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Versione completa: Software Per L'architettura
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isobitis
Premetto che questa discussione ha a che fare con l'architettura e la grafica per l'architettura.
(mi piacerebbe avere una risposta da philix)

Scrivo questo post perchè sono stato all'estero e ho conosciuto giovani architetti che lavorano nel panorama internazionale.
Parlando con queste persone ci siamo resi conto subito che gli studenti italiani (ecluso gli autodidatti e le eccezioni) si trovano di gran lunga indietro rispetto ai neolaureati spagnoli o tedeschi, giusto per fare un esempio.
I curriculum degli italiani solitamente sono tutti gli stessi: ottima conoscenza cad e photoshop, qualcuno anche 3dstudio max. Il panorama europeo è abbastanza diverso, in quanto vengono utlizzati software tipo rhino, o similari, per consentire modellazioni 3dmensionali assai complesse, coperture che nascono da generatrici diverse, ecc. ecc. Tutto questo è dimostrato dal numero veramente esiguo di neolaureati italiani nei grossi studi di progettazione.
Vengo al dunque.
Se voi poteste gestire il programma didattico di una facoltà di architettura, cosa suggerireste? Non parlo semplicemente del software da utilizzare, ma cosa trattereste del singolo software, dove vorreste parare e cosa sarebbe bene raggiungere come prestazione. Io penso che ci debba essere spazio alla progettazione assistita al calcolatore, ma intendo la vera progettazione, non il disegno assistito. In Italia, purtroppo, abbiamo tradotto il termine design (Cad Design Assistent) in disegno, ottenendo i risultati sopra descritti.
Mi scuso in anticipo con tutti coloro che non gliene frega na mazza di architettura e spero che questa discussione possa essere spunto per importanti riflessioni.
E' tempo di cambiare...qualcosa si sta muovendo, ma molto poco.
uncle pritt
architettura generativa che va tanto di moda in questi tempi e scripting. parlo da studente e gli spagnoli sono avanti 100 anni rispetto a noi anche solo nel campo della progettazione. ma sono discorsi vecchi....
Macphisto
Se dovessi gestire un corso non penserei nemmeno di trattare un aspetto del software X perchè lo fa meglio di Y o quello di Y perchè viene meglio che sul software Z... è un discorso che forse si poteva fare qualche anno fa.
Ora, come giustamente dici tu, si dovrebbe parlare di progettazione assistita, e affiancare alla classica attività di disegno "a manina" (comodissima e irrinunciabile per le fasi iniziali) a quella di disegno/elaborazione con qualsiasi mezzo lecito.

E' anche vero che l'avere delle basi di CAD 2D/3D può essere d'aiuto, specie per chi non ha mai messo mano su un PC, l'importante che non divenga "esiste solo quello", "tutti fanno così", "tutti utilizzano questo, quindi va bene"... ma solbo un modo per iniziare wink.gif

Aggiungo anche che come hai detto, e anche lo zio colloso (Auguri!!! hello.gif), gli altri sono avanti... certo che se uno aspetta che l'input arrivi dalla docenza (anche se alcuni sono aperti all'idea... ma poi senza mezzi sad.gif) allora meglio che si metta l'anima in pace rolleyes.gif
ferro_design
Credo ci siano delle congruenze anche con il Design: i distingui in questo campo si possono fare anche senza necessariamente dover abbandonare il paese... smile.gif

Nei principali Istituti e Facoltà di Architettura&Design (A quanto pare esclusa la Sapienza... dry.gif ) ci sono corsi specifici mirati a far acquisire padronanza con i software CAD e di modellazione: credo per stimolare eventuali e particolari risposte creativo-progettuali non attuabili altrimenti.

Questo però non è possibile in tutte le strutture ed ecco che si crea già una discrepanza di solo livello tecnico.

Per non parlare della sfera progettuale che vedo essere trattata come questione da poco, vuoi per inesperienza, vuoi per la poca considerazione che sia ha per la progettazione... e ci si ritrova a dover imparare tutto da soli e a fantasticare su quelle che possano essere delle scelte progettuali valide...

Bello spunto!
algosuk
io credo che il soft sia solo lo strumento di rappresentazione della geometria, voronoy quello che sta veramente sotto sono paradigmi matematici per cui rhino o generative component vanno bene.
cmq il problema è altrove: da noi si fanno archeometri poco specializzati e con zero ricerca, ma con alti numeri in maniera da avere tanti professori di bassa qualità
altrove funziona in maniere diversa. questo non vuol dire che le " cacche " di titanio di ghery siano belle o abbiano una logica interessante...
vediamo le altre risposte smile.gif
Macphisto
Sicuro... Design, Architettura, Ingegneria, ecc... tutta stessa roba e stesso processo, si tratta di avere strumenti e sfruttarli al meglio wink.gif
noel_mcs
Il problema non è tanto nel software, che è un mezzo, quanto piuttosto il fine, ovvero il tipo di progettazione richiesta.
Fino a quando si continuerà a "obbligare" gli studenti a fare cubi di cemento armato sarà immensamente inutile l'utilizzo di programmi diversi da autocad. E vari esponenti dell'architettura/design che si sono avvicendati e che ho personalmente sentito, più volte sono state poste domande del genere. Tutti continuano a sostenere che sia molto più importante l'utilizzo della mano piuttosto che programmi avanzati di modellazione.
nicolce
Mi iscrivo e quoto tutti, ma temo che la discussione possa andare avanti per sempre!
Macphisto
Forse è anche nel fatto che se ti dicono che Autocad è fatto per progettare ti vengono fuori cubi per forza, se ti dicono che Autocad è uno dei tanti vari software che ti può servire per rappresentare le tue idee... allora sì wink.gif
Macphisto
CITAZIONE(nicolce @ Jun 15 2007, 06:58 PM) [snapback]393899[/snapback]
Mi iscrivo e quoto tutti, ma temo che la discussione possa andare avanti per sempre!

