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Treddi.com intervista Lucio Parrillo

scritto da: Francesco La Trofa il | 3.813 visualizzazioni

Parte 2


 

Nella seconda parte dell'intervista, affrontiamo dei temi di sicuro richiamo per tutti coloro che intendono conoscere altri aspetti della realtà professionale di un disegnatore, illustratore e, come vedremo, un artista nel senso ben più ampio del termine.

Cambiamo decisamente argomento, soffermandoci nello specifico sulla tua esperienza. Quali sono state per te le esperienze professionali più importanti? Un lavoro come questo porta inevitabilmente a trasmettere parte di se stessi nelle proprie opere. C’è un lavoro verso il quale ti senti legato in modo particolare? Che cosa ha significato per te nello specifico?

Quando mi posiziono davanti alla tela, metto l'anima nei miei lavori, ci metto il mio carattere, le mie esperienze e cerco di non fare assolutamente delle illustrazioni fredde e meccaniche, anche se purtroppo a volte per ragioni di tempo devi essere veloce, accettando qualche compromesso.
Il più delle volte però cerco di prendermi il tempo necessario per esprimere qualcosa in quel dipinto.

L’opera varia, non è meccanica, perchè di volta in volta assorbe fattori che derivano direttamente dalle esperienze della vita vissuta, sotto tantissimi aspetti. Chi segue i miei lavori sa cosa intendo dire. Per questo cerco sempre di lavorare su progetti a lungo termine, che mi consentano di non operare in “catena di montaggio”, ma di produrre qualcosa che sia più vicino a quelli che sono i connotati dell’arte, piuttosto che della semplice produzione editoriale.

La lista delle tue collaborazioni è francamente impressionante. Non può non saltare all’occhio, oltre che per il fatto di aver avuto la fortuna di aver letto ed ammirato quegli albi, la tua collaborazione con la Marvel Comics. Negli ultimi dieci anni ti hanno fatto compagnia anche altri artisti italiani. Cosa ha significato per te dare forma e luce ai testi di un mostro sacro come Brian Michael Bendis?

Si qualche anno fa ho avuto modo di collaborare per un po’ di tempo con la Marvel Comics. Collaborare con Brian Michael Bendis è stata un’esperienza importante, che mi ha fatto crescere professionalmente. Bendis è un grande scrittore e una persona molto portata a collaborare con il resto del team.
 

FULL avengers

I Vendicatori, una delle serie stravolte e rilanciate dalle sceneggiature di Brian Michael Bendis, oggi la penna più influente del Marvel Universe, con cui Parrillo ha avuto modo di collaborare in più di una circostanza. Anche nelle opere su commissione è evidente la volontà di mantenere i caratteri essenziali del proprio stile, in una composizione che ricorda molto alcuni classici del Rinascimento Italiano

Di tutte le persone con le quali ho collaborato presso la Marvel Comics non posso dire nulla: sono tutti professionisti eccezionali, gente in gamba che conosce il mestiere e sa come si lavora. Quindi è stata un'ottima esperienza, da cui io ho potuto imparare davvero qualcosa dagli altri.
Per quanto mi riguarda personalmente adesso sono in una fase molto creativa, esagero, vulcanica diciamo, nella quale sto puntando molto sulle mie creazioni piuttosto che lavorare facendo commissioni per una casa editrice.

Diciamo che sto puntando molto di più sull'arte contemporanea che sul fumetto o l’illustrazione, infatti un po' sto abbandonando il discorso dei comics per dedicarmi all'arte. Ti spiego meglio cosa intendo dire. Ho sempre ammirato i vari artisti del passato che oggi sono nei musei sopratutto dal 600 ai giorni nostri fino a Salvador Dalì, quindi sto cercando di mettere un piede anche nell'arte contemporanea, l'arte dell'illustrazione e fantasy  oggi e' la vera Arte contemporanea innovativa che pian piano sta minacciosamente invadendo le gallerie d'arte e
appassionando i critici e i grossi collezionisti d'arte del mondo, quell'arte fatta di tecniche difficili, di anni di esperienza, che mette insieme il realismo figurativo, il fantasy,il surrealismo la passione e la creativita' che  negli ultimi 70 anni era stata sgomitata dai vari artsti "moderni" che hanno monopolizzato le gallerie e il mercato dell'arte, oggi si sta riconquistando il suo posto nei musei e gallerie di tutto il mondo.
 

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Cover art di Thor e Doctor Strange. Nell'esperienza con Marvel Comics Parrillo ha adattato il proprio stile alle più celebri icone del fumetto a stelle e strisce


Con questo non voglio dire che Intendo abbandonare, nè tantomeno rinnegare comics ed illustrazione. Anzi, continuerò certamente a lavorare sui progetti editoriali. Ma sento un forte impulso verso l’universo delle mostre, delle gallerie, per il discorso che facevo prima, legato alla speranza che in futuro un mio quadro finisca in un museo o lasci la mia traccia, come è successo per gli artisti del passato da cui abbiamo preso spunto per avvicinarci a questa fantastica professione.


