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Versione completa: Parlando Di Design
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Pagine: 1, 2
ivan
Visto che il post "ma quanti veri designer" ha avuto un discreto successo vorrei continuare la discussione ponendo questa volta
come oggetto il prodotto del designer: il DESIGN.
Secondo voi che ruolo ha e come intendete lo studio di design nella progettazione di un prodotto?
O ancora meglio, che cosa è il design? perchè è nato? è un valore aggiunto o fondamentale nella progettazione?
Io, per ora, non mi pronuncio...
Sono curioso...
Ciao hello.gif
Ivan
raffus
Ciao Ivan,in effetti una risposta esauriente dovrebbe richiedere parecchie pagine,.....dato che purtroppo non dispongo di tutto questo tempo diciamo che dovrei cominciare con il Bauhaus...e proseguire con l'era dell'industrializzazione e... psicologia applicata dell'effimero ecc.ecc.....oppure ti rimanderei volentieri al mio primo post "Poltrona Multimediale" e se hai tempo dimmi cosa ne pensi!
hello.gif
Alcoor
il design per me è dare una "forma" ad un prodotto che cerchi di renderlo bello, funzionale ergonomico ecc...
Per esempio un apribottiglie potrebbe essere composto da 4 parti tutte molto semplici ma con il design si cerca di adattare una certa forma alla funzione che deve svolgere e anche viceversa, cioè cercare di modellare a nostro piacimento una parte che però deve svolgere una precisa funzione.
Il discorso invece delle emozioni che un oggetto deve dare invece per me non ha senso perchè ognuno di noi è diverso, io mi potrei emozionare per un crick della talbot ma a vedere la gioconda potrebbe venirmi la noia...quindi non vale la pena disegnare pensando alle emozioni che si vuol far provare, l'importante è trascrivere quelle che si vogliono far vedere.
So che sono incasinato come spiegazione ma è quello che nel mio cervello galleggia in questo momento...sono uno di quelli senza laurea e che quindi una definizione di design la deve dare di propria parola wink.gif

ciaoo!

P.S. molto bella la domanda che hai fatto, non vedo l'ora che il post prosegua!ciau!
alligaunal
QUOTE(raffus @ Sep 20 2005, 03:26 PM)
Ciao Ivan,in effetti una risposta esauriente dovrebbe richiedere parecchie pagine,.....dato che purtroppo non dispongo di tutto questo tempo diciamo che dovrei cominciare con il Bauhaus...e proseguire con l'era dell'industrializzazione e... psicologia applicata dell'effimero ecc.ecc.....oppure ti rimanderei volentieri al mio primo post "Poltrona Multimediale" e se hai tempo dimmi cosa ne pensi!
hello.gif
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e alla domanda :è un valore aggiunto o fondamentale nella progettazione?

Rispondo che per me è contemporaneamente un valore aggiunto e fondamentale alla progettazzione....anche se anche qui ci sarebbe da discutere parecchio....perchè dipende dalla natura e dalla linea guida del progetto...parlare di progettazione non è presiso, in questo modo settorializzi troppo il design in una sotto categoria mentre fare un oggetto di design vuol dire progettarlo.... smile.gif "la progettazione è la stessa sia per un cucchiaio che per una città "" Carlo Scarpa" sono le variabili in gioco che cambiano ma pur sempre di progettazione si parla...ecco perchè credo che la domanda per come è posta abbia del PARADOSSALE....
salut
Nithaiah
oh signore.. non posto mai su questo forum, pur visitando regolarmente le gallerie dei vostri elaborati smile.gif
però questo topic mi interessa


Dare una definizione di Design è secondo me impossibile. Vorrebbe dire cercare di teorizzare in una frase qualcosa che ha infinite sfaccettature.
Però penso che, inteso senza altre accezioni, senza 'industriale' 'della moda' 'degli interni' il design dal mio punto di vista è semplicemente la concretizzazione di un'idea, maturata dall'aggregazione dei segnali che il mondo trasmette al progettista.
Design è soprattutto trovare un'idea che soddisfi il bisogno di qualcuno, e che poi assume una forma.
Un bisogno che può andare dal semplice appagamento di uno status sociale alle ben più complesse necessità di un piano cottura per non vedenti.
smile.gif
Alcoor
in effetti anche secondo me trovare una definizione è un po' assurdo.come dire quando è nato ecc ecc...
ivan
[quote=Nithaiah,Sep 20 2005, 03:51 PM]
oh signore.. non posto mai su questo forum, pur visitando regolarmente le gallerie dei vostri elaborati smile.gif
però questo topic mi interessa

sono commosso crying.gif

Dare una definizione di Design è secondo me impossibile. Vorrebbe dire cercare di teorizzare in una frase qualcosa che ha infinite sfaccettature.

dai dai uno sforzo: chissa che non esca una frase "modello" che rimanga su questo forum come "massima"
(@ D@ve, come per le immagini potremmo fare una Gallery delle frasi più celebri!)
ivan
QUOTE(Alcoor @ Sep 20 2005, 04:14 PM)
in effetti anche secondo me trovare una definizione è un po' assurdo.come dire quando è nato ecc ecc...
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in realtà quando è nato è stato per esigenza e nessuno si era accorto di lui non esiste una data precisa ma una legge inglese che "battezza" la sua nascita
dade
ciao a tutti,
io mi sono laureato in architettura con una tesi in disegno industriale, e, maturata questa esperienza, mi viene da dirvi che il disegno industriale, o design, oggi, non è una parte della progettazione, nè fondamentale nè di valore aggiunto, ma è progettazione. il designer, quello vero, è colui che conosce ed è capace di controllare tutti i processi ideativi e realizzativi del prodotto seriale (da cui l'aggettivo industriale). Deve partire da un bisogno, e trasformarlo in un oggetto attraverso funzione, performances dei materiali, forma, costi ecc...
MmAaXx
il design dovrebbe essere semplicemente una soluzione intelligente ed economica ad un problema reale , cio che ne esce è un oggetto di design e chi l'ha pensato è un designer.

oggi un oggetto di design è tale se ha passato certi vincoli di marketing e di producibilità, se qualche rivista ha pubblicato il tuo progetto e se ha vinto qualche premio o concorso.
Gabriele
Il design è la risposta dell'uomo ai vincoli dell'ambiente che lo circonda...siano essi ideologici, pratici o estetici.
Alcoor
io vedo il designer più come un artista, quello che si occupa di fare lo schizzo a matita di un dato oggetto.Un designer per me dovrebbe essere come un giotto o un Michelangelo...Poi la parte della progettazione e della risoluzione dei problemi di realizzazione la lascerei agli ingegneri.Ma non è molto comodo...e forse troppo incasinato.
HecK
il DESIGN non esiste più devil.gif
Come del resto anche il "Made in Italy" ce lo stiamo giocando definitivamente.