Come darti torto biggrin.gif
philix
dovendo organizzare dei corsi io lascerei perdere il software e punterei tutto sulla teoria
geometria avanzata e matematica a gogo
una volta fatti propri gli strumenti teorici qualsiasi software di modellazione vale l'altro

provate però ad immaginare la trattazione di questi argomenti in corsi dove, la maggior parte dei partecipanti, sono persone uscite da licei in cui la cosa più fica che hanno imparato è quella di scrivere una frase di senso compiuto con le K e senza virgole
Macphisto
CITAZIONE(philix @ Jun 15 2007, 07:30 PM) [snapback]393912[/snapback]
dovendo organizzare dei corsi io lascerei perdere il software e punterei tutto sulla teoria
geometria avanzata e matematica a gogo
una volta fatti propri gli strumenti teorici qualsiasi software di modellazione vale l'altro

provate però ad immaginare la trattazione di questi argomenti in corsi dove, la maggior parte dei partecipanti, sono persone uscite da licei in cui la cosa più fica che hanno imparato è quella di scrivere una frase di senso compiuto con le K e senza virgole
Strquoto... vedo che la pensiamo allo stesso modo biggrin.gif
algosuk
hyper - perm - quoto e che sappiano che cavolo sono le coordinate cartesiane o le similitudini dei triangoli rettangoli 'gnurant
nicolce
Certo che sarebbe già qualcosa insegnare il linguaggio (come dice philix), e non solo quello matematico informatico. Quindi imparare a comunicare con gli strumenti.
Secondo me una cosa che manca molto è la capacità di entrare in sintonia, fra le persone e con le macchine.
Più che insegnare i software bisognerebbe parlare della teoria legata ad essi, problemi di compatibilità, interscambio, esportazione e importazione sono spesso liquidati con "esporti in .3ds che va bene" senza capire mai in cosa consistano cose come oggetti parametrici, definizioni interne di un particolare formato ecc...
Questo non è tanto colpa di chi insegna (io ho seguito lezioni di giovani assistenti molto capaci e attenti a questi temi) quanto di chi dovrebbe ascoltare e non lo fa.

"Senza una lingua non si parla" Bruno Zevi
Frjariello
Oltre a quotare philix sul background culturale, se ho capito il senso che isobitis voleva dare alla discussione, ovvero sul se insegnare ai giovani studenti piuttosto che il disegno assistito, una prassi progettuale collaborativa uomo-macchina, io sinceramente sono abbastanza contrario all'idea di far prendere 'decisioni' ad una macchina che analizza sicuramente in maniera analitica e coerente tutti i dati immessi, ma e' altresi' vero che ci sono cose che non possono essere ridotte a numeri ed equazioni, oltre al fatto che il processo creativo e' di per se' qualcosa di 'irrazionale' dettato spesso dalle emozioni e dalla cultura del progettista... e tantomeno credo che il ruolo del progettista si possa ridurre ad una scelta tra le soluzioni proposte dal pc.

Dal punto di vista dell'insegnamento software, invece, credo che si potrebbe insegnare ad usare qualsiasi software, anche uno per fare musica, o il notepad... l'importante e' far capire il processo logico (e non creativo) che sta dietro al software, insegnare cioe' la logica, il capire e cercare le risposte delle conseguenze al comando digitato... a me piace molto la definizione del computer che un po' di tempo fa lessi da qualche parte ovvero che il pc e' un idiota veloce ovvero fa velocemente quello che gli si dice di fare wink.gif
Poi una volta raggiunto il controllo della macchina, forse si potrebbe anche iniziare a parlare di parziale collaborazione progettuale, ma sempre intesa come proposte conseguenti ad una piu' efficiente analisi dei dati.

bye bye
mama
cavolo mi pare aria fritta.
perchè non parlare del significato della vita?
o dell'uovo e della gallina?
bah
philix
CITAZIONE(mama @ Jun 15 2007, 10:48 PM) [snapback]393999[/snapback]
cavolo mi pare aria fritta.
perchè non parlare del significato della vita?
o dell'uovo e della gallina?
bah


