La risposta è sì, ovviamente: bisognerebbe pagare o chiedere il permesso... mi sembra che i diritti scattino dopo il 25° secondo. Ora, in generale, non ci si rifa su opere no profit come un video amatoriale. Tempo fa ho affrontato il tema con un importante compositore contemporaneo che mi ha specificato che nel caso di dilettanti e di dilettevole [e quindi di opere personali tutte] è sempre bene citare la fonte musicale, per dirla con le sue parole, sarebbe buona educazione farlo.
Insomma sarebbe bene mettere un titolo riportante "musiche di ***"; il discorso è diverso se si tratta di filmati commerciali: in questo caso si telefona all'organo competente che chiarisce l'onere secondo vari parametri [durata, ora di messa in onda, etc.].
In fondo è quanto accade con i programmi di grafica digitale: lavoraci finchè vuoi se non lucri, anzi usali [molte case non avrebbero conquistato il monopolio senza crack] e diventa bravo [o meglio comincia a vendere, che non è necessariamente lo stesso!]. Da qui in poi acquista le licenze commerciali [come è giusto, d'altronde], pena l'acquisizioni da parte di terzi perchè ora sei una fetta di mercato interessante. Diciamo che per inneggiare alla guardia di fìnanza in caso di lavori amatoriali bisogna essere imbecilli [letteralmente: senza il sostegno della ragione] in discreta misura, ma c'è chi lo fa per darsi un tono: è nell'interesse del mercato che un dilettante progredisca fino al professionista.