in termini di preventivo è sicuramente essenziale, proprio venendo spesso a mancare quella continuità di ritorno dal punto di vista economico che qualche anno fa consentiva invece di fare delle valutazioni e delle scelte sicuramente più coraggiose, sapendo di non rischiare più di tanto, nel senso che il ritorno dell’investimento ci sarebbe stato in ogni caso.
 
Il grafico che segue mostra la sintesi tra l'evoluzione in termini di GHz complessivi a disposizione di ogni singola workstation comparato con l'abbattimento dei tempi di rendering ottenuti durante i test.
 

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Con questa rassegna speriamo di avervi suscitato qualche piacevole ricordo in virtù delle belle workstation andate, nella prospettiva di poter avere a disposizione delle macchine quali la CX R2 e la DX R2 che, nelle loro varie configurazioni, crediamo con convinzione che si riveleranno flessibili ad ogni tipo di esigenza High End.