e dunque perchè non trattare l'argomento del consumare la tastiera scrivendo nulla sul nulla come hai iniziato a fare tu?
isobitis
sono contento che questa discussione stia prendendo piede.
A parte qualche contestatore e qualcun altro che forse non ha capito bene di cosa si stia parlando, penso che si arriverà a qualcosa di interessante.
Tornando al discorso, penso che bisognerebbe impostare due tipi di corsi, ovviamente non obbligatori, in modo da far partecipare solo persone veramente interessate.
Il primo è un corso di architettura generativa mediante strumenti non conevenzionali. Un mio collega si è laureato con una tesi del genere: questa puntava alla realizzazione di modelli planimetrici complessi partendo da poche e semplici variabili, il tutto utilizzando flash. Inizialmente ero un pò diffidente, ma poi ho visto il risultato finale e mi sono ricreduto (se ho modo di contattarlo gli chiedo se mi manda qualche immagine).
Il secondo corso potrebbe puntare sulla geometria complessa, le sue caratteristiche e proprietà. Il corso, costituito quindi da una parte teorica, dovrebbe però essere accompagnato costantemente dal supporto informatico, per far capire agli studenti come e quali strumenti è meglio utilizzare. Non tanto il migliore software in assoluto, ma piuttosto uno semplice per poter iniziare, ma allo stesso tempo con ampie possibilità di crescita, magari mediante script; penso, per esempio, a rhino, in quanto (prima non lo sapevo) è possibile preparare script dedicate; 3dstudiomax, specie per gli script (come ci insegna philix) sarebbe un ottima l'alternativa, ma, a sentire la massa, con rhino si modella in modo più elementare e quindi si arriverebbe prima alla forma e caratteristica voluta (a parità di padronanza del programma). Questo secondo corso non sarebbe quindi un modo per far creare alla macchina, definita per l'appunto un'idiota veloce, ma per poter esprimere la propria creatività in modo più redditizio, anche perchè, come spesso accade, si lascia perdere un'idea per le complessità che ne derivano: questo per me è un delitto!

a voi il continuo...(se non si è interessati alla discussione, si prega di non inserire inutili commenti, in modo da permettere agli altri di leggere le risposte senza perdere il filo e quindi annoiarsi.
mama
CITAZIONE(philix @ Jun 15 2007, 11:00 PM) [snapback]394007[/snapback]
e dunque perchè non trattare l'argomento del consumare la tastiera scrivendo nulla sul nulla come hai iniziato a fare tu?



infatti, chi lo sa?
mi sentivo in dovere di dare il mio parere sul discorso, e non ho trovato un modo migliore per farlo
ferro_design
CITAZIONE(mama @ Jun 16 2007, 01:32 AM) [snapback]394044[/snapback]
infatti, chi lo sa?
mi sentivo in dovere di dare il mio parere sul discorso, e non ho trovato un modo migliore per farlo


credo che ci sei riuscito alla grande... laugh.gif
kicko
ci sono docenti universitari iscritti su treddi.com ??

giusto per sentire altre "campane" ..

kicko
c_dere
per quello che mi riguarda, m isto laureando costruendo un padiglione temporaneo sperimentale, e ho fatto corsi su architettura molto più internescional di quanto mediamente venga fatto: imho la specialistica in costruzione di torino I non è per niente indietro, in molti corsi gli spagnoli progettano come farebbero in spagna, se questo intendete.


ma dal mio punto di vista, non me ne frega un beneamato cxxxo del fatto che si progetti come in spagna. nè tantomeno, pur avendoci avuto a che varie, mi interessa molto la progettazione parametrica e generativa, buona come sperimentazione e imho poco di più (e non mi dite che i progetti di balmond di arup siano quelli che migliorano il mondo..se mi dite che sono una figatta posso essere d'accordo, ma l'architettura può avere mire più alte)

quello che manca non è la conoscenza del sw, è l'approccio troppo deterministico, poco culturale.

ci sono un casino di studenti di facoltà di architettura in questo forum. mi rivolgo a voi: quanti vostri colleghi conoscete che hanno lettoi un libro, un saggio, una dissertazione dal buon corbu a moneo a rossi a gabetti a koolhaas a chiunque altro? l'hanno magari fatto per la tesi, perchè obbligati. ma per il resto? pochi giorni fa mi sono tovato doppio "architettura e disgiunzione" di tschumi. pur conoscendo centinaia di persone, non sapevo a chi regalarlo.

in questo contesto, imho nessuno scritp, nessuna progettazione per forme libere, nessun tipo di processo nippo-ispano-olandese può risollevare le sorti della progettazione. resteranno sempre applicazioni di ciò che hai imparato. se hai imparato una cosa farai quella, se ne hai imparata un'altra, l'altra. non c'è alcuna vera innovazione nel pensare che
- la tecnica risolva i progetti.
- lo "stile" (scusate l'uso del termine, che nel XX-XXI sec è "vietato") o il linguaggio formale abbia dirette consequenze sulla qualità del progetto (ad es, il tetto a falde è vecchio e brutto, quindi tutti i gli edifici a falde son vecchi e brutti)
- sia una pratica progettuale improntata sulla sempre maggiore astrazione dal mondo a risolvere progetti che nel mondo si situano: prendeete i progetti per abu dabi receentemente realizzati da zaha hadid, ghery, nouvel: i pèrimi due sono edifici senza una scala umana, l'umono abita astronavi, e questo NON è doivuto alla forma: è dovuto al non pensare la forma per come viene vissuta (non che voglia criticare queste che sono grandi star, però è davvero così, sono scelte, e io non sono d'accordo). nuovel ha puntato sulla percezione: magari nei render è più figo che nella realtà, ma la direzione è l'uomo.

sono contrario cmq, a fare corsi tecnici estremi tipo di scripting ecc, perchè tanto finchè non si abbia maturità e mezzi culturali per coltivarli come sperimentazione, come fosse inventare le armi dell'esercito per applicare i risultati nella vita di tutti i giorni, non sarebbero che macchiette. come, mi spiace dirlo, moltissimi dei progetti degli osannati spagnoli, che si riducono spesso a divertenti invenzioni grafiche, che alla prova dei fatti si rivelano davvero deludenti.
isobitis
per rispondere a kikko...sì, io.