Cos'è il DESIGN?
... oggi come oggi è fumo negli occhi di chi compra.

Cos'era il DESIGN?
Era l'ideare una forma conoscendo i metodi produttivi industriali e artigianali.
Tant'è che l'oggetto prendeva forma in "attrezzeria" e non sui computer.

Oggi "il designer" tira fuori quello che ha in testa
e poi via ... si stampa in Cina a quattro lire e s'invade il mercato.

Ovviamente qualcuno non sarà d'accordo ... sicuramente qualche designer
AHAHAHAHAHAHAH laugh.gif
HecK
PS: tanto adesso c'è il CAD-CAM (magari a 5 assi) passando per la stereolitografia.
Alcoor
in ambito aeronautico, il design è oggi molto importante, specialmente per quello che riguarda gli aerei privati (quelli per i migliardari...)
ma negli aerei della seconda guerra mondiale era un lato del tutto trascurato.dove era la differenza?
HecK
Ma parli dell'aerodinamica o degli interni degli aerei????
gurugugnola
e una volta c'era la matita, le morse per piegare il legno e i turni lavorativi nelle fabbriche europee erano di 15 ore giornaliere... ma non capisco bene cosa centri il tuo sfogo contro la tecnologia e l'economia cinese con la ricerca di una definizione di design blink2.gif
Brian May
QUOTE(ivan @ Sep 20 2005, 02:25 PM)
Visto che il post "ma quanti veri designer" ha avuto un discreto successo vorrei continuare la discussione ponendo questa volta
come oggetto il prodotto del designer: il DESIGN.
Secondo voi che ruolo ha e come intendete lo studio di design nella progettazione di un prodotto?
O ancora meglio, che cosa è il design? perchè è nato? è un valore aggiunto o fondamentale nella progettazione?
Io, per ora, non mi pronuncio...
Sono curioso...
Ciao hello.gif
Ivan
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Ti rispondo io, che non sono design ma piano piano ci stò arrivando....o meglio lavoro in un'azienda che sviluppa prototipi e per quanto riguarda il design la cosa è mooooolto complessa...non basta una cosa bella da vedere...da quello che ho capito fino ad adesso l'oggetto deve essere prima di tutto funzionale, ossia deve corrispondere in pieno a quello che il committente vuole, poi cercare di renderlo il più presentabile possibile, anzi dargli una forma bella da vedere che magari faccia capire anche la sua funzione...difficile si, ma i veri designer riescono a fare tutte e due le cose nel migliore dei modi, io per adesso mi stò impegnando nel risolvere nel migliore dei modi la funzionalità smile.gif

QUOTE
PS: tanto adesso c'è il CAD-CAM (magari a 5 assi) passando per la stereolitografia.


Il mio pane quotidiano biggrin.gif
HecK
Il mio mica era uno sfogo. Vedo di riassumerlo:
Oggi come oggi un cavatappi viene definito "di design" se ha una forma
originale ed insolita (anche se magari funziona malissimo!)
e questa solitamente è la prassi per chi produce in Cina.

C'era una stretta relazione tra QUALITA', FUNZIONE (chiamala pure ergonomia) e la FORMA.
Oggi la FORMA viene prima di tutto: la produzione che sia dove sia.
MmAaXx
signori il made in italy, è finito negli anni 80!!! è 20 anni che non esiste piu...e siamo ancora qui a farci i pompini a vicenda su sta roba (pulp fiction)
HecK
Certo è morto e sepolto (quello vero), ma chissà perchè all'estero quella scrittina "Made in Italy" ci fa vendere ancora vagonate di roba.
florenceale
QUOTE
come oggetto il prodotto del designer: il DESIGN.
Secondo voi che ruolo ha e come intendete lo studio di design nella progettazione di un prodotto?
O ancora meglio, che cosa è il design? perchè è nato? è un valore aggiunto o fondamentale nella progettazione?
Io, per ora, non mi pronuncio...
Sono curioso...
chiamare l'industrial design - "design" è come chiamare autocad "cad" tongue.gif

se mi parli di design e basta non parli di niente, perchè significa quello che significa in italiano "disegno", con un accezione un po' diversa che include anche qualcosa che suona come stile.
Se mi parli di industrial design, esiste già una storiografia diffusa e largamente condivisa, che comprende il più delle volte gli stessi oggetti chiave e le stesse storiche tappe...
...e anche se non esiste una definizione unica, e non può nemmeno esistere a mio avviso, esiste una larga convergenza sul concetto di industrial design, se hai fatto qualche scuola di design dovresti saperle certe cose...


QUOTE
signori il made in italy, è finito negli anni 80!!! è 20 anni che non esiste piu...e siamo ancora qui a farci i pompini a vicenda su sta roba (pulp fiction)


max...sei sempre il solito casinista biggrin.gif ...dai ci sono ancora delle aziende stupende nell'interland di milano dove vivi tu smile.gif ...e qualche mostro dell'architettura e del design per fortuna è ancora in vita...

bella la citazione di Alli di Scarpa...