Cosa vuol dire all’atto pratico seguire una produzione come quella richiesta dalla Marvel, a livello di tempistiche e rapporti con la produzione? Come funziona con loro il rapporto con gli sceneggiatori e la supervisione?

È a tutti gli effetti una sequenza di processi molto serializzata. Se vuoi lavorare con la Marvel Comics devi diventare in pratica un ingranaggio della grande macchina. Si parte da chi scrive le sceneggiature e le sottopone alla produzione. Per qualsiasi progetto c’è sempre chi controlla, supervisiona gli interi progetti, poi c'è chi esegue, chi disegna, chi inchiostra e chi colora.

E’ una bella catena di montaggio perché si tratta comunque di far parte di un ambiente produttivo di alto livello, con i migliori nel campo editoriale, però alla fine, se l’artista fa solo quello perde in qualche modo la propria personalità. Fai dei disegni eccellenti, ma fai quello che lo scrittore ti dice di fare, di tuo sinceramente ci metti ben poco. Ben altro discorso è chi ha la possibilità di lavorare interamente su un suo progetto, ma ciò non avviene per gran parte della produzione Marvel Comics, che è molto seriale e stereotipata. Un business su scala globale, con regole
estremamente ferree da seguire.
 

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A sinistra una tavola che vede coinvolti molti personaggi in una sceneggiatura che vede protagonista Hulk

A destra ancora vendicatori, con la Visione, l'androide più celebre del Marvel Universe

L’esperienza in Marvel mi ha dato come dicevo modo di imparare molto proprio in merito ad una produzione complessa. Come nasce, come viene gestita. Adesso ho un progetto al quale sto lavorando, che è appunto quello di creare un mio prodotto: un libro o un fumetto dal quale si potrebbe trarre la sceneggiatura per un film di animazione, un videogame, altri libri, altre storie, delle trilogie ecc. Al momento non posso anticipare niente, ma se davvero questo progetto vedrà la luce, sarebbe il top della soddisfazione. Perché sarebbe la mia storia, i miei disegni, i miei colori, la mia
personalità, la mia espressione e da lì qualsiasi cosa venisse fuori sarei me stesso al 100%. Tutta la catena di montaggio sarebbe mia al 100%


Qual è il senso di responsabilità che si sente quando si prende la matita per dare vita a icone leggendarie come Spiderman, Thor, Hulk e a tutto il fantastico universo dei supereroi Marvel?

Assolutamente Francesco, è una responsabilità enorme. Ti dico la verità, non mi vergogno assolutamente di questo fatto, ho provato anche molta ansia nel fatto di sapere che dover disegnare un personaggio come Thor, Loki, Hulk o i Fantastici 4 essendo cosciente che ci sono stati autori straordinari, autentiche leggende che li hanno creati, resi celebri ed immortali da decine di anni a questa parte
 

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Rappresentare in una sola tavola personaggi del calibro di Wolverine, Spiderman, Capitan America e i Fantastici 4 è sicuramente un grande stimolo, ma anche una responsabilità enorme, tale da far tremare la matita anche ad artisti molto esperti

Per questo dico che si è trattata di una esperienza di alto livello, ma se devo dirti la verità, non mi entusiasma al massimo e non ho dato il meglio di me artisticamente, perché non ho avuto quella libertà, quella scioltezza che ho di solito quando faccio un lavoro che non deriva da una commissione, in cui posso esprimere in maniera più diretta me stesso e cercare di dare qualcosa di più oltre al risultato grafico. La sensazione di avere le mani legate è derivata non solo dalla commissione e dai diktat della produzione, ma anche dall’enorme senso di responsabilità che si prova dovendo disegnare certe icone. E’ una responsabilità che tende a schiacciarti.
Quindi si, belle esperienze quelle con Marvel Comics, cui sono riconoscente anche per il fatto che mi ha dato una grande visibilità a livello internazionale.
 

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La mano di Lucio Parrillo all'opera su albi di Thor e degli X-Men

Se vuoi lavorare con loro devi accettare il fatto di essere parte di una catena di montaggio con tempi troppo stretti dove devi mettere da parte la tua personalita' e spesso anche la tua creativita' .


Torniamo in patria, torniamo a Dark Beauties. Fantastica raccolta di opere che tutti possono ammirare dal vivo presso il neonato Steamboat di Torino. Il tema, diciamocelo pure, è di facile presa. Bellissime figure di nudo femminile e il fascino che divide gli opposti. Bene e male. Purezza e corruzione. Cosa ha rappresentato per te un’esperienza monografica di questo genere? Credi di proporne altre? Stai già lavorando su qualche progetto analogo?