per quanto riguarda l'ultima dissertazione, bisogna stare attenti al tipo di corso "troppo tecnico" che ho in mente. Io intendo dire semplicemente che, parallelamente ai corsi di progettazione che si trovano nelle facoltà italiane (molti dei quali degni del loro nome) bisognerebbe affiancare corsi nuovi, in modo da poter dare spazio alle potenzialità di qualcuno che magari si sente pronto per affrontare certi argomenti. Ovvio che i primi risultati saranno per lo più deludenti se si guarda il risultato finito dell'opera, ma, a mio avviso, si deve guardare la potenzialità del progetto, capire dove quest'ultimo possa arrivare. Se non si inizia a "fare" certe cose non si imparerà mai e quindi ovviamente sarà impossibile crescere e migliorarsi. Inoltre, mi ripeto, questo tipo di lavoro aprirebbe maggiormente le porte dei grossi studi del panorama internazionale; parlo per coloro i quali hanno l'ambizione e il piacere di entrare a far parte di questi team.

mi piacerebbe sapere se, per esperienza di qualcuno, ci sono corsi di questo tipo nelle innumerevoli facoltà di architettura d'Italia.
isobitis
_
Pier85
Salve a tutti ........

io provo a dire la mia......

dal quel che ho letto molti hanno ragione e molti hanno torto, dipende sempre dalla questione.

Che siamo indietro rispetto a Spagna e Germania, lo sappiamo da tempo, e questo e vero e lo si può constatare benissimo.
Per me il problema è che in Italia viene investito poco sulla ricerca per non parlare dell'economia, tanto per farvi un piccolo esempio, la next limit di dov'è, oppure l'evermotion, senza elencare tutte le altre grandi.

io ho docenti di architettura che appena sanno usare autocad, e quelli di urbanistica nemmeno lo sanno accedere il pc, io capisco che è importante la geometria, matematica e tutto il corredo, ma il pc è stato inventato per agevolarci i compiti.

studi di progettazione italiani che vincono grossi concorsi di progetazione all'estero, non ce ne sono molti, se non le eccezioni che prsentano tavole rendering e animazioni come si deve.

tanto per dirvi, io ho un'amica che sta studiando in spagna i famosi 10 mesi di erasmus, e mi ha detto che li fanno corsi non obbligatori di real flow e python e 3ds max, io che sappia nella facoltà di architettura non ce niente del genere...


va be io ho detto quel che penso, e mi posso anche sbagliare, ma intanto spagna e germania ci fanno il mazzo,....
Macphisto
CITAZIONE(c_dere @ Jun 16 2007, 09:37 AM) [snapback]394089[/snapback]
ad es, il tetto a falde è vecchio e brutto, quindi tutti i gli edifici a falde son vecchi e brutti
Mi fai pensare che il Partenone è un cesso biggrin.gif... ops... l'assioma vale solo per gli edifici degli ultimi 50 anni tongue.gif

Alla fine anche il "corso tecnico" rischia di diventare uno stile di progettazione, del tipo impari la "progettazione per script" (diciamola così per semplificare) e continuerai a farla sempre e solo così, è il rischio del proporre cose del genere, farle passare per Bibbia e buttare tutto il resto. Questi corsi dovrebbero essere veramente "tecnici" ovvero metterti giù a capire solo come funziona lo strumento PC idiota... poi nei corsi di progettazione vedere l'aspetto diciamo "culturale", il perchè stai facendo una cosa piuttosto che l'altra, puoi generare un progetto per script o farlo a mano con relazioni che sono nella tua testa, l'importante è essere consapevoli del processo fatto e saperlo proporre wink.gif

Come ci insegna il Philix è stao LUI a proporsi con la sua tesi, grazie anche a un relatore che non l'ha preso per matto (e mi immagino gli sguardi degli altri docenti) forse bisogna anche avere il coraggio di proporre smile.gif
Macphisto
CITAZIONE(Pier85 @ Jun 16 2007, 12:39 PM) [snapback]394138[/snapback]
studi di progettazione italiani che vincono grossi concorsi di progetazione all'estero, non ce ne sono molti, se non le eccezioni che prsentano tavole rendering e animazioni come si deve.
Be'... è vero e non è vero, per come siamo abituati a livelli di render fotorealistici (cartelloni da cantiere o simili per brochure) nei concorsi si fanno rappresentazioni che sono sicuramente inferiori ma nascono con lo scopo di comunicare un'idea e in vari casi le tavole che vengono proposte non sono nemmeno così evidentemente elaborate al PC, vedi i lavori di Piano su tutti.

CITAZIONE
tanto per dirvi, io ho un'amica che sta studiando in spagna i famosi 10 mesi di erasmus, e mi ha detto che li fanno corsi non obbligatori di real flow e python e 3ds max, io che sappia nella facoltà di architettura non ce niente del genere...
va be io ho detto quel che penso, e mi posso anche sbagliare, ma intanto spagna e germania ci fanno il mazzo,....
Ecco questi corsi extra sarebbero i benvenuti wink.gif
ALe2x72
@ Kicko: anche io insegno, a Ingegneria Edile/Architettura a Bologna.