CIAO CIAO
goemon
QUOTE(MmAaXx @ Sep 20 2005, 05:02 PM)
signori il made in italy, è finito negli anni 80!!! è 20 anni che non esiste piu...e siamo ancora qui a farci i pompini a vicenda su sta roba (pulp fiction)
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Ecco la frase apocalittica...non so che frequentazione hai dell'ambiente ma il made in Italy è vivissimo...e ancora...moltissime produzioni internazionali (svedesi, giapponesi, etc) utilizzano nostri designer(pagandoli profumatamente) e pagandoli anche di più proprio perchè rinuncino a mettere il proprio nome...
Alcoor
parlavo anche dell'esterno degli aerei ma più dell'interno ovviamente.non è tutta aerodinamica anche se le forme disegnate dal vento sono sempre bellissime...
Nithaiah
QUOTE
chiamare l'industrial design - "design" è come chiamare autocad "cad"


non sono molto d'accordo
già partire con il dire che si chiedesse una definizione di "industrial design" è errato a mio parere smile.gif

ecco la mia personale definizione, da studente direi

Design è la spinta creativa a risolvere un bisogno umano, partendo da un'idea e concretizzandone eticamente la forma smile.gif

che poi questa forma divenga un sito, un orologio, una bicicletta, un paio di scarpe, una lampada, un divano.. non cambia molto, è la fase di prgettazione che porta dall'acquisizione del problema alla sua soluzione che fa del Design quello che è, IMO smile.gif
MmAaXx
QUOTE(goemon @ Sep 20 2005, 06:27 PM)
Ecco la frase apocalittica...non so che frequentazione hai dell'ambiente ma il made in Italy è vivissimo...e ancora...moltissime produzioni internazionali (svedesi, giapponesi, etc) utilizzano nostri designer(pagandoli profumatamente) e pagandoli anche di più proprio perchè rinuncino a mettere il proprio nome...
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allora, per made in italy intendo prodotto fatto in italia, non disegnato in italia.

Io fortunatamente faccio parte della categoria sono italiano sono bravo pagatemi e vi disegno l'oggetto del desiderio.

La scena cmq è diventata competitiva di brutto....

e cmq ripeto il made in italy puro è morto 20 anni fa insieme alla "milano da bere" e a Jerry Cala.....certo fatta eccezione per alcuni nomi che tutti noi conosciamo, ma con il colosso cinese, la piccola azienda che ti cuce le scarpe o che ti fa la maglietta o la ranocchietta da mettere nella vasca da bagno... fallisce o apre in cina che gli costa meno. blush.gif
florenceale
design fondamentalmente significa disegno, che ovviamente poi abbraccia vari campi. Poi che tu lo rivesta di un significato che si avvicina quasi all'arte non è nemmeno un errore in certi casi.


Però o si fa un discorso molto lato o si fa un discorso di settore, che non mi sembra sbagliato nemmeno quello sinceramente e che da come era posta la domanda non era nemmeno molto chiaro...


Ti faccio una domanda...visto come la intendi tu...chi fa un oggetto di scarso valore o un oggetto "di moda", o un oggetto di "stile" che molti contrappongono al design, senza una particolare genialità, fa design o no?...


...non mi vorrei dilungare comunque in questa disc, mi sembra un po' fatta per farci attorcigliare happy.gif ...
MmAaXx
QUOTE(florenceale @ Sep 20 2005, 09:35 PM)
design fondamentalmente significa disegno
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no , significa progetto. cmq te la faccio passare. laugh.gif laugh.gif e ti quoto in pieno per tutt ocio che hai detto dopo! wink.gif
ivan
QUOTE(dade @ Sep 20 2005, 04:32 PM)
ciao a tutti,
io mi sono laureato in architettura con una tesi in disegno industriale, e, maturata questa esperienza, mi viene da dirvi che il disegno industriale, o design, oggi, non è una parte della progettazione, nè fondamentale nè di valore aggiunto, ma è progettazione. il designer, quello vero, è colui che conosce ed è capace di controllare tutti i processi ideativi e realizzativi del prodotto seriale (da cui l'aggettivo industriale). Deve partire da un bisogno, e trasformarlo in un oggetto attraverso funzione, performances dei materiali, forma, costi ecc...
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bella definizione biggrin.gif
ivan
se mi parli di design e basta non parli di niente, perchè significa quello che significa in italiano "disegno", con un accezione un po' diversa che include anche qualcosa che suona come stile.

Su questo non sono per nulla d'accordo, l'equazione sarebbe design=0 industrial design = tutto ciò che è prodotto in serie X 0 = 0

Se mi parli di industrial design, esiste già una storiografia diffusa e largamente condivisa, che comprende il più delle volte gli stessi oggetti chiave e le stesse storiche tappe...
...e anche se non esiste una definizione unica, e non può nemmeno esistere a mio avviso, esiste una larga convergenza sul concetto di industrial design, se hai fatto qualche scuola di design dovresti saperle certe cose...

va bene, tu che sei erudito illuminaci: quali sono queste larghe convergenze?
ivan
ecco la mia personale definizione, da studente direi

Design è la spinta creativa a risolvere un bisogno umano, partendo da un'idea e concretizzandone eticamente la forma smile.gif

che poi questa forma divenga un sito, un orologio, una bicicletta, un paio di scarpe, una lampada, un divano.. non cambia molto, è la fase di prgettazione che porta dall'acquisizione del problema alla sua soluzione che fa del Design quello che è, IMO smile.gif
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concordo pienamente, prima di tutto c'è il design (da non confondere con la sua traduzione semplicistica letteraria "disegno") inteso come spinta creativa umana nella realizzazione di manufatti, che c'è sempre stata e che sempre ci sarà. Poi nell'era industriale si sviluppa l'industrial design che ha come oggetto la progettazione di tutto ciò che sarà prodotto in serie.
ivan
QUOTE(florenceale @ Sep 20 2005, 09:35 PM)
design fondamentalmente significa disegno
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Questa in università era quasi considerata una bestemmia.
Ricordo che chi traduceva design=disegno all'esame di storia veniva bocciato su due piedi.
Purtroppo è una leggerezza comune, proprio ieri parlando con un collega (architetto quindi non del tutto estraneo alla cosa) mi ha detto: " tu cosa sei? designer? disegnatore no?"
Come no? ho affrontato 6 anni di studi accademici e un dottorato di ricerca nel settore dei trasporti, con 5 anni di lavoro nel campo della progettazione per diventare disegnatore cad (che poi non sono nemmeno un drago in autocad)
Brian May
Da quello che ho visto fino ad ora molti si definiscono "Designer" solo perchè fanno un oggetto particolare e bello da vedere, non sapendo minimamente cosa c'è dietro alla sua realizzazione...

