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io che di secondo nome faccio Candido so di vivere nel migliore dei mondi possibili...
bello il Candido!
Confermo decisamente la difficoltà negli incassi. Attualmente svolgo la parte più significativa del mio lavoro per un unico studio (associato..., dove
mi dice il commercialista i soci litigano per tirar fuori i soldi

) che si occupa di progettazione, e - qui casca l'asino- anche della grafica di progetti di altri studi, per conto di chi è facile immaginare. Rendiconto del primo anno di collaborazione: sto aspettando il saldo di conti vecchi di XXX mesi. Dopo avere espresso nel corso dell'anno più di due volte il mio disagio, la settimana scorsa ho incrociato le braccia, e loro hanno fatto diciamo una brutta figura con il cliente. Dopo la sfuriata telefonica, mostrano di non sapere che pesci pigliare. Io sono deciso: mi pagate tutto quello che vi ho consegnato, va bene anche a rate, ma voglio toccarle... dopo di che ricominciamo solo se riusciamo a stipulare un compromesso serio e inviolabile.
La settimana in cui ho scioperato sono uscito a cercarmi da fare, rivolgendomi ad un altro genere di studi, e mostrando le cose fatte per quelli là, e devo dire che sono tornato a casa contento. Ho ricevuto un incarico, confermandomi un cliente, e quasi sicuramente mi sono fatto un cliente nuovo. Tra poveri parliamo la stessa lingua, e siamo abituati a rispettarci, per cui quando si dice soldi sappiamo di cosa si tratta: fare la spesa, pagare le bollette, benzina, ogni tanto una pizza perché vivere bisogna (se non si vive si muore

), e non solo lavorare.
Come sono sopravissuto in questi mesi? Con i
miei clienti, quelli con cui metto faccia e palle mie. Con costoro la regola è acconto+pagamento alla consegna. Mi rimangono da incassare 500 euri per il saldo di una animazione, ma il cd è qui sulla scrivania.
Invece trovo sconsiderato il discorso fatto di piantare tutto e cambiare paese. Per chi ha un'età, degli affetti, una casa, degli impegni, è assolutamente improponibile. All'inizio del secolo scorso i padri di famiglia emigravano con la morte nel cuore. Puoi farlo se hai vent'anni e sei libero come un passero.
Non mi piace nemmeno sentire chiamare "bastardi" quelli che non pagano, perché presuppone che se loro sono i bastardi, noi siamo le vittime di questi bastardi e ci rodiamo silenziosamente di esserlo. Io non mi sento vittima di nessuno. Si tratta spesso di una catena di gente sciatta e ignorante. Per questo bisogna cercare di educarli, perché ci torni a favore
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perchè alla fine credo abbastanza nella buona fede di tutti di cercare di fare il meglio.
A proposito, anche secondo me questo è lo spirito con cui mi sforzo di lavorare.
Messaggio modificato da Giane il 16 maggio 2009 - 10:39