Cercherò di sintetizzare al massimo il mio pensiero al riguardo, dato che ora non ho molto tempo per scrivere ma considero questo argomento di fondamentale interesse per me e per chi si occupa di progettazione in genere.

. gli strumenti, per quanto sofisticati, sono e restano tali e sta a chi li usa gestirli al meglio, anche se, da Mc Luhan in poi, si sa che "il media è il messaggio", quindi ogni strumento possiede un suo "indirizzo", che poi lo si rispetti o meno (uso ortodosso o eterodosso) è affare di chi lo usa;
. l'insegnamento deve dare opportunità, soprattutto nella formazione universitaria, quindi credo fermamente che sia una assurdità fuori dal tempo non insegnare a controllare e usare i mezzi derivati dall'informatica in una facoltà di architettura (o edile/architettura), corsi anche molto specialistici dovrebbero sussistere come opzioni, comunque esserci;
. la rappresentazione tridimensionale (e quindi il disegno) è un fatto mentale prima ancora che di strumento o "mano", e non dipende dalla conoscenza di uno o più sistemi di coordinate (pittori e scultori sanno benissimo cos'è la rappresentazione 3D, ma non hanno mai visto uno straccio di coordinata); queste ultime sono però lo strumento indispensabile per il controllo del mezzo di cui parlavo sopra, e a questo scopo dovrebbero essere insegnate le discipline matematiche; però, per i motivi descritti all'inizio del punto, credo ci debba essere un bel corso di disegno dal vero a mano libera, proprio per imparare a rappresentare con la mente prima che con un mezzo che "faciliti" lo scopo;
. a livello di generative design le scuole italiane ne hanno in genere una visione parziale, distorta se non assente (come nel caso di Bologna), primo per una sorta di protezionismo culturale e secondo (almeno nel mio caso) di cronica mancanza di mezzi e persone adeguatamente preparate;
. consiglio la lettura di "Induction Design" di Makoto Sei Watanabe, riguardo al dilemma se l'architetto debba o meno continuare a essere il demiurgo della forma o, detto più semplicemente "quello che stabilisce la forma" (scusate se ogni tanto trovate espressioni "professorali", non lo faccio apposta, ma per sintetizzare a volte cerco parole che mi evitino espressioni più lunghe... e mi escono quelle!); su cosa sia l'architettura oggi non vorrei entrare perchè il dibattito si allargherebbe all'infinito... se qualcuno volesse parlane più approfonditamente mandate pure un PM.
. in definitiva, premettendo che non esiste "lo" strumento, secondo il mio parere esistono differenti livelli di complessità nei progetti che vanno affrontati con differenti strumenti, spesso si crea troppa confusione su questo punto e da questa confusione nascono le errate convinzioni sui computers; esempio: se devo andare al bar sotto casa non uso la macchina per fare 5 metri.. è uno spreco, mentre se mi devo fare 350km nel più breve tempo possibile non sceglierò il monopattino se posso disporre della macchina.

Ovviamente sono riuscito solo ad esprimere una piccolissima parte del mio pensiero al riguardo, ma spero comunque di aver dato un contributo di chiarezza a questo post.

hello.gif

@ Isobitis: dove insegni?
isobitis
@ ALe2x72: genova
maxluc
Se non ho capito male stiamo parlando di architettura e design,
quindi si parla di un qualcosa di creativo .
Le idee ho ci sono oppure sei uno dei tanti.
La conoscenza del pensiero di grandi architetti e dei materiali puo' aiutare,ma la
creativita' non si studia e non c'e' programma che la sviluppa
IL miglior corso fare un bel tirocinio con poche pretese presso qualche studio.
Per elaborare un progetto basta una matita e un pezzo di carta.
Non bisogna mai dimenticare che il computer fa quello che gli dici di fare.

ciao
Pier85
per Macphisto

concordo abbastanza con te, ma non è che adesso la progettazione di R Piano, sia una delle migliori, prima di tutto ci sono abbastanza voci che affermano che l'auditorium della musica a Roma non ha una buona acustica, e siceramente non lo sò perchè non ci sono stato. Ma lasciano perdere la questione che i suoi progetti siano buoni, è l'unico studio di progettazione conosciuto a livello internazionale anche se secondo me, R Piano è più un impreditore che un architetto.
Vuoi paragonare R Piano con Tadao Ando o Zaha hadid, hai visto rispettivamente gli ultimi progetti delle zone redenziali a Bologna e dell'edificio in Sardegna, altro che Renzo Piano va a pranzo con il ministro della salute per un nuovo ospedale a Roma. Che poi all'estero non è che abbia fatto chissa che cosa....