Nel caso di Dark Beauties parliamo di un progetto nato per caso, una commissione che non è stata però parte di una catena di montaggio. Un progetto nel quale comunque ho potuto dare libero sfogo alla mia personalità nel senso che ho dovuto, certo, rimanere nelle linee guida di chi mi ha commissionato il lavoro, Pavesio mi ha dato anche molta libertà di espressione. Ho cercato di accontentare l’editore, però allo stesso tempo sapevo che era un progetto nel quale ero libero di fare ciò che mi ispirava di più.
 

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Una conversazione tra i diabolici Loki e Norman Osborn, tra i principali villain del Marvel Universe, fondamentali nelle sceneggiature degli ultimi anni

Dark Beauties è un progetto del quale vado abbastanza fiero, più di altre cose che ho fatto in passato.

Oltretutto, entrando nella dimensione artistica della rappresentazione, mi piace molto raffigurare personaggi femminili. La donna ha una sensibilità delle linee, delle forme, delle morbidezze che sono accattivanti e che ti permettono spontamente di giocare su luci e ombre, forse più che su qualunque altro soggetto.
 

Il trailer ufficiale relativo all'anticipazione di Dark Beauties


Mi piace moltissimo raffigurare personaggi fantastici, mostri, personaggi cattivi, volutamente sproporzionati e muscolosi, per questo mi sono divertito anche a mettere insieme le due cose: la bella e la bestia.

In un certo senso Dark Beauties è stato un progetto che mi ha divertito e mi ha dato la possibilità di sfogarmi, sperimentare, tra virgolette nei ritagli di tempo, mentre facevo comunque le classiche cose editoriali, da catena di montaggio, che rappresentano la continuità e la routine di chi fa questo lavoro.

Sono riuscito a ritagliarmi i miei tempi per lavorare anche con tecnica ad olio, cosa che quasi mai è possibile fare nei progetti editoriali, ed ho fatto personaggi un po’ diversi dal solito. Donne sensuali però allo stesso tempo malvagie. Insomma, ho potuto metterci tutto quello che mi frullava per la testa, e mi sono divertito molto.
Probabilmente quello che ho in testa a livello inconscio è un miscuglio di tutte queste cose messe insieme e se andassi da uno psicologo rimarrebbe scioccato però questa è l'espressione di quello che ho dentro, è l'espressione di me stesso.


Progetti per il futuro e sogni nel cassetto. E’ arrivato il momento di svelarci qualche segreto.

Ti accennavo quella storia che sto portando avanti pian piano con grandi sacrifici, che mi auguro diventi una produzione cinematografica, un film di animazione, un videogioco e anche un fumetto. Ci vorrà tempo perché ci lavoro veramente molto lentamente perché è un soggetto particolare che potrebbe avere il successo che merita e un altro progetto di cui purtroppo non ti posso ancora anticipare nulla. Si tratta di un libro illustrato, sempre per Pavesio Editore, che si spera uscirà per maggio in occasione del Florence Fantastic Festival, una manifestazione nuova che riguarderà videogiochi, film e
illustrazione.

E’ un evento di cui credo si parlerà parecchio ed avrà luogo alla Fortezza da Basso a Firenze. Anzi mi farebbe piacere se si potesse pubblicizzare su Treddi.com questa iniziativa, in cui sto partecipando come coordinatore artistico.
 

Il Making of ufficiale di Dark Beauties


Ci sarà un'area dedicata all'illustrazione fantasy, con artisti di fama internazionale che avranno uno spazio espositivo, ci saranno stand quindi aree con mostre di quadri originali quindi si parla ovviamente dei migliori artisti di fama mondiale che si occupano di arte tradizionale ed illustratori di grosso calibro che arriveranno dall'estero, oltre a molti artisti italiani.

Sarà un evento eccezionale. Spero di riuscire a presentare il nuovo libro di cui ti parlavo, avrò modo di fare una mostra personale con molto spazio a disposizione, quindi di poter esporre moltissimi miei lavori. Farò dei workshop e ci sarà un'area live dove potrò dipingere dal vivo a diretto contatto con tutti i fan che intenderanno partecipare all’evento.

Firenze è una città d'arte e credo sia la cornice giusta per una manifestazione di questo genere, oltre che una città facilmente raggiungibile da tutta Italia.

Questo è il progetto più imminente. Chi fosse interessato può seguirmi su Facebook, dove man mano metterò degli aggiornamenti per tutti i fan e gli amici, in modo da poter commentare insieme tutte queste novità.

Complimenti ancora per il tuo straordinario lavoro. Grazie per la tua disponibilità. Speriamo di rivederti presto su Treddi.com

 

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Comments


Ciuffe - 20/mar/2013 11:38:02

bella intervista complimenti!

mecamacro - 05/apr/2013 12:17:05

è appassionante vederlo all'opera.

sono rimasto affascinato dal suo tratto,nessuna incertezza.....

complimenti per l'intervista!

Haran Banjo - 14/giu/2013 10:44:17
>> senza parole << talento meraviglioso

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