Il designer secondo me non deve solo cercare di fare qualcosa di bello e funzionale, ma anche tenere conto di tutti i processi che stanno dietro alla realizzazione del prodotto che sta creando...tutti sono capaci di fare qualcosa di bello con un 3D, ma quello di cui molti non tengono conto è come si andrà a realizzare o quanto costerà realizzarlo, ed è questo uno dei fattori che personalmente ritengo importantissimo...
In un periodo in cui l'oriente ci stà per mettere sottoterra su molti punti di vista non basta solo che su un progetto ci sia la mano di un designer italiano ad assicurare la popolarità di tale oggetto, ma ci deve essere lo studio di tutti i processi che porteranno allo sviluppo e alla produzione dell'oggetto
florenceale
QUOTE
Questa in università era quasi considerata una bestemmia.
Ricordo che chi traduceva design=disegno all'esame di storia veniva bocciato su due piedi.
Purtroppo è una leggerezza comune, proprio ieri parlando con un collega (architetto quindi non del tutto estraneo alla cosa) mi ha detto: " tu cosa sei? designer? disegnatore no?"
Come no? ho affrontato 6 anni di studi accademici e un dottorato di ricerca nel settore dei trasporti, con 5 anni di lavoro nel campo della progettazione per diventare disegnatore cad (che poi non sono nemmeno un drago in autocad)


beh vallo a dire a chi ha chiamato le scuole di industrial design scuole di disegno industriale e non di progetto o di pianificazione industriale...
...comunque ho preso già un paio di dizionari e la traduzione disegno c'è, anche se sul garzanti che è più completo riporta anche altre accezioni, tra cui progetto come aveva detto max...
...lo so comunque che disegno come lo intendiamo noi in inglese si dice draft o sketch nel caso dello schizzo...
...diciamo che non esiste un termine in italiano che può tradurre anche alla lettera la parola...

...per il resto ok, ognuno ha la sua opinione ci mancherebbe, però se uno pretende di dettare le linee guida come fai tu deve essere un tantino preciso, il design è tutto, l'industrial-design è una parte del design, all'inizio tu hai detto che si fa risalire l'inizio del design a un legge inglese (che mi piacerebbe citassi) e poi dici che il design è sempre esistito...EHEHE... biggrin.gif ...
gurugugnola
Leggendo i vari post ho trovato diverse definizioni o parte di esse con cui mi sono trovato concorde. Mi sembra che per certi versi la domanda sia stata risposta.
In molti ho letto che il design da (o dovrebbe dare) delle risposte a dei bisogni, ora vorrei proporvi anche le mie domande che mi sorgono spontanee sfogliando una qualsiasi rivista di design...
"Ma l'uomo moderno ha un reale bisogno di questa vastità d'oggetti, di tutte questi modelli di sedie/lampade/divani/ o quant'altro?" Da notare tutti progettualmente validi ma che differiscono spesso solamente per forma e prezzo!
Ed è eticamente giusto parlare di progettazione ecosostenibile (tema tanto in voga negli ultimi anni) quando il mercato (e di conseguenza anche i designer) propone oggetti con una vita relativamente breve o accorciata in confronto agli standard a cui eravamo abituati?

Quello che mi (e vi) sto chiedendo è se la "produzione di design" ora come ora abbia un plus-valore o anche solo un valore... considerando che l'80% della popolazione (non del settore che probabilmente è attratta da questo o da quel prodotto xchè a visto una rubrica sul tg2 o su "donna moderna" o arreda la propria casa in base all'arredamento scelto per la casa del "Grande fratello") non ha la minima idea di cosa sia un oggetto di design, mi viene d'affermare che il designer da risposte a bisogni che "l'uomo di strada" ignorava di avere mellow.gif .

Quello che mi sembra d'assistere è una deriva verso il mondo della moda, avremo una collezione "alessi" o "Citterio" primavera/estate autunno/inverno? (tanto per nominare 2 aziende affermate tongue.gif )
ivan
Premetto che non sono così presuntuoso da voler dettare le leggi del design, ho iniziato questa discussione
per continuare quella precedente visto che a molti era piaciuta.
Preferivo non prendere parte alla discussione perchè volevo partecipare come spettatore ma nei post precedenti
ho scritto una contraddizzione e mi vengono chieste delle spiegazioni.

Quando è nato il design? quando l'uomo, spinto da esigenze primarie, ha plasmato un oggetto utilizzando
la sua creatività e la sua manualità, un prodotto in grado di dare una valida risposta alla sue esigenze.
Se vogliamo una lancia primitiva può essere un primo oggetto di "design primitivo". A creta, nel palazzo di Knosso
esiste un trono realizzato con linee ergonomiche, se non è questo un oggetto di design... eppure il concetto di
ergonomia non era stato ancora formulato.
E'un pò come parlare della nascità dell'arte, esistono delle correnti che hanno un padre fondatore, una data di nascita
ma l'arte nasce da un istinto creativo del genere umano, l'arte come il design nasce insieme all'uomo accompagnandolo
(a volte inconsciamente) per tutta la sua esistenza. Banalmente, tutto ciò che è fatto dall'uomo nasce con l'uomo.

Quando parlavo di una data di nascita mi riferivo ad una legge inglese dell'età dell'industrializzazione
(citata nel libro Maldonado "Disegno Industriale un riesame") dove si imponeva una sorta di involcro di protezione alle macchine
da lavoro per evitare incidenti agli operai. Nasce volontariamente la carrozzeria intesa prima come "protezione"
dagli organi interni in movimento, evolvendosi poi nella fisionomia estetica di una macchina da lavoro, di un automobile di
una macchina da scrivere ecc ecc.
Anche qui la storia si ripete:
Esigenza primaria = protezione e sicurezza nell'ambiente di lavoro
Soluzione induttiva e creativa umana = carrozzeria di protezione
Maldonado definisce con questa legge l'inizio della progettazione e della produzione di "carrozzerie" protettiva prima considerate
un inutile spreco di materiale e di tempi di realizzazione.