Qui non è solo l'architettura ad essere indietro di una decina d'anni,ma l'intera cultura basata sulla tecnologia (ossia quelle discipline che neccessitano dell'aiuto di pc o altro per competere con gl'altri paesi), purtroppo l'Italia è cosi, non per questo ricercatori e in questo caso ing e arch spesso vanno all'estero a insegnare e lavorare, credete sia solo una questione di soldi, o forse anche perchè vengono apprezzati e considerati molto di più
isobitis
CITAZIONE(maxluc @ Jun 16 2007, 01:57 PM) [snapback]394179[/snapback]
Se non ho capito male stiamo parlando di architettura e design,
quindi si parla di un qualcosa di creativo .
Le idee ho ci sono oppure sei uno dei tanti.
La conoscenza del pensiero di grandi architetti e dei materiali puo' aiutare,ma la
creativita' non si studia e non c'e' programma che la sviluppa
IL miglior corso fare un bel tirocinio con poche pretese presso qualche studio.
Per elaborare un progetto basta una matita e un pezzo di carta.
Non bisogna mai dimenticare che il computer fa quello che gli dici di fare.

ciao



E' proprio questo il punto. Tu puoi avere tutte le idee che vuoi, ma se non sai come gestirle restano nella tua mente. Adesso l'architettura sta cambiando e certe cose non riesce a farle se non hai i mezzi idonei.
Ci sono forme che richiederebbero troppi sforzi mentali per arrivarci con la mente e altre forme che nascono nella nostra mente che invece richiederebbero troppi sforzi utilizzando il disegno tradizionale. Per i primi aiuta l'architettura generativa e per i secondi software di cui parlato precedentemente.
E' ovvio che cmunque la bravura dell'architetto sta anche nel gestire il prodotto finito o capire che cosa serve ad una determinata richiesta.
maxluc
Di seguito allego uno stralcio da un articolo riguardante l'architettura
che condivido pienamente.


"I grandi Architetti, quelli che fanno la cultura Architettonica, sono quelli che sono morti, o quelli che sono diventati delle star, dieci nel mondo più o meno… Quasi tutti gli altri sono ostaggi o complici! Per diventare un grande Architetto, per essere vivente, come Le Corbusier, Tadao Ando, o Viollet Leduc che non misero mai i piedi in una scuola, bisogna osare non ricusare l'insegnamento sbagliato dei professori dell'architettura."


http://www.antithesi.info/testi/testo_2.asp?ID=367
smile.gif
Macphisto
CITAZIONE(Pier85 @ Jun 16 2007, 03:50 PM) [snapback]394231[/snapback]
per Macphisto

concordo abbastanza con te, ma non è che adesso la progettazione di R Piano, sia una delle migliori, prima di tutto ci sono abbastanza voci che affermano che l'auditorium della musica a Roma non ha una buona acustica, e siceramente non lo sò perchè non ci sono stato. Ma lasciano perdere la questione che i suoi progetti siano buoni, è l'unico studio di progettazione conosciuto a livello internazionale anche se secondo me, R Piano è più un impreditore che un architetto.
Vuoi paragonare R Piano con Tadao Ando o Zaha hadid, hai visto rispettivamente gli ultimi progetti delle zone redenziali a Bologna e dell'edificio in Sardegna, altro che Renzo Piano va a pranzo con il ministro della salute per un nuovo ospedale a Roma. Che poi all'estero non è che abbia fatto chissa che cosa....
Non ha fatto chissà cosa??? Ma ne sei convinto eek.gif? Casomai in Italia ha lavorato poco biggrin.gif

Comunque il mio riferimento era dovuto al fatto che i concorsi non si vincono con i render fotorealistici o chissà che animazioni da ILM, non è la tecnica rappresentativa che fa vincere un progetto piuttosto di un altro. Anche Ando o Zaha Hadid non sono tra quelli che il render è un punto in più, è sempre il progetto in primo piano.
ALe2x72
CITAZIONE(maxluc @ Jun 16 2007, 06:28 PM) [snapback]394315[/snapback]
Di seguito allego uno stralcio da un articolo riguardante l'architettura
che condivido pienamente.
"I grandi Architetti, quelli che fanno la cultura Architettonica, sono quelli che sono morti, o quelli che sono diventati delle star, dieci nel mondo più o meno… Quasi tutti gli altri sono ostaggi o complici! Per diventare un grande Architetto, per essere vivente, come Le Corbusier, Tadao Ando, o Viollet Leduc che non misero mai i piedi in una scuola, bisogna osare non ricusare l'insegnamento sbagliato dei professori dell'architettura."
http://www.antithesi.info/testi/testo_2.asp?ID=367
smile.gif


Io invece trovo questo articolo un po' demagocico, superficiale e generalista.
Io sono una di quelle persone convinte che non dovrebbe esserci separazione tra ricerca, insegnamento e professione in architettura come in altre materie e il ministero che fa? Sta distinguendo le università italiane in "teaching university" e "research university". Ma cosa insegneranno mai tra 2 anni le università che non fanno ricerca?
Purtroppo ci sono 2 problemi per attuare il mio intento: la mancanza di basi culturali adeguate negli studenti (non sono affatto stupidi, purtroppo la scuola non ha insegnato loro ciò che avrebbe dovuto) che mi obbliga a partire quasi sempre dalle basi e il fatto che la sperimentazione in architettura si chiama costruzione, e non c'è teoria che non possa essere dimostrata in architettura se non costruendo qualcosa.
Poi la trita storia che i migliori se ne sono andati è un preconcetto assurdo... sia perchè ci sono giovani talenti e studi al massimo della loro carriera che stanno producendo cose davvero interessanti e anche perchè i "grandi maestri" hanno anche loro, tra un colpo di genio e l'altro, fatto roba impresentabile.
I talenti si sviluppano anche nonostante la scuola, ma la scuola esiste per tutti, non solo per loro. E per migliorare il panorama architettonico che vediamo non bisogna istruire i nuovi Piano, o i nuovi Van Berkel (certo che quando capitano.. è una bella occasione), ma il restante gruppo che andrà a progettare il 90% del costruito. Poi nell'insegnamento stesso esistono scuole di pensiero diverse che portano comunque a risultati di qualità.
Una ultima precisazione: c'è un equivoco molto comune riguardo all'architettura contemporanea, e cioè giudicarla principalmente da fattori formali, mentre questo, in tantissimi casi, non è che la punta dell'iceberg di un progetto, il prodotto di un processo in cui agiscono molte altre variabili. Mi rendo conto di "buttare il sasso" da un certo punto di vista, è solo che come sempre questo spazio (e la sola scrittura) sono mezzi limitati per spiegare concetti complessi, ci provo, ma la semplicità nello spiegare la complessità è dote solo del genio.

@ isobitis: avrei bisogno di contattarti per uno scambio di opinioni "accademiche". Non posso mandarti un PM (non sono utente gold o silver o platinum), ma puoi trovarmi su Skype con lo stesso nick del forum.
c_dere
riguardo a chi aveva chiesto se esistano corsi, nella specialistica di architettura I di torino c'è un laboratorio su grid shell e free form in cui si usano (o meglio, si possono usare, è molto libero) script generativi e qualcueqnue altra sperimentazione. a patto però di controllare gli esiti, di riuscire a fare un qualcosa di realistico strutturalmente e tecnologicamente. lab non tenuto in modo ottimale daai docenti finor,a diciamo, ma estremamente valido se sei abb autonomo da riuscire a spremerlo e sfruttarlo happy.gif
isobitis
@ c dere:
di che script parli? Sono script utilizzati in qualche software, tipo 3dstudio o sono veri e propri programmini stand alone che posso trovare in quelche sito?
Comunque, come dici tu, ovviamente la finalità dell'utilizzo di questi programmi generativi è quella di ottenere qualcosa che possa essere realizzata, vissuta e inserita in un contesto vero. Io sono contrario alle cose fatte solo per essere messe su una rivista e che poi non servono a niente.

@ macphisto:
non sono proprio d'accordo sul fatto che la Hadid non punti al risultato grafico, specie per la sua formazione e il suo mentore, che era principalmente un pittore. Del resto non sempre le architetture di Hadid (molto più belle dal vero che non nella carta stampata) sono fedeli a ciò che si vede nei render.
Per tadao ando sono pienamente d'accordo con te.
Macphisto
CITAZIONE(isobitis @ Jun 17 2007, 02:06 AM) [snapback]394473[/snapback]
non sono proprio d'accordo sul fatto che la Hadid non punti al risultato grafico, specie per la sua formazione e il suo mentore, che era principalmente un pittore. Del resto non sempre le architetture di Hadid (molto più belle dal vero che non nella carta stampata) sono fedeli a ciò che si vede nei render.
Per tadao ando sono pienamente d'accordo con te.
Aspetta aspetta.... non sto dicendo che non punti sul risultato grafico, ma che non punta al fotorealismo come si può dire di almeno buona parte dei grandi nomi, visto che in qualche post precedente prima si era parlato di render e animazioni spettacolari come se fossero la panacea di tutti i mali per vincere i concorsi wink.gif
Frjariello
In italia i problemi sono tanti, qui si parla di architettura generativa, quando poi in soprintendenza per sostituire un tetto cadente, bisogna quasi supplicare l''Architetto' di turno, oppure dove si viene 'obbligati' a realizzare in pise' (muratura a terra cruda) dei nuovi laboratori scientifici, nonostante poi vengano intonacati o pannellati... e comunque nonstante tutto cio', non sono cosi' convinto che l'architettura italiana sia indietro, tutto e' molto relativo, ma sicuramente, rispetto ai post che leggo, sono convinto che l'architettura migliore non sia quella piu' complessa o piu' tecnologiacamente avanzata, non sono la persona adatta a fare lezioni di storia o di spazialita', ma vi invito a non farvi abbagliare dalla 'moda' o dalla spettacolarita' di certe opere...

bye bye
c_dere
CITAZIONE(isobitis @ Jun 17 2007, 02:06 AM) [snapback]394473[/snapback]
@ c dere:
di che script parli? Sono script utilizzati in qualche software, tipo 3dstudio o sono veri e propri programmini stand alone che posso trovare in quelche sito?
Comunque, come dici tu, ovviamente la finalità dell'utilizzo di questi programmi generativi è quella di ottenere qualcosa che possa essere realizzata, vissuta e inserita in un contesto vero. Io sono contrario alle cose fatte solo per essere messe su una rivista e che poi non servono a niente.

nel corso si usa rhino, ma si può utiliizare qualunque altro sw, a scelta dello studente. conta che però non venogno insegnati praticamente...anche per questo è un corso che funziona se sei uno studente molto autonomo, lì trovi appigli ecc ma non il resto. la cosa buona però è che viene abbastanza affrontato l'aspetto concettuale di questo tipo di progettaione, che come frjariello giustamente fa notare e sul quale siamo tutti d'accordo, è la parte che distingue la mooda dall'evoluzione.
isobitis
grazie c dere.