Spero di essere stato sufficientemente chiaro e di non avermi annoiato
La prima parte del discorso è una mia filosofia in tema ad accetto qualsiasi tipo di critica, per la seconda parte prendetevela con Maldonado biggrin.gif
Ciao
Ivan
ivan
QUOTE(gurugugnola @ Sep 21 2005, 09:28 AM)
"Ma l'uomo moderno ha un reale bisogno di questa vastità d'oggetti, di tutte questi modelli di sedie/lampade/divani/ o quant'altro?" Da notare tutti progettualmente validi ma che differiscono spesso solamente per forma e prezzo!
Ed è eticamente giusto parlare di progettazione ecosostenibile (tema tanto in voga negli ultimi anni) quando il mercato (e di conseguenza anche i designer) propone oggetti con una vita relativamente breve o accorciata in confronto agli standard a cui eravamo abituati?
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Per quanto riguarda il reale bisogno di oggetti risponderei di si. Penso che questo sia legato alla creatività umana che tende sempre a manifestarsi in modo a volte impressionante a volte geniale.
Se pensiamo agli artisti, agli scultori l'Italia è piena delle loro opere (abbiamo un ereale bisogno di cosi tanta arte? io dico di si)
Per quanto riguarda il sistema ecologico la situazione è triste, le mode impongono ai prodotti cicli di vita sempre più brevi, il nostro benessere ci ha portato all'era del consumismo.
Personalmente, quando progetto, tendo a realizzare prodotti che durino nel tempo, diciamo a "lungo termine" ma il cliente o l'ufficio marketing impone tempi di realizzazione brevi e costi contenuti per battere la concorrenza, l'oggetto che duri nel tempo è una caratteristica quasi mai richiesta. Lasciamo perdere l'utilizzo di materiali riciclabili...

Anche il fordismo si era scontrato con lo stesso problema. Meglio un prodotto che duri nel tempo ad un prezzo più alto o meglio un prodotto più scadente con prezzi più contenuti da poter cambiare frequentemente per poter essere "alla moda"?
Quanti di noi cambiano il cellulare perchè si rompe o perchè vuole avere l'ultimo modello?
Purtroppo ritengo che l'uomo sia un "animale" di natura competitiva, vuole essere spesso migliore del suo prossimo e quanto pare essere alla moda raggiunge questo obbiettivo.
HecK
A me pare tanto che stiamo virando verso la filosofia ehehehehhe

Io riassumerei così:
la parola DESIGN oramai è usata nella maggior parte dei casi
giusto per fare "figo".

E vorrei porre una questione:
Il famoso spremi agrumi di ALESSI disegnato da Philippe Starck
secondo voi è un oggetto di DESIGN?
ivan
QUOTE(HecK @ Sep 21 2005, 10:50 AM)
A me pare tanto che stiamo virando verso la filosofia ehehehehhe

Io riassumerei così:
la parola DESIGN oramai è usata nella maggior parte dei casi
giusto per fare "figo".

E vorrei porre una questione:
Il famoso spremi agrumi di ALESSI disegnato da Philippe Starck
secondo voi è un oggetto di DESIGN?
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Io direi di no, non è ne funzionale ne ergonomico, non l'ho mai provato ma penso
(forse mi sbaglio) che sia molto difficile spremere un agrume.
Lo definirei un oggetto più artistico dove la creatività ha dominato sulla razionalità
In ogni caso è vero la parola Design e ormai strusata e abusata
MmAaXx
QUOTE(HecK @ Sep 21 2005, 10:50 AM)
A me pare tanto che stiamo virando verso la filosofia ehehehehhe

Io riassumerei così:
la parola DESIGN oramai è usata nella maggior parte dei casi
giusto per fare "figo".

E vorrei porre una questione:
Il famoso spremi agrumi di ALESSI disegnato da Philippe Starck
secondo voi è un oggetto di DESIGN?
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secondo me si, perche anche se non svolge al 100% la sua funzione (cadono i emini nel bicchiere) cmq è un oggetto che con estrema semplicita ed eleganza, sfruttando per altro una legge fisica che noi tutti conosciamo, ovvero il principio di adesione, riesce a farti avere una bella spremuta..... insomma svolge la sua funzione e è anche elgante, se volgiamo vedere forse è un po pericolo per i bimbi, ma il 90% degli oggetti in cucina lo sono...semmai io mi porrei la domanda ma chi lo ha comprato...lo usa davvero?? laugh.gif
Gabriele
Io vi porto la mia personale esperienza.Allo studio da noi si fa Design (sopratutto interior) e il 99% dei casi si progetta per ogni hotel una linea di prodotti inediti...dalle sedute ai portasapone e fare design (come qualcuno ha giustamente detto) implica conoscenze tecnologiche e di funzionalità assolutemente oggettive.Il legno per esempio non si piega piu di un tot...in base alla sezione, il metallo messo in un punto produce danni quando si sposta quell'oggetto per pulirlo...etc..le variabili da considerare sono tantissime..incluso la conoscenza dei mezzi utilizzati da quella determinata industria che li dovrà realizzare.Lo sapevate che uno dei test per stabilire se una seduta è valida è quello di lanciarla da una certa altezza per un numero N di volte? o che le ruote di gomma non le puoi mettere dove c'è un certo tipo di moquette?...il designer è un progettista che conosce tutte le variabili che riguardano il settore che segue...e non un esteta...un intellettuale.
florenceale
QUOTE
Io vi porto la mia personale esperienza.Allo studio da noi si fa Design (sopratutto interior) e il 99% dei casi si progetta per ogni hotel una linea di prodotti inediti...dalle sedute ai portasapone e fare design (come qualcuno ha giustamente detto) implica conoscenze tecnologiche e di funzionalità assolutemente oggettive.Il legno per esempio non si piega piu di un tot...in base alla sezione, il metallo messo in un punto produce danni quando si sposta quell'oggetto per pulirlo...etc..le variabili da considerare sono tantissime..incluso la conoscenza dei mezzi utilizzati da quella determinata industria che li dovrà realizzare.Lo sapevate che uno dei test per stabilire se una seduta è valida è quello di lanciarla da una certa altezza per un numero N di volte? o che le ruote di gomma non le puoi mettere dove c'è un certo tipo di moquette?...il designer è un progettista che conosce tutte le variabili che riguardano il settore che segue...e non un esteta...un intellettuale.


una volta che son d'accordo con te biggrin.gif ...a volte questa figura del designer artista-filosofo si tende un po' a esasperare anche secondo me...la progettazione è tante cose infatti...