Concordo con questi ultimi post. E' la spazialità, l'inserimento sociale e fisico (non sempre), la vivibilità che deve essere al centro di tutto. Quello che comunque penso sia interessante è capire se è possibile e come arrivare a questi obiettivi utilizzando altre strade, non convenzionali.
Così facendo non voglio dire comunque che si utilizzerebbero metodi migliori, ma nuovi e, in quanto tali, penso che possano portare a nuove architetture, non solo dal punto di vista della forma, ma soprattutto spaziale. Inoltre, il fatto di sperimentare e voler realizzare nuove architetture porta ad una crescita notevole da parte dei grossi studi di ingegneria e delle imprese.
tota76
Quoto alla grande c dere.

Fare architettura, senza tralasciare la teoria.

Penso che all'universita non ti debbano insegnare un sw, ma piu di uno Base di Autocad, Rhino ·dmax e Maya per esempio, non dico a fono ,quello é un lavoro personale, poi in un secondo tempo scripting e programmi parametrici (almeno 1), com i vecchi corsi di disegno, ti insegnano le basi, qualche tecnica , poi sta all alunno aprofondirla,
penso sia importantissima la tecnica, naturalmente suportata da uno buona teoria, e dal buon senso personale.

ho notano che a torino c'é molto fermento, non sapevo che si insegnasse alla uni sciprting.. ecc..
vesi il blog di andrea graziano, apiusurface...

finalmente ci stiamo svegliando anche in italia.
siamo un pó.. molto indietre eh!
tota76
CITAZIONE(Frjariello @ Jun 17 2007, 10:53 PM) [snapback]394767[/snapback]
In italia i problemi sono tanti, qui si parla di architettura generativa, quando poi in soprintendenza per sostituire un tetto cadente, bisogna quasi supplicare l''Architetto' di turno, oppure dove si viene 'obbligati' a realizzare in pise' (muratura a terra cruda) dei nuovi laboratori scientifici, nonostante poi vengano intonacati o pannellati... e comunque nonstante tutto cio', non sono cosi' convinto che l'architettura italiana sia indietro, tutto e' molto relativo, ma sicuramente, rispetto ai post che leggo, sono convinto che l'architettura migliore non sia quella piu' complessa o piu' tecnologiacamente avanzata, non sono la persona adatta a fare lezioni di storia o di spazialita', ma vi invito a non farvi abbagliare dalla 'moda' o dalla spettacolarita' di certe opere...

bye bye


ma... guardando il panorama mondiale, gli italiani non mi sembrano i piu significativi e da prendere come esempio, il cavallo di battagli é renzo piano , il che é tutto dire, anche se ho notato che c'é poi di un "giovane" (sotto i 40 si intende) che si diferenzia, inoltre non è una questione di moda, e solo una questione di ricerca di libertá formale, io credo che si puo fare una buonissima architettura anche con i tetti a falde e perche no anche essendo originale.

comunque credo che in italia é la media dell'architettura che si produce che ha una bassa qualitá, a livello architettonico, basta farsi una passeggiata in una qualsiasi cittá italiana pe poi andare in una cittá francese, inglese, spagnola che ti capita di vedere architetture interessanti.. (parlo del 900) e dici ma in italia perche no, sara il peso di michelangelo , borromini, palladio e compagnia bella?









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Frjariello
CITAZIONE(tota76 @ Jun 26 2007, 07:37 PM) [snapback]400279[/snapback]
comunque credo che in italia é la media dell'architettura che si produce che ha una bassa qualitá, a livello architettonico, basta farsi una passeggiata in una qualsiasi cittá italiana pe poi andare in una cittá francese, inglese, spagnola che ti capita di vedere architetture interessanti.. (parlo del 900) e dici ma in italia perche no, sara il peso di michelangelo , borromini, palladio e compagnia bella?


Il mio riferimento al tetto a falda, voleva intendere proprio questo, ovvero che se una semplice sostituzione di un tetto cadente viene ostacolato dalle soprintendenze, ti lascio immaginare cosa accade quando proponi di aprire una scala in acciaio e vetro in un edificio vincolato... la cosa triste e' che questa ostilita' ce l'hanno solo versi i signor nessuno, mentre se arriva un progetto firmato dall'architetto conosciuto, magari anche solo a livello locale, vi si permettono scempi di ogni tipo! (ne ho purtroppo uno tra le mani proprio in questi giorni)
Detto questo, ritengo che la buona architettura, non passa solo attraverso i grandi nomi, e quindi seppur a livello internazionale l'unico nome italiano che 'gira' e' quello di Renzo Piano, e' altresi' vero che di buoni architetti italiani ce ne sono lo stesso, qualche settimana fa ad esempio ho assistito ad una conferenza dell'arch. Cucinella, che seppur discepolo di Piano, mi sembra faccia della buona architettura anche a livello internazionale senza che il suo nome sia tra i piu' blasonati, lo stesso si puo' dire di Dante O. Benini, anche se gia' piu' conosciuto, e ce ne sono ovviamente altri...
Ma a volte mi capita anche di vedere piccoli interventi, senza firma e comunque ben fatti, alla fine basta farsi un giro su europaconcorsi e vedere un po' di progetti per trovare delle belle cose... ovviamente questo vale in italia come all'estero, quello che voglio dire e' che non si puo' giudicare la qualita' architettonica solo per i grandi nomi, mi concentrerei piu' su un giudizio delle istituzioni nazionali e sulla loro volonta' di far realizzare architetture di qualita'.

bye bye
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