@ivan...mi piace quello che hai detto, mi è sembrato costruttivo il tuo intervento e ti sei messo in gioco soprattutto...comunque io non penso di essere un erudito nel design, ho studicchiato prima di laurearmi e poi mi sono laureato in modo più che soddisfacente non ho di certo 5 anni di esperienza post-lauream alle spalle...

...cerco di essere costruttivo anch'io allora comunque...vi propongo questo testo che mi sembra molto interessante e inerente...più o meno mi trovo d'accordo con quanto detto...è l'introduzione del dorfles...ho corretto velocemente gli errori dovuti a text bridge ma ce ne saranno altri...

Ogni definizione rischia di risultare monca e imprecisa, tanto piü quando essa si riferisce
ad un settore vasto e complesso come quello che mi accingo a trattare: per questo preferisco
non dare nessuna definizione netta ed assiomatica del disegno industriale,
lasciando che il lettore si venga formando da sé ii concetto piü idoneo e piü rispondente alla
realtà dei fatti attraverso la lettura dei paragrafi che seguiranno.
Esistono, tuttavia, alcuni capisaldi dai quali non Si può prescindere nell’iniziare uno studio
di questo delicato settore, ed è perciò che vorrei, sin dall’inizio, porre alcune fondamentali
precisazioni che mi consentano di sbarazzare il terreno da pericolosi equivoci che Si son venuti
man mano addensando in questo campo, per la presenza di fattori ad un tempo estetici e tecnici,
che in terferiscono tra di loro senza mai raggiungere un vero punto di equilibrio.
Sarebbe erroneo, innanzitutto, ritenere che il disegno industriale sia un settore esistito da sempre:
quello cioè dell’oggetto utilitario. E un primo equivoco che va chiarito, e vedremo meglio, nel paragrafo
dedicato ai rapporti tra disegno industriale ed artigianato, perché non si debba considerare l’oggetto
artigianale come un <<analogon>> di quello industriale.
Una delle prime condizioni necessarie per considerare un elemento come rientrante nel settore che ci accingiamo
ad esaminare è che esso sia prodotto attraverso mezzi industriali e meccanici, osSia mediante l’intervento —
non solo fortuito, occasionale o parziale — ma esciusivo della macchina.
Da questa prima condizione derivano immediatamente altri corollari, come quello della ripetibilità, dell’iterazione,
del prodotto; requisito che non era mai stato pre visto prima dell’avvento della macchina.
E, finalmente, come ulteriore premessa, dobbiamo considerare quella della maggiore o minore — ma comunque sempre presente
— <<esteticità>> del prodotto; esteticità sui cui valori ovviamente sara arduo intendersi (come è del resto arduo intendersi
a proposito d’ogni opera d’ar te che sia ancora sub judice), ma che dovremo ipotizzare come momento essenziale — almeno intenzionalmente
— d’ogni opera del design. Non ogni prodotto dovuto alla macchina — s’intende — è di per sé artistico; per cui si dovranno
considerare come appartenenti al settore del di segno industriale solo quelli che saranno stati, sin dalla fase di progettazione,
ideati con tale intento; mentre d’altro lato Si avranno numerosi casi di oggetti e di elementi industrialmente prodotti, che
risulteranno provvisti di qualita espressive ed estetiche senza che tali qua lità fossero menomamente previSte all’atto della loro progettazione.
Anche se, da parte di molti studiosi e teorici recenti, si tende a svalutare il lato artistico del disegno industria e a considerare
questo aspetto del tutto secondario, io ritengo che questa posizione di <<rifiuto estetico>> — o, se vogliamo, di puritanesimo antiedonistico
— sia dovuta soprattutto al fatto di non aver ancora compreso come il concetto stesso di <<arte>> già venuto mutandosi negli ultimi decenni,
per cui non si dovrà piü considerare come artistico soltanto il prodotto delle <<arti belle>>: pittura, scultura, architettura,
ma anche molti degli oggetti, degli strumentari, di cui la attuale civiltà tecnologica si vale nelle sue diverse manifestazioni.
Si tratta, cioè, di constatare Ia presenza in ogni opera umana di una vis formativa, implicita nella stessa natu ra del materiale
— del medium espressivo — ogni qual Volta dSSO sia usato secondo quelle leggi compositive che gli Si confanno, e che ha dato
spesso origine al presentarsi di elementi altamente artistici all’insaputa degli stessi artefici. Nel nostro caso come vedremo
è accaduto che, proprio alcune delle prime costruzioni tecnologiche del secolo scorso (i primi grandi ponti sospesi in metallo,
alcuni edifici ingegnereschi come i docks di certi porti in glesi [Liverpool], alcune fabbriche, altiforni, alcune primitive
macchine a vapore, ecc.) rivelassero per la prima Volta certe costanti formali, che dovevano costituire le matrici di tutto quanto
un nuovo <<stile>> architettonico e costruttivo, all’insaputa dei loro stessi ideatori.
Potremo perciò riassumere le nostre premesse affermando che, mentre già in passato esistevano prodotti creati manualmente
o solo parzialmente con interventi mec canici (ceramica, vetro), destinati a scopi pratici e utilitari, e provvisti di qualità
estetiche (utensili, armi, arnesi preistorici, suppellettili, ecc.), e altresI numerosi elementi modulari, parzialmente e anche
totalmente standardizzati, soltanto ai nostri giorni — ossia dopo l’avven to della rivoluzione industriale — Si è data la produzione di oggetti,
di sagome, di modelli, in grado di essere ri prodotti in serie, e tali cia adempiere, oltre che ad una fun zione pratica-utilitania,
anche ad una estetica. Del resto lo stesso quoziente utilitario e <<funzionale>> non è del tutto indispensabile quale componente essenziale del di segno industriale. (Ed è, anzi, questo, uno dei pil’l fre quenti abbagli di chi ancora nitiene necessania Ia presen za d’una componente ~<funzionale>~ alla base dell’oggetto industrialmente prodotto). In effetti: si pub concepire l’esistenza e, si dà, l’esistenza di oggetti <<inutili *: so prammobili, oggetti <<decorativi>>, e anche oggetti di <~ar te pura> (che nientrano nella categoria della cosiddetta <<arte programmata>>), eseguiti in senie mediante l’esclu sivo intervento della macchina e che sono quindi, a buon diritto, da considerarsi come facenti parte della catego na che stiamo esaminando. Per cui potremo concludere che, cib che si richiede, per poter considerare un oggetto come appartenente al disegno industriale
è: 1) la sua seriabilità; 2) la sua produzione meccanica; 3) la presenza in esso di un quoziente estetico, dovuto alla iniziale
pro gettazione e non ad un successivo intervento manuale.
Ecco, perché non è lecito discorrere di disegno indu striale a proposito di oggetti appartenuti a eta preceden ti la nivoluzione industriale;
e tanto meno a proposito di quelli (utensili, mobil, attrezzi) nisalenti all’antichita e addirittura alla preistonia.
Se ii quesito del binomio bello-utile (deJl’esteticitI del le forme utili), rientra di pieno dinitto nel nostro discor so,
come quello dei rapporti tra funzione e forma, cib non toglie che tale quesito esuli dal nostro orizzonte, quando esso si riferisce ad
opere create a mano, senza possibilità di replica esatta, e senza l’intervento della macchina.

Per questa ragione alcuni studi (come, ad esempio l’antico e classico volume Arte e Industria di Herbert Read’ e come l’ampio saggio di
Lindinger sulla Designgeschichte) peccano nd loro nifarsi a delle pretese origini storiche del disegno industriale, risalendo all’utensile,
al vaso, alla coppa dell’antichità, per ii solo fatto che tali oggetti aye vano un fine utilitario oltre che estetico.
E per questa ragione che nel tracciare una brevissima cronistonia del disegno industriale prenderb l’avvio sol tanto
dagli albori dell’<< era neotecnica>>, dopo l’avvento della prima nivoluzione industriale, trascurando ogni ni ferimento alle forme <<utili>>
precedenti quest’epoca.
Un’ultima osservazione — prima di dare inizio alla trattazione dei diversi problemi che interessano l’oggetto prodotto industnialmente —,
riguardo alla particolare lati tudine del campo d’azione del disegno. Come avrb agio di precisare meglio nel paragrafo dedicato alla classificazione
degli oggetti di spettanza del disegno industriale, il nostro settore si estende oggi alla quasi totalità degli ele mend che costituiscono
i punti di riferimento della no stra esistenza quotidiana ed è anche questo un fatto di primaria importanza di ciii non tutti realizzano
la portata. Noi siamo avvolti, ad ogni istante della nostra giornata lavorativa e nicreativa, da una marea di oggetti prodotti industrialmente,
in serie, e con più o meno palesi inten dimenti estetici: dall’orologio che portiamo al polso, al la penna <<biro, dagli occhiali alle forbici, dall’automobile
alla carrozza ferroviaria, dab scooter al jet. Tanto la vita casalinga (con i diversi elettrodomestici), che quel la d’ufficio (con le macchine da
scrivere, le calcolatrici), che quella sportiva (con gli sci, le mazze da golf), che quella bellica (con le armi, i missili, le navi da guerra), sono
assiepate da produzioni alla cui base esiste sempre un momento progettativo, di creazione disegnativa, e un momento iterativo di produzione meccanizzata
e seriale.
Non deve dunque far specie se ii nostro odierno oriz zonte visuale è cosi fortemente influenzato dalla presenza
di questa ingente quantità di elementi industrialmente prodotti, i quail — attraverso Ia loro forma, il loro colore, la loro tessitura — sono in grado
d’infiuenzare — positi vamente e negativamente — le nostre facoltà percettive e quindianche le nostre tenJenze creative e ideative. Po tremo anzi affermare
che proprio a tail elementi si deve, e si dovrà ancor phi in futuro, il particolare indirizzo che potrà assumere il gusto dell’uomo e il suo atteggiamento
verso le forme — utili e inutili — dell’ambiente entro ii quale Si svolge la sua esistenza.
MmAaXx
QUOTE(Gabriele @ Sep 21 2005, 11:07 AM)
Lo sapevate che uno dei test per stabilire se una seduta è valida è quello di lanciarla da una certa altezza per un numero N di volte? o che le ruote di gomma non le puoi mettere dove c'è un certo tipo di moquette?...il designer è un progettista che conosce tutte le variabili che riguardano il settore che segue...e non un esteta...un intellettuale.
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si lo sapevo... biggrin.gif sapevo anche che gli viene fatt ocadere sopra un peso per centinaia di volte per testare la resistenza.


Cmq non sono d'ccordo,il progettista non è uno che conosce tutte le variabili, è impossibile, consocere le variabili di ogni oggetto che viene prodotto!! caspita, hai fatt oseie con le ruote per 20 anni, conosci magari tutte le variabili delle sedie con le ruote, ma poi se devi disegnare un un valigia non ne sei cmq in grado, questo perche cmq le scuole non sono in gradi di insegnarti l'epserienza e la teoria.... beh sappiamo tutti che spesso serve poco e a niente..

Io invece sono dell'idea che il designer è una persona che con la sua testa è in grado di risolvere un problema, in generale, ovvero che attraverso la sua conoscenza dell'oggetto della forma e in senso piu ampio dei materiali, è in grado cmq di èrpgettare qualcosa di utile e funzionale....

dico questo perchè di recente mi è capitato di disegnare una linea di accendini, ma io non sapevo una beneamata minchia di come funzionasse un accendino, degli stampi e dei costi di produzione...2 settimane di full-immersion e adesso quanto meno conosco i var isistemi di accensione come funzionano i materiali e i tipi di lavorazione che sono possibili...e a partire da questo ho cominciato a pensare a qualcosa, in caso cercando anche di implementare qualcosa di piu carino senza incrementare i costi di produzione (sbattimento immane)..

non penso che a scuola ti insegnino come funziona un sistema di accensione per gli accendini, ne tanto meno il tipo di plastica che viene usato e i suoi trattamenti, al limite a scuola ti danno una infarinatura generale di quello che sono i materiali e di come vengono impiegati.....cmq ripeto che solo una azienda come material - connection sforna piu di 100 materiali nuovi all'anno!!

ciao! smile.gif
Gabriele
Infatti max io ho detto il designer è un progettista che conosce tutte le variabili che riguardano il settore che segue' non che gliele insegnano a scuola.Se devo progettare un vibratore per signore anziane..ti chiamo e mi faccio spiegare da te come si usa cosa deve avere...e tutto..insomma studio tutto quello che riguarda quell'arnese.E' ovvio che la seconda volta che rifaccio lo stesso lavoro sono gia più avanti...ma è altrettanto vero che se al momento di portarlo a realizzare ho trascurato qualcosa mi rimandano tutto indietro con una faccia tipo questa blink2.gif e io ho il dovere di evitare di far perdere tempo alla produzione per incompetenza.Ci siamo capiti.

p.s. ho riportato la frase esatta per correttezza.
HecK
Anni fa erano gli ARCHITETTI (che solitamente arrivavano da studi di tipo artistico) a "scannarsi" con i progettisti per richieste TECNICAMENTE ASSURDE:
ma questo portava a forzare la tecnologia ... e a volte si arrivava dove nessuno si sarebbe aspettato!!!
I tecnici (tra cui mi riconosco) partivano già negativi per poi ricredersi.
Questa la chiamano COLLABORAZIONE.

Oggi invece le università sfornano gli "industrial-designer" che dovrebbero avere conoscenze sia in ambito artistico sia in ambito tecnico ...

Purtroppo ARTE e TECNOLOGIA spesso non coincidono.

Il designer è colui che fa da ago della bilancia ricorrendo alle proprie conoscienze e alla propria creatività.
Ma spesso si tende a sopravvalutare la propria creatività a discapito della tecnica (leggasi come ergonomia e qualità e scelta dei materiali).

E poi come in tutti i campi ... la differenza è fatta dalle persone.

PS: lo spremi agrumi si Starck NON è un oggetto di design per il semplice motivo che NON FUNZIONA!
E' una piccola scultura da linee dinamiche e armoniose.
Questa è arte (riproducibile in serie???) non design.
MmAaXx
dai gabrieluccio...non ti offendere.......
wub.gif
Gabriele
max..l'hai capito che scherzavo? tongue.gif
tu non li usi i vibratori per signore anziane vero? dry.gif
gurugugnola
lo spremi agrumi di philp starck (juicy salif) l'ha comprato un mio amico che lo usa e funziona benissimo a parte i "semini" laugh.gif

I test sulle sedie di solito sono 2 quello del peso verticale e l'altro test è quello di bloccare le zampe posteriore e applicare una forza ripetutamente con un martinetto allo schienale. Cmq il dimensionamento dei componenti o il materiale x rispondere a questi test spesso viene dettato dall'esperienza dell'officina + che dal designer per quanto ho potuto vedere!

Per quanto riguarda la conoscenza dei materiali, la mia è piuttosto blanda pur avendo lavorato a stretto contatto con delle officine... ma "fortunatamente" x i miei progetti sono sempre affiancato da un ingegnere dei materiali e potevo contare sull'esperienza dell'azienda, non credo che il designer debba essere omniscente! Nell'ultimo team di progettazione di cui ho fatto parte (un progetto architettonico) l'architetto capogruppo ha previsto anche un antropologo, cosa che non capita di rado.
raffus
QUOTE(HecK @ Sep 21 2005, 11:29 AM)
Anni fa erano gli ARCHITETTI (che solitamente arrivavano da studi di tipo artistico) a "scannarsi" con i progettisti per richieste TECNICAMENTE ASSURDE:
ma questo portava a forzare la tecnologia ... e a volte si arrivava dove nessuno si sarebbe aspettato!!!
I tecnici (tra cui mi riconosco) partivano già negativi per poi ricredersi.
Questa la chiamano COLLABORAZIONE.

Oggi invece le università sfornano gli "industrial-designer" che dovrebbero avere conoscenze sia in ambito artistico sia in ambito tecnico ...

Purtroppo ARTE e TECNOLOGIA spesso non coincidono.

Il designer è colui che fa da ago della bilancia ricorrendo alle proprie conoscienze e alla propria creatività.
Ma spesso si tende a sopravvalutare la propria creatività a discapito della tecnica (leggasi come ergonomia e qualità e scelta dei materiali).

E poi come in tutti i campi ... la differenza è fatta dalle persone.

PS: lo spremi agrumi si Starck NON è un oggetto di design per il semplice motivo che NON FUNZIONA!
E' una piccola scultura da linee dinamiche e armoniose.
Questa è arte (riproducibile in serie???) non design.
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.....credo che ci sia una legge che tuteli un prodotto artistico definita "legge d'autore" che definisca un prodotto artistico qualora non sia riproducibile in serie ecc.ecc.......sono andato un pò a memoria,quindi la sicurezza non esiste!
ivan
@ivan...mi piace quello che hai detto, mi è sembrato costruttivo il tuo intervento e ti sei messo in gioco soprattutto...comunque io non penso di essere un erudito nel design, ho studicchiato prima di laurearmi e poi mi sono laureato in modo più che soddisfacente non ho di certo 5 anni di esperienza post-lauream alle spalle...


Grazie! blush.